20/01/2026
Partiamo bene.
Tanta strada, tante curve… e un borgo ciottolato che mi rompe un tacco.
Risultato: scarpe in mano e dignità lasciata da qualche parte tra due pietre.
Io, Ivy. Social media manager.
Arrivo a Valditacca pensando:
“Ok, faccio due foto, scrivo due righe e scappo via.
Cosa mai ci sarà da raccontare?”
Poi succede una cosa strana.
Un sorriso mi accoglie.
E in aria c’è un profumo… di casa.
Di torta appena sfornata, di legna, di famiglia.
E all’improvviso mi ammorbidisco, senza volerlo.
Entro in camera e non vedo l’ora di buttarmi sul letto.
Così tanto che non mi accorgo nemmeno se c’è la TV.
Se prende il telefono.
Se il mondo fuori sta ancora correndo.
C’è solo quel profumo di bucato steso al sole.
E un letto morbido che sembra dire:
“Tranquilla. Adesso dormi.”
La mattina mi sveglia un raggio di sole.
Per un attimo mi infastidisce…
io sono abituata al buio perfetto del mio appartamento in città,
tra palazzi così vicini che quasi ti dimentichi com’è fatta la luce.
Poi mi alzo.
E mi accorgo di una cosa:
ho dormito come un ghiro.
Nel silenzio. Quello vero.
Quello che all’inizio sembra quasi… pauroso.
Se sei abituata al frastuono.
Apro la finestra…
e la melodia che mi accoglie è meglio di qualsiasi suoneria.
Poi mi ricordo: sono qui per lavorare.
E il lavoro deve iniziare.
Faccio il gesto automatico del mattino:
controllare i messaggi sul telefono.
…ma quanto è lento?!
Dove sono arrivata? 😅
Ivy in Valditacca 💚