03/09/2026
Dai nostri arcivi DIGITALI - Giacinto Gigante, Marina d’Ischia, 1825ca., olio su tela 36,8 × 56 cm, conservato alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma con numero di inventario 5128:
Al centro della composizione c’è una veduta dell’area orientale di Ischia. Sulla sinistra, isolato sul mare, riconosciamo immediatamente il Castello Aragonese. Sulla destra si sviluppa l’abitato, mentre il primo piano è ancora quasi completamente rurale: strade sterrate, case sparse, vegetazione, animali e poche figure umane. Ed è proprio questo che rende il quadro particolarmente prezioso dal punto di vista storico: ci restituisce l'isola degli anni Venti dell’Ottocento, molto prima delle grandi trasformazioni urbane e turistiche del secolo successivo. Il Castello non è ingrandito artificialmente per dominarne la scena ma rimane relativamente lontano, immerso nel paesaggio. Gigante sembra voler rappresentare non tanto “il monumento”, quanto l’ambiente nel quale il Castello esisteva. La datazione a circa 1825 è particolarmente significativa. Gigante aveva appena diciotto-diciannove anni. Siamo quindi davanti a un'opera appartenente alla fase giovanile del pittore, proprio negli anni in cui stava entrando nell’orbita di Anton Sminck van Pitloo e della nascente Scuola di Posillipo.
Giacinto Gigante nacque a Napoli l’11 luglio 1806 e morì nel 1876. Era figlio del pittore Gaetano Gigante e sarebbe diventato uno dei più importanti paesaggisti italiani dell’Ottocento e, soprattutto, il maggiore interprete della Scuola di Posillipo. La rivoluzione della Scuola di Posillipo consisteva nel superare la veduta settecentesca quasi “cartografica”, nella quale ogni edificio doveva essere nitidamente descritto, per dipingere invece la luce, l’atmosfera, il momento della giornata, il colore dell’aria e il rapporto emotivo tra uomo e paesaggio. Gigante portò questa impostazione ancora più avanti. Il Museo Correale sottolinea come abbia accentuato la macchia, l’impressione dal vero e soprattutto la resa della luce e del movimento atmosferico. Ed è esattamente quello che vediamo in Marina d’Ischia.
Quasi metà del quadro è occupata dal cielo. Non è un semplice sfondo azzurro. Le grandi nuvole bianche e grigio-azzurre creano profondità, mentre verso l’orizzonte cielo e mare cominciano quasi a confondersi. La scheda ministeriale parla espressamente della “trasparente e liquida stesura dei colori”, attraverso la quale Gigante riesce a produrre una luminosità diffusa e cristallina.
È una descrizione perfetta del quadro. La luce non sembra cadere sugli oggetti: sembra quasi attraversarli.
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