02/04/2026
Gallipoli,
Di chiesa in chiesa, ma rigorosamente in numero dispari, meglio se sette. ...
Antonella MARGARITO
Di chiesa in chiesa, ma rigorosamente in numero dispari, meglio se sette. È il giovedì dei Sepolcri, il primo dei tre giorni più intensi dei riti quaresimali, il triduo pasquale. A partire da questa sera, la cittadina ionica vivrà momenti di grandissima suggestione, vissuti come solo un popolo di grande religiosità, come quello gallipolino, può fare.
La città vecchia assume un magnetismo del tutto particolare, le strade brulicano di pellegrini, di "Mai", di turisti, di gallipolini che vivono questi giorni con grande pathos e commozione. Comunemente viene chiamato Sepolcro, in realtà, quello che viene allestito nelle chiese dopo la "Missa in Cena Domini" è il Repositorio che ha il compito di accogliere le ostie consacrate e conservarle sino al pomeriggio del venerdì santo. Si adora l'Ostia consacrata che viene esposta nel mezzo di un'esplosione di fiori, drappi di colori pastello, candele, oggetti di culto, semi di grano che vengono germogliati al buio, metafora del passaggio dalle tenebre, ovvero dalla morte di Gesù alla sua Resurrezione.
Sembra che la tradizione di allestire gli altari della reposizione sia iniziata in Europa già dall'età Carolingia, una stirpe che regnò dal 751 al 987. Da allora ad oggi qualche secolo è trascorso ma la pratica continua in particolare nel sud Italia. Gallipoli ne è forse uno degli esempi più eclatanti.(…)