Genova Song

Genova Song We are in the heart of the old town, known for its multi-ethnic soul and dense network of alleys "i caruggi". You're welcome, take care of it! Do not be afraid.

Nel cuore della Città Vecchia cantata da De André, nella multietnica e animata via Pre, a due passi dalle principali attrazioni turistiche, un bilocale confortevole e affascinante con sei comodi posti letto e tutte le comodità Three-rooms apartment on the third floor of a building with no elevator, in a strategic area of the city, well connected to main tourist attractions and the sea. The kitchen

is complete with dishes and appliances: dishwasher, microwave, induction hob, fridge, and kettle. The sleeping area consists of 2 bedrooms one with 1 double bed, the other with 3 single beds and in the living room 1 sofa bed. The apartment is for non-smokers only and is provided with air conditioning, wifi, washing machine, iron and ironing board, hair dryer, toiletries, and crib. The house is at your complete disposal and we've put care in every detail in order to welcome you in a clean and comfortable space, whether you're staying for business or just passing by to visit the city. Trilocale al terzo piano, di un palazzo senza ascensore, in una zona strategica della città, ben collegata con il mare e le principali attrazioni turistiche. Nel cuore della città vecchia, nota per la sua anima multietnica e la fitta rete di vicoli "i caruggi", a due passi dalla via del Campo "casa dei cantautori genovesi"

La cucina è completa di accessori, piatti, stoviglie ed elettrodomestici: lavastoviglie, microonde, piano cottura induzione, frigorifero e bollitore. La zona notte è composta da 2 camere una con 1 matrimoniale, l'altra con 4 posti letto. L’appartamento è riservato ai non fumatori ed è dotato di aria condizionata, wifi, lavatrice, asse e ferro da stiro, asciugacapelli, linea cortesia e culla. La casa rimane completamente a vostra disposizione ed ogni dettaglio è stato pensato per accogliervi in un ambiente pulito e confortevole, sia che siate in viaggio per lavoro, sia che siate di passaggio per visitare la città. Comodissimo per la stazione ferroviaria, per la metropolitana e i principali mezzi pubblici (compresa la navetta dall'aeroporto), con molti parcheggi a pagamento nella zona. Il Quartiere di Pré
La casa in cui siete arrivati è nel cuore antico di Genova. Siete a due passi delle principali attrazioni della città: il porto antico, l’Acquario, il museo del Mare, i palazzi patrimonio dell’Unisco.In particolare vi trovate nel sestiere di Pré che per buona parte del Medioevo restava al di fuori delle mura: lo capirete dal fatto che a pochi passi dall’appartamento troverete la Porta dei Vacca, che era uno degli accessi dalla cinta muraria del Barbarossa, del 1155. Via di Pré è da sempre una via di passaggio, di arrivi e partenze, strettamente collegata con il porto: tanto che sui muri degli edifici si trovano ancora sostegni in ferro che servivano per appoggiare i remi. Dell’antichità della via e delle sue costruzioni sono testimoni le porzioni di paramenti murari in pietra e laterizi che affiorano dagli intonaci dei vari edifici, lasciate volutamente a vista in occasione dei restauri. In epoca recente, a partire dagli anni cinquanta del ‘900, la strada fu luogo di insediamento dei migranti meridionali, (che si sono via via mescolati alle famiglie di lavoratori portuali che lì vivevano), e successivamente degli immigrati provenienti da paesi extraeuropei. Pré è da sempre, da secoli, uno sbocco naturale della zona dell’angiporto e da sempre prima casa accogliente di ogni tipo di immigrazione. Ancora oggi è il più multietnico, popoloso e colorato dei quartieri genovesi, dove convivono botteghe storiche di tradizione genovese, come quella del formaggiao o la pescheria e negozi etnici, sarti senegalesi, lavandai bengalesi, commercianti cinesi. Per la strada passeeggiano donne latine insieme ai figli che mangiano la focaccia ligure, mentre ragazzi neri con le maglie di Bob Marley chiacchierano a fianco di un giovane ragazzo che, seduto sui gradini del negozio di suo padre, legge il Corano. Vi trovate quindi in un luogo centralissimo e periferico allo stesso tempo. Centralissimo perché a piedi potrete scoprire Genova e il suo incredibile centro storico medievale. Periferico perché rientrando a casa vi sembrerà di varcare un confine “immaginario” che vi porta in una specie di Babele. Non abbiate timore. Genova è così. È città di porto e di immigrazione. Le persone che vedrete stare in strada sono persone che hanno scelto questi vicoli per vivere, perché hanno trovato in questi palazzi e in questi vicoli una nuova casa, come, prima di loro, generazioni di migranti. Trascorrono molto tempo in strada, è una loro abitudine, che si portano dietro dai paesi di origine. Ci sono continui controlli della polizia locale. Certo, come in tutti i luoghi vicino a stazioni o porti è consigliabile prudenza, attenzione agli effetti personali, ai preziosi, ai bagagli. Ma - ne siamo certi - nessuno vi infastidirà, salutate e verrete ricambiati con un sorriso. The Prè Neighborhood
The house you have arrived at is in the ancient heart of Genoa. You are just steps away from the city's main attractions: the old port, the Aquarium, the Museum of the Sea, and the UNESCO heritage palaces.In particular, you are in the district of Prè which, for much of the Middle Ages, was outside the city walls: you will understand this from the fact that a few steps from the apartment you will find the Vacca Gate, which was one of the entrances to the walls built by Barbarossa in 1155. Via di Prè has always been a thoroughfare, a place of arrivals and departures, closely linked to the port: so much so that iron supports used to rest oars can still be found on the walls of buildings. The ancient nature of the street and its constructions is evidenced by the portions of stone and brick masonry that emerge from the plaster of various buildings, intentionally left exposed during restorations. In recent times, starting from the 1950s, the street became a settlement for southern migrants (who gradually mixed with the families of dock workers who lived there), and subsequently for immigrants from extra-European countries. Prè has always been a natural outlet for the Angiporto area and has always been the first welcoming home for any type of immigration. Even today, it is the most multi-ethnic, populous, and colorful neighborhood in Genoa, where historic shops of Genoese tradition coexist with ethnic shops, Senegalese tailors, Bengali laundrymen, and Chinese merchants. Latin women walk down the street with their children eating Ligurian focaccia, while black boys with Bob Marley shirts chat alongside a young boy who, sitting on the steps of his father's shop, reads the Quran. You are therefore in a central and peripheral place at the same time. Central because you can discover Genoa and its incredible medieval historic center on foot. Peripheral because when you return home, it will seem like you are crossing an "imaginary" border that takes you into a kind of Babel. Genoa is like this. It is a city of port and immigration. The people you see on the street are people who have chosen these alleys to live in because they have found a new home in these buildings and alleys, like generations of migrants before them. They spend a lot of time on the street, it is a habit they brought with them from their home countries. There are constant checks by the local police. Of course, as in all places near stations or ports, it is advisable to be cautious, pay attention to personal belongings, valuables, and luggage. But we are sure that no one will bother you, greet them and you will be greeted back with a smile.

un marzo pieno di cose da vedere e da fare a Genova!
28/02/2024

un marzo pieno di cose da vedere e da fare a Genova!

Stefano Benni, Il Manifesto, 12/1/1999"Ogni volta che usciva un mio libro, dopo pochi giorni arrivava un telegramma di F...
11/01/2024

Stefano Benni, Il Manifesto, 12/1/1999

"Ogni volta che usciva un mio libro, dopo pochi giorni arrivava un telegramma di Fabrizio. Poche parole di stima e ringraziamento per ciò che aveva letto. Tengo ancora questi telegrammi, questi gesti di attenzione e vicinanza, non comuni nel nostro ambiente. Li aspettavo, ogni volta, con gioia, come qualcosa che rendeva ancor più prezioso il mio lavoro. E quando usciva un disco di Fabrizio, subito gli telefonavo, o gli scrivevo. E ogni volta gli esprimevo il mio stupore. Lo stupore di come riuscisse ancora a sorprendermi, a tirar fuori dalla sua leggendaria pigrizia qualcosa di unico. Sì, Fabrizio era unico. Lo era nella fatica, nel disagio, nell'inquietudine di creare. Lo era nel cercare sempre una strada propria, faticosa, in mezzo al divismo e alla ben calcolata produzione della musica moderna. Per me è stato un fratello artistico, un modello inimitabile di serietà e ironia.

Credo che le parole di Novecento siano il più bel pezzo di satira scritto in questi anni. E Crueza de ma è uno dei dischi che mi hanno fatto più sognare e riflettere sul dono della musica. E' la "musica barata" del poeta Drummond de Andrade, la musica ascoltata per caso in strada, che sposa una complessità tecnica e una passione compositiva da musicista classico. Semplicità e varietà chiuse nel prodigio di una piccola sinfonia. Ci sono dentro i due mari di Fabrizio la poesia e la rabbia, la sua Genova e la Sardegna. Amavamo tutti e due quest'isola e i suoi abitanti, la loro fierezza e la loro difficile storia.

Credo che Fabrizio fosse, da solo, un'intera isola sospesa tra i mari della dolcezza e della rabbia. Un porto di navi e lingue diverse, di marinai e donne misteriose, dove sbarcavano le sonorità di terre lontane e le parole degli chansonnier francesi che tanto amava, un'isola percorsa da burrasche irose e da grandi calme. E dall'isola lui sapeva ascoltare il rumore del mare profondo e delle sue creature, dalle più dolci alle più feroci, dalle più umili alle più grandi, vittime e avventurieri, nani e gorilla, pr******te e fate.

Era anche unico nel suo essere dalla parte di chi soffre e perde, Fabrizio. Un amico generoso del gruppo Lupo e delle sue iniziative di solidarietà. Un artista che non ha mai dimenticato che c'è nella musica un misterioso prezioso, una sfida, una ribellione che non deve arretrare davanti ai tempi e alle mode. Nella sua voce di sciamano suadente sono passate le canzoni politiche più indignate, insieme a versi d'amore, a splendide traduzioni, a versi beffardi, a capolavori in lingue magiche distillate dai dialetti di terre da lui amate e immaginate. La musica di Fabrizio per me è questo: ascoltare a occhi chiusi il rumore del mare, le voci, i dialetti del porto, le grida, la grande varietà delle lingue e dei racconti di viaggio. Le sue canzoni sono un vaccino contro ogni razzismo, hanno il coraggio e la passione di incontrare le diverse culture nel momento in cui cantano e raccontano, non soltanto quando sono piegate dal dolore e dalla necessità.

So che Fabrizio non verrà dimenticato. Vorrei dire a Dori, a Cristiano, ai suoi amici musicisti e a chi lo amava, che la sua lezione non andrà persa, che ogni sua canzone è un dono misterioso che conserveremo. Che non lo celebreremo soltanto, ma continueremo a sentirlo vicino, a occhi chiusi, come una voce che ci chiama dalla spiaggia. Una voce che dice: tieni duro, Stefano. Quelle parole, che mi ha ripetuto ogni volta che ci siamo incontrati, restano nel mio ricordo vicino alle sue canzoni. Proverò a ripeterle a chi ne ha bisogno.

Una volta, a un concerto bolognese, uno spettatore entusiasta gridò: "Fabrizio, n**o, n**o. "No" rispose Fabrizio al microfono. "Se mi vedete n**o non posso più essere un mito". In quella risposta, c'era tutta la divertita fierezza di Fabrizio. Diventerà senz'altro un mito, ma non da magliette e poster, conventicole depresse e celebrazioni televisive. Un mito fertile, che ci spinge a seguire la nostra rabbia, il nostro stupore, a non rinunciare al nostro talento, a seguire la nostra rabbia, il nostro stupore, a non rinunciare al nostro talento, a seguire i maestri migliori. Fabrizio era uno degli ultimi lupi rimasti.

Accettiamo la sua sfida, adesso che non c'è più. È ancora possibile essere artisti liberi, seri, creativi, senza compromessi e paure. Non c'è complessità, non c'è bufera, non c'è galeone spagnolo, che possa impedirlo. È stato un bel viaggio, Fabrizio. Stasera, in riva al mare di Oristano, i pescatori sardi mi hanno detto che banchetteranno e canteranno in tuo onore. So che ti farà piacere. Arrivederci, amico Fabrizio, capitano dei due mari".

Trilocale al terzo piano, di un palazzo senza ascensore, in una zona strategica della città, ben collegata con il mare n...
02/01/2024

Trilocale al terzo piano, di un palazzo senza ascensore, in una zona strategica della città, ben collegata con il mare nel cuore della città vecchia, nota per la sua anima multietnica e la f***a rete di vicoli, “i caruggi”, a due passi dalla via del Campo cantata da Fabrizio De André, con il suo popolo colorito e vitale. Le principali attrazioni, a cominciare dall’Acquario, sono raggiungibili a piedi, così come i palazzi patrimonio dell’Unesco.

Three-room apartment on the third floor of a building without an elevator, located in a strategic area of the city, well connected to the sea in the heart of the old town, known for its multi-ethnic soul and dense network of narrow streets, ‘the caruggi’, a stone’s throw from the Via del Campo sung about by Fabrizio De André, with its colorful and lively people. The main attractions, starting with the Aquarium, are within walking distance, as are the UNESCO heritage buildings

02/01/2024

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Genova Song, nella città vecchia

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Continuano le iniziative per il rilancio della zona di Pre e via del Campo
31/03/2022

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Il contributo, da un minimo di seimila fino a un massimo di 14.400 euro per le nuove attività, per un periodo minimo di 30 mesi e fino a un massimo di 60, sarà erogato per l'insediamento di nuove attività in locali al piano terra, sfitti da almeno tre mesi

02/02/2022

Nel cuore di Genova 🏴󠁧󠁢󠁥󠁮󠁧󠁿 recita poeticamente la cartolina... Una Via Prè animata da tanta gente ❤️

📌DocSAI - Cartolina, Archivio Fotografico del Comune di Genova

Indirizzo

Genova
16126

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