01/07/2026
Per trent'anni sono rimasti dietro il vetro di una galleria ad Antibes, sulla Costa Azzurra, con un cartellino che li dava per francesi. Ma francesi non erano. Erano vasi apuli, nati venticinque secoli fa dall'argilla e dalle mani dei ceramisti di Puglia, e strappati di notte alla loro terra dai tombaroli, per finire sul mercato nero internazionale dell'arte.
Oggi quei tesori sono tornati a casa. Sono 140 reperti, e li espone il Castello normanno-svevo di Gioia del Colle nella mostra "A volte ritornano". Ceramiche recuperate nel 1996 dai Carabinieri del Comando per la tutela del patrimonio culturale, insieme alla Procura di Bari, grazie a una convenzione internazionale che combatte il traffico di opere d'arte.
C'è un dettaglio che chiude il cerchio. A ridare ai vasi i loro colori originali sono state le studentesse restauratrici dell'Università di Bari: donne pugliesi che hanno rimesso mano a ciò che altri pugliesi, venticinque secoli prima, avevano modellato con la terra. Un filo che attraversa i millenni e ricuce uno strappo.
La mostra è visitabile fino al 20 settembre. Un pezzo di Puglia che qualcuno aveva provato a cancellare, e che oggi si può tornare a guardare negli occhi.
Fonte: Musei Nazionali Puglia