13/10/2024
Mi sono spesso chiesta come mai tutti ti amano così tanto. Ho persino provato un pizzico di invidia per chi, lontano dalla propria casa, riesce a trovare in te tutto ciò di cui ha bisogno. Ieri ho deciso di capire. Ho parcheggiato l’auto distante, per raggiungerti a piedi. Era quasi il tramonto. Mentre il sole calava, la gente saliva: la giornata stava per finire, ma tu diventavi sempre più bella.
Accelleravo il passo, temendo di non riuscire ad immergermi in tempo, ma ce l’ho fatta. Eravamo solo io e te. Mentre mi tuffavo nella tua acqua quieta, calda, vedevo il sole baciare entrambe, me e te. Non voglio mai perdere quell’immagine, voglio tenerla dentro di me, confonderla con il mio essere, portarla ovunque vada. Vorrei che quel momento di serenità si stampasse sul mio volto, riflesso di una pace profonda.
Sentivo il calore di un abbraccio materno, forse qualcosa di più: era come essere nel tuo grembo. Quando il sole scompariva ormai all’orizzonte, uscivo dall’acqua. Il calore che mi avvolgeva a metà, tratteneva ancora il mio corpo. Anche mentre mi allontanavo, salendo verso il ritorno, una parte di me voleva rimanere. Mi giravo di tanto in tanto, e i colori si facevano sempre più intensi, più belli. La luna, che si rifletteva nell’acqua poco prima, mi accompagnava, quasi indicandomi la strada, e mi ricordava che era ora di andare.
Ma più mi allontanavo, più desideravo restare. E allora ho sorriso: avevo finalmente capito cosa provano coloro che, venendo da te, decidono di non lasciarti più.