La storia dell'Hotel Bernina
1923 Apre l'Albergo "Bernina"
Costruito con più riprese tra il 1920 ed il 1930, da Attilio Silvestri, considerato da molti uno dei primi veri albergatori di Livigno. Nato da una famiglia dedita prevalentemente alla coltura dei prati e all'allevamento del bestiame, negli anni che precedettero il primo conflitto mondiale aveva prestato servizio negli alberghi della vici
na Engadina, come portiere, lifter ed anche aiuto cuoco presso il "Bernina" di Samedan. Le stanze dell'edificio erano quasi tutte il legno, in ognuna di esse vennero collocate delle piccole stufe a legna. Non esistendo un impianto idraulico centralizzato, l'acqua veniva recuperata con dei secchi da un pozzo che si trovava nei sotterranei della casa, nei pressi della cucina. La luce elettrica veniva attinta dalla centralina del "Restèl". Attento al turismo straniero, Attilio inviava appositamente le slitte trainate da cavalli alla Drossa per accogliere i turisti tedeschi.
1965 "L'incendio"
"La notte tra il 25 e il 26 febbraio 1965 la temperatura esterna segnava - 25°. La famiglia di Francesco Silvestri, figliio di Attilio, dormiva e nell'albergo, fortunatamente, c'erano solo due clienti. Ad un certo momento il bambino più piccolo, di 3 anni, si svegliò dicendo che aveva freddo. La mamma si alzò ma la luce non si accendeva. Chiamò il marito per andare a riprestinare la corrente ma, quando aprirono la porta di camera, videro che usciva del fuoco dai bordi del corridoio per tutta la sua lunghezza. Le assi di quel corridoio erano state levigate da poco, rimesse a posto con sotto l'imbottitura di truccioli. Il marito corse ad avvisare il sagrestano perchè suonasse le campane, la moglie andò alla fontana a prendere due secchi d'acqua perchè quella di casa era gelata, poi portò i bambini dalla cognata Ada. L'incendio illuminava quasi tutto il paese e durò dalle 2 alle 4 di mattina. Arrivò subito gente per cercare di fermare il fuoco: riuscirono a mettere in salvo quanto c'era nel piano della sala, stoviglie argenteria, vasi, tende... Dal piano terra portarono la biancheria nella casa dove ora c'è il negozio "Studio più Gioco". Nel primo piano, dove c'erano alcune stanze, adattarono a cucina un locale sistemando un fornello a gas e un vecchio scrigno come dispensa. I turisti che sarebbero dovuti arrivare dopo due giorni furono avvisati dell'accaduto. In un anno l'albergo fù ricostruito e riaperto nel mese di Febbraio". Con la costruzione del nuovo Hotel la gestione passa poi al figlio Francesco e tutt'oggi si tramanda di generazione in generazione.