Francescato

Francescato Francescato è un B&B situato a Livigno ( 600 mt dall'inizio zona pedonale) .-
è a conduzione famigliare ( la sottoscritta ne è la conduttrice)

Francescato è una struttura con offerta di pernottamento + prima colazione a buffet.- La clientela confluisce da tutte le nazioni europee, creando un'interessante scambio culturale.-
La nostra struttura dispone di alcune camere ad uso famiglia (fino a 4 posti letto) , camere doppie e camere matrimoniali.- Ogni camera è dotata di bagno (doccia ) televisione, cassaforte, riscaldamento autonomo e t

el/interfono.-
le colazioni sono a buffet ed abbiamo optato il mantenimento del servizio al tavolo per conoscere ed esaudire le esigenze di ogni singolo cliente.-
Spero di potervi avere graditi ospiti in un prossimo futuro.-

Ciao, sono il francescato e sto pensando a quando ho cominciato a guardare questo angolo ai confini del mondo con occhi ...
13/01/2025

Ciao, sono il francescato e sto pensando a quando ho cominciato a guardare questo angolo ai confini del mondo con occhi diversi. Questo paese parla, parla in 1000 modi diversi e ti guarda nella speranza che tu capisca. Era una primavera a Livigno ed era sommerso ancora dalla neve chiuso in una bufera senza fine. Una vecchia casa vicino alla nostra aspettava i nuovi proprietari, perché coloro che l’avevano abitata se ne erano andati entrambi in un’altra valle in un’altra vita. Il vento rabbioso sollevava le tavole del tetto spalancava e sbatteva finestre e sicuramente sarebbe riuscito ad avere la meglio se nessuno fosse intervenuto. “Vado a chiudere“-sei matta, non è una nostra proprietà-“Sì ma se non sprango un po’ di finestre non sarà più la proprietà di nessuno.“ Metto il giaccone infilo le scarpe e affondo nella neve. tengo il capo chino per riuscire a respirare, alzandolo di tanto in tanto per mantenere la direzione. Improvvisamente in mezzo ad un mucchio di cose (carte pezzi di legno un vecchio vestito a quadratini) trovo quella tavoletta lavorata con inciso una data. Raccolgo e tenendola stretta proseguo. Entro in quella casa in balia della tormenta e metodicamente chiudo. Sprango porte e finestre e a lavoro ultimato respiro a fondo e guardo. Chissà chi aveva abitato, una domanda “en passant” ma improvvisamente una marea di emozioni e di risposte. Era una casa bellissima. All’entrata uno spazio vuoto per il ricovero dei carri e degli utensili di lavoro per Garantire vita. Una scala che portava al primo piano sulla sinistra. Su questo piano la camera da letto a esposizione sud/est. A fianco un enorme cucina che però non aveva camino solo i muri perimetrali fatto con tondi di legno un po’ distanziati tra loro per permettere al fumo di uscire. Un grande basamento circolare in pietra al centro dove veniva acceso il fuoco. (La casa del fuoco di cui raccontavano i vecchi era nata così). La camera era molto bassa 2,20 m di altezza e la porta per entrare era 1,75 m. Era l’unica ad avere una stufa con relativo camino. Sull’altro piano in corrispondenza c’era un’altra camera, ma senza stufa solo che in corrispondenza alla stufa esistente al piano sotto c’era una piccola “sciugarola” la tavoletta che avevo trovato su quel distesa bianca era ciò che serviva per aprire e chiudere il passaggio del calore da una camera all’altra. Quello che davvero mi ha più emozionato è stata l’interclusione di ogni camera con una tavola postata in verticale di 15 cm circa. Il perché di quella tavola? La risposta che nessuno ha saputo darmi l’ho trovata 30 anni dopo al confine del Tibet… Ma questa è un’altra storia. Ah.. Questa casa (adesso ristrutturata) aveva avuto quella sua ristrutturazione nel 1770

Ciao, vi racconto il Natale, Il Natale che si viveva quì a Livigno quando le case erano piccole, più piccole dei fienili...
19/12/2023

Ciao, vi racconto il Natale, Il Natale che si viveva quì a Livigno quando le case erano piccole, più piccole dei fienili e delle stalle.- Certo, fienili per immagazzinare il foraggio per le bestie che vivevano lì per tutti i lunghi mesi invernali e permettevano alla gente di "VIVERE" con quell'economia scabra ed essenziale.- Case piccole con un'unica camera riscaldata, quella dei genitori e dei bambini più piccoli, camere scarsamente riscaldate, e li "stua mata" erano destinate ai figli più grandi.. Poi arrivava il Natale.- Certo "IL NATALE" Ed il Natale era accoglienza, era attesa e con l'attesa il presepe...Già il presepe, ma dove? le case erano piccole, nessun angolo superfluo.. e allora? Allora fuori c'era tanto spazio, la gente si spostava quasi tutta a piedi e la neve era sovrana.- La Neve.. certo che si, con la neve si preparavano grotte, capanne, iglù, e dentro di esse si allestiva il presepe. Poche statuine e tanto amore, le candele per illuminare il tutto nella notte di Natale .- questo paese che già di suo era "presepe" sommerso dalla neve, nella solitudine dei "numeri primi" dove ci si deve bastare ha camminato per secoli così vicino alle stelle da rubare un pò di luce dall'immensità di un cielo senza confini... buone feste a tutti.-

Ciao.. oggi è una stupenda giornata d'autunno con i colori caldi dei larici che cambiano l'abito prima di spogliarsi  pe...
28/10/2023

Ciao.. oggi è una stupenda giornata d'autunno con i colori caldi dei larici che cambiano l'abito prima di spogliarsi per l'arrivo della neve e del Gelo.. Sono andata su, su verso questo strano sud che è più in quota del nord di questo strano, unico paese, dove le acque vanno a nord per percorrere enormi distanze prima di finire il proprio percorso nel "mar nero".- Mi perdo nella mia immaginazione, per poi svegliarmi nuovamente qui davanti nostro residence "il Jembro" ed è in questo lungo istante che apprezzo la sua solitudine, la sua quiete, l'aria pulita ed il cielo terso.. buona domenica a tutti voi.

una estate longeva, una di quelle che trascina  i suoi giorni come una bella donna che non ne vuol sapere di cambiare.. ...
12/10/2023

una estate longeva, una di quelle che trascina i suoi giorni come una bella donna che non ne vuol sapere di cambiare.. Eppure l'autunno incalza, spinge ; e sospinge il verde smeraldo relegandolo in angoli sempre più piccoli per sostituirlo con quel colore che da calore anche se le sere sono sempre più fredde...Lascio vagare lo sguardo su quei paesaggi ormai vuoti, vissuti da pochi, per poi fermarlo lì su quel crocifisso che sfida il tempo e la "dimenticanza".- Proprio non riesco a staccare lo sguardo e sono catapultata nuovamente lì, seduta al tavolo di "Battistin d'Enrico", questo uomo viaggiatore nel tempo che mi regala storie, e con le sue storie conoscenza e amore per questo paese.. " Scusami, volevo chiederti un favore.. sai su vicino alla tea di Pozz c'era un crocifisso, poi il tempo e l'incuria ne hanno determinato la sua fine.. vorrei che tu lo rifacessi.. la nonna mi ha raccontato il perchè di quella croce ed io vorrei tenere in vita quel ricordo...." già , mi guardi ed annuisci< ti ha raccontato di quel bimbo? Certo è stata una tragedia> Non sò se è il crepitio del fuoco, l'aria fredda del tramonto, ma rabbrividisco... " Ora non ha più importanza, ma io sento il dolore di quella mamma che era scesa in stalla a mungere dove è stata raggiunta dalle urla di dolore del suo piccolo che era rimasto su in tea dove c'era il "cendrè" con il fuoco acceso... L'aveva lasciato in camera ( o meglio in quello spazio separato dal fienile con delle tavole,) arredata alla meglio con un letto e la cargiola, ma il bimbo si era svegliato ( aveva solo 4 anni) e nonostante tutte le raccomandazioni di mamma lui aveva aggiunto legna al fuoco finendo dentro a quell'enorme braciere... Le urla del bimbo.. le urla di mamma .. a nulla valsero gli aiuti dei vicini che accorsero... lunghi giorni di agonia e poi quella croce a ricordo...-" Ci guardammo senza una parola e nuovamente "Battistin" annuiì.-< Non ti preoccupare c'è stato un signore che ha fatto un "lasciato" proprio per questo.. piano piano cerco di sostituire i crocifissi più rovinati.-> sorrido al ricordo e torno a guardare questo crocifisso che porta la sua firma. Già. tutti i crocifissi di Battistin hanno la particolarità di quelle braccia rivolte verso il basso ,e mentre lo penso il vento mi riporta la sua voce :

06/10/2023

nella vita ci sono sempre e solo "momenti" cosi (che tu lo voglia o no) ti troverai intrappolata .. ed ora qui.. seguiamo il lento cambiamento nell'attesa di essere "intrappolati" nei colori caldi dell'autunno che stridono e si fondono con le graffianti albe ottobrine...

Sono tornate a fiorire..Le guardo intenerita, non sono poi così altezzose da fiorire sole sullo spuntone di roccia, anch...
01/07/2023

Sono tornate a fiorire..
Le guardo intenerita, non sono poi così altezzose da fiorire sole sullo spuntone di roccia, anche se è un habitat a loro congeniale. Amano la compagnia e i colori di tutti quei piccoli fiori che come loro si arrampicano e si protendono per essere più vicini al cielo.-
Seduta sotto uno spuntone di roccia, al sicuro, ascolto i sassi rotolare al passaggio degli stambecchi, seguo il volo lento e solenne di un' aquila che va a scandagliare il suo mondo in tarde ruote degradanti. In questo mondo prendono vita e voce i più reconditi dei pensieri. Il rumore lontano della città non raggiunge queste vette, qui volano liberi i sogni, le aquile, le speranze, i desideri.

Indirizzo

Via Saroch 366/c
Livigno
23030

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