Gessy's

Gessy's L'appartamento è situato sulle colline lucchesi, infatti dista 10 km. Hotel/alloggio

a nord di Lucca, vicino alle più belle ville lucchesi e alla Via Francigena CIN: IT046017C2NUG5S42C

02/06/2026

Turismo, ponte da record: Lucca presa d’assalto
LUCCA - Caro carburanti e tensioni internazionali non frenano il turismo a Lucca. Anzi, nel weekend che conduce alla festa della Repubblica la città ha registrato il tutto esaurito negli alberghi, ma basta il colpo d'occhio per le strade del centro storico per capire che queste giornate stanno confermando una crescita record di tutto il comparto.
Il quadro è decisamente ottimistico per l’immediato presente, anche se tra gli operatori emerge una dose di cautela quando lo sguardo si allunga sulla imminente stagione estiva, nonostante siano già arrivate numerose prenotazioni. Il ponte del due giugno, fa sapere il presidente di Federalberghi Pietro Bonino, ha portato a Lucca, come previsto, soprattutto italiani anche se gli stranieri non sono mancati nonostante il caro voli che potrebbe invece frenare gli afflussi nel clou della stagione ad agosto, quando viaggiare costa di più.

02/06/2026

SULLE ORME DI SAN GIOVANNI LEONARDI A DIECIMO E LA DEVOZIONE ALLA MADONNA DELLA SOLCA A PESCAGLIA
Sabato 6 giugno 2026 i padri dell’Ordine dei Chierici della Madre di Dio insieme al prof. Umberto Palagi ci accoglieranno a Diecimo e Pescaglia per scoprire i luoghi dove è nato e si è formato San Giovanni Leonardi nato nel 1541, a ventisei anni abbandonò la professione di farmacista da lui esercitata per diventare sacerdote. Nel 1574 fondò l’Ordine dei Chierici regolari della Madre di Dio. Morì a Roma il 9 ottobre 1609. Particolare attenzione sarà dedicata alla devozione della Madonna delle Solca nel Comune di Pescaglia, venerata in un luogo sacro le cui origini risalgono alla fine del XVII secolo.
Ore 8.00 – Ritrovo alla Pieve di Santa Maria Assunta a Diecimo
Ore 8.30 - SS. Messa Pieve di Santa Maria Assunta
Ore 9.30 - Visita alla chiesa di San Martino in Greppo, alla casa e ai luoghi di San Giovanni Leonardi.
Ore 12.00 – Trasferimento a Pescaglia con auto propria.
PRANZO A SACCO.
Ore 14.30 – Visita a Pescaglia: Chiesa dei SS. Pietro e Paolo Apostoli e Santuario Madonna della Solca.
Conclusione entro le ore 18.00
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SPIRITUALITA’ E ARTE DI PIETRO DA TALADA NELL’ALTA GARFAGNANA
Sabato 27 giugno 2026 siamo lieti di invitarvi a scoprire le bellezze artistiche e paesaggistiche dell’Alta Garfagnana. Infatti dopo la bella esperienza di San Pellegrino in Alpe nel 2025, questo anno visiteremo Borsigliana e Rocca Soraggio per riscoprire la spiritualità delle opere di Pietro da Talada, artista del Rinascimento che ha operato su due versanti dell’appennino tosco-emiliano, dove si trovano tante chiese che custodiscono le opere di questo grande Maestro, nato a Talada in provincia di Reggio Emilia. Concluderemo il cammino a Pieve Fosciana, straordinario borgo della Garfagnana anche qui con opere di Pietro da Talada presso la chiesa di Santa Maria di Capraia.
A differenza degli altri itinerari per gli spostamenti si richiede l’uso della propria auto privata. Stiamo valutando di realizzare Borsigliana – Rocca Soraggio a piedi dato che sono solo 5,7 km.
Ore 9.30 - Partenza da Borsigliana, visita al borgo per scoprire le opere di Pietro da Talada, maestro del Rinascimento che con la sua pittura ha dato lustro alla tradizione spirituale della Garfagnana.
Ore 12.00 – Rocca Soraggio, frazione di Sillano, alla scoperta dei luoghi del silenzio lungo la via del Volto Santo. Visita alla Chiesa della Natività di Maria e casa canonica di Rocca Soraggio.
Ore 13.30 – Pausa pranzo
Ore 15.30 - Ripartenza per Pieve Fosciana
Ore 16.15 - Pieve Fosciana. Visita al borgo
Ore 18.00 – SS. Messa - Pieve di San Giovanni Battista
Vi aspettiamo
Geografie Sacre

02/06/2026

Joy of Game: il metodo che trasforma il gioco in crescita
I giochi di movimento per bambini pensati per essere condivisi con genitori, fratelli e nonni. Un rituale quotidiano di benessere familiare
Immaginiamo un bambino che osserva il papà mentre compie una sequenza di movimenti, saltare, ba***re le mani e fare l’occhiolino, per poi riprodurlo fedelmente. Ebbene, quello che sembra un semplice gioco di imitazione, in realtà, è un potente allenamento neuro-motorio che stimola coordinazione, memoria, attenzione selettiva e capacità di pianificazione motoria. Dal punto di vista scientifico, infatti, l’imitazione attiva i circuiti dei neuroni specchio, fondamentali nei processi di apprendimento motorio e sociale. Il gioco in questione si chiama “Fotocopia” ed è inserito nel paniere dei 70 video tutorial Joy of moving
condivisione oltre la performance— Questi giochi fanno parte del progetto Kinder Joy of moving, che mette al centro il movimento come strumento di sviluppo globale del bambino. Non sono pensati solo per i bambini, ma per essere condivisi con genitori, fratelli e nonni. Il movimento diventa così uno spazio relazionale, non una semplice attività individuale. La missione è chiara: favorire una crescita armonica attraverso attività ludiche che stimolino contemporaneamente abilità motorie, cognitive ed emotive. Si supera la logica della performance per valorizzare il divertimento e l’inclusione.
crescere con mamma e papà— Da tempo le neuroscienze indicano che l’apprendimento è più efficace quando è associato a emozioni positive e interazioni significative. Giocare insieme è fondamentale. Il progetto Kinder Joy of moving nasce proprio da questo presupposto e, in particolare, con il Joy of moving Family propone dei giochi di movimento studiati appositamente per creare momenti di connessione autentica a livello familiare. Quando l’adulto partecipa attivamente al gioco, infatti, innesca senza saperlo dei meccanismi fondamentali per la crescita del proprio figlio: offre un modello motorio e comportamentale positivo; rafforza il legame affettivo attraverso l’esperienza condivisa; e crea un contesto emotivamente sicuro in cui il bambino sperimenta senza paura di sbagliare. Il gioco Joy of moving diventa , così, un rituale quotidiano di benessere condiviso.

01/06/2026

Lucca: «Animali Sole e Luna! Creature in concerto»
Orchestra LOL, Coro Comprensivo Ungaretti e Fondazione Giacomo Puccini celebrano gli anniversari di San Francesco e dell’opera Turandot.
Si svolgerà venerdì 5 giugno, alle ore 18, nella chiesa di San Francesco a Lucca «Animali Sole e Luna! Creature in concerto»: oltre 200 ragazzi dell’Orchestra LOL – Laboratorio Orchestrale Lucchese ‘Fratel Arturo Paoli’ e del Coro dell’Istituto comprensivo ‘Giuseppe Ungaretti’ di Lucca si esibiranno per la prima volta assieme in occasione dei due più importanti anniversari nazionali: gli 800 anni dalla morte di San Francesco d’Assisi, 3 ottobre 1226 e la prima rappresentazione dell’ultima e più ambiziosa opera di Giacomo Puccini, Turandot avvenuta al Teatro alla Scala di Milano il 25 aprile 1926.
Il programma musicale prevede l’esecuzione di musiche di R. Ortolani, un arrangiamento de «Il carnevale degli animali» di Camille Saint-Saëns a cui seguirà un originale racconto dell’opera pucciniana con interventi musicali e inedite coreografie. A chiusura del concerto un omaggio a San Francesco con la partecipazione dell’attore Piero Nannini. Ai pianoforti Riccardo Bigongiari e Philip Dati, direttrice del coro Nicoletta Fiori, direttore Tommaso Valenti.
Il progetto LOL – Laboratorio Orchestrale Lucchese Fratel Arturo Paoli, nato dalla collaborazione tra l’associazione musicale Tempo di Musica e la Caritas diocesana di Lucca, riunisce 130 ragazzi di diversa età e nazionalità ed estrazione sociale; il Coro è invece formato da 80 studenti della scuola primaria e secondaria dell’Istituto comprensivo “G. Ungaretti” di Lucca.
Il concerto è l’evento finale di un progetto didattico che ha visto i bambini partecipare alle visite guidate e ai laboratori del Puccini Museum, promosso e sostenuto Fondazione Giacomo Puccini e/con Comune di Lucca – Vivi Lucca.
L’evento è a ingresso libero e gratuito fino a esaurimento posti. Chi vorrà potrà contribuire con un’offerta libera: il ricavato sarà devoluto al progetto LOL sostenuto da Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca, Fondazione Banca del Monte di Lucca, Fondo Documentazione Arturo Paoli, Associazione Amici di Matteo.

01/06/2026

Modalità relax attiva
Elio a teatro insegna a rivalutare la tristezza. Curandola con la musica e ridendoci su
È vero, parlare di tristezza potrebbe non sembrare il tema più adatto per una newsletter che propone sempre buone notizie. Ma se a farlo è un personaggio ironico e dissacrante come Elio c'è da scommettere che ci sia un risvolto positivo. Non per niente il suo nuovo progetto live, che arriva il 10 giugno al Giardino dello Spallanzani di Reggio Emilia, s'intitola "La rivalutazione della tristezza". Che "non va respinta: va dosata" consiglia il cantante. Come fa lui stesso con il suo pubblico, conducendolo in un viaggio musical-culturale da Catullo a Virginia Woolf, da Edvard Munch a Paperino, e rileggendo così la tristezza per restituirne una dimensione più autentica: non è una condizione da evitare, ma un'esperienza umana da attraversare. Magari ridendoci persino su! E "curandola" con la musica: quella di Luigi Tenco e Domenico Modugno, Fabrizio De André e Charles Aznavour, James Taylor e Nino Rota, e naturalmente anche quella di Elio e le Storie Tese
Sandra Hueller, attrice dei record: punta alla nomination all'Oscar per quattro film contemporaneamente
Ci sono le stelle sulla Walk of Fame di Hollywood, le impronte di mani e piedi delle star nel cortile del Chinese Theatre e poi ovviamente gli Oscar. Ma se per la maggior parte degli attori ricevere anche solo una nomination è già un sogno, per Sandra Hüller che una candidatura a miglior attrice l'aveva già avuta nel 2024 per "Anatomia di una caduta", ora l'obiettivo è più ambizioso: il prossimo anno infatti potrebbe tentare di portare a casa una statuetta correndo per ben quattro film differenti. Si tratta di "Fatherland", film in bianco e nero di Pawel Pawlikowski presentato all'ultimo Festival di Cannes, "Rose", dramma storico austriaco in cui interpreta una donna travestita da uomo nel Seicento, "Project Hail Mary", buddy movie interstellare tratto dall'omonimo romanzo di Andy Weir, e "Digger", black comedy diretta da Alejandro González Iñárritu con Tom Cruise. Un caso unico, reso possibile, oltre che dal talento dell'attrice, da una modifica delle regole introdotta dell'Academy, che fino a quest'anno non permetteva a un interprete di ricevere più candidature nella stessa categoria per film diversi. Ora va solo capito per quale titolo meriterebbe di più una statuetta..
C'è chi vuole riaccordare il mondo a 432 Hz. Per rendere le canzoni più rilassanti
Il numero magico della musica è composto da tre cifre: 432. Si tratta della cosiddetta "accordatura aurea", la frequenza magica di 432 Hertz, che secondo uno stuolo di musicisti, anche affermati come il chitarrista dei Radiohead Ed O’Brien, sarebbe da preferire all'attuale, ma "anti-naturale", standard internazionale di 440 Hz, che secondo alcune teorie cospirazioniste sarebbe stato addirittura introdotto per generare ansia e aggressività nelle masse. In realtà si sarebbe semplicemente trattato di una scelta di uniformità caldeggiata dalle emittenti radiofoniche e dall'industria discografica per pure esigenze tecniche di trasmissione e riproduzione e non ci sono prove scientifiche di alcuna delle miracolose proprietà terapeutiche che vengono attribuite ai 432 Hz. Anzi, la differenza acustica tra le due frequenze è persino inferiore alla metà della variazione minima che un orecchio comune riesce a distinguere. Eppure c'è chi non si rassegna. Anche solo per un puro gusto "estetico": l'intonazione dei 432 Hz è leggermente più bassa e regala quindi un suono percepito come più morbido, caldo e rilassante. Se volete testare il vostro eventuale orecchio assoluto, su YouTube si possono trovare versioni di "The Dark Side of the Moon" dei Pink Floyd rielaborate dai fan in modo che le canzoni suonino come se l’intonazione di riferimento fosse 432 Hz anziché 440.

01/06/2026

IL GIRO DI VINGEGAARD, LA DANIMARCA E QUELLA STORIA CHE NASCE A LUCCA.
La probabile vittoria di Jonas Vingegaard al Giro d’Italia 2026 non rappresenta soltanto il trionfo di uno dei più grandi campioni del ciclismo moderno, ma anche una pagina storica destinata a rimanere scolpita per sempre nella memoria dello sport mondiale. Per la prima volta nella storia, infatti, un atleta danese conquisterà la Maglia Rosa finale del Giro d’Italia.
Un successo che assume un significato ancora più profondo per Ivano Fanini, storico patron dei Team Fanini e fondatore di “Amore & Vita”, messaggio nato in Vaticano insieme a San Giovanni Paolo II e divenuto dal 1989 al 2021 il primo nome ufficiale della squadra davanti a qualsiasi sponsor commerciale.
Fanini, autentico pioniere del ciclismo internazionale, fu tra i primi, tra la fine degli anni Settanta e gli anni Ottanta, a intuire la necessità di globalizzare il movimento ciclistico, in un’epoca in cui il professionismo era quasi esclusivamente dominio di Italia, Belgio, Francia, Spagna e Olanda.
Quando ancora sembrava impensabile, Fanini aprì le porte del ciclismo dilettantistico e professionistico ad atleti provenienti da Svezia, Camerun, Argentina, Australia, Venezuela, Messico, Ecuador, Gran Bretagna, Stati Uniti, Polonia, Cecoslovacchia, Sudafrica e molti altri paesi allora considerati periferici rispetto al grande ciclismo internazionale. Una visione rivoluzionaria che all’epoca suscitò anche critiche e perplessità, ma che la storia ha poi consacrato come una delle intuizioni più lungimiranti del ciclismo moderno.
Tra tutti i Paesi nei quali Ivano Fanini ha svolto un’opera straordinaria di scouting e sviluppo, la Danimarca occupa senza dubbio un posto speciale.
Grazie anche allo storico rapporto con l’amico fraterno Ole Ritter, ex recordman dell’ora e leggenda del ciclismo del Nord Europa, Fanini contribuì in maniera decisiva alla crescita del movimento danese, scoprendo e lanciando alcuni dei più grandi talenti della sua storia. Da Rolf Sørensen, autentico simbolo del ciclismo danese moderno, fino a Bjarne Riis e Jørgen Marcussen, passando per Brian Petersen, corridore passato professionista con Amore & Vita nel 1990. Ed è proprio Brian Petersen a rappresentare il legame diretto con Jonas Vingegaard.
Pur non diventando un campione sulle due ruote, Petersen fece tesoro degli insegnamenti ricevuti da Ivano Fanini, trasformandosi successivamente in uno dei più brillanti talent scout e direttori sportivi del ciclismo nordico. Fu infatti proprio Petersen a scoprire e lanciare il giovane Jonas Vingegaard, accompagnandolo nella crescita che lo avrebbe portato a diventare uno dei dominatori assoluti del ciclismo mondiale, presto vincitore di tutti e tre i Grandi Giri e protagonista assoluto di un’epoca insieme a Tadej Pogacar.
Il lavoro svolto da Fanini per il ciclismo danese è stato riconosciuto e apprezzato persino dalle istituzioni, compreso il Re di Danimarca, appassionato di ciclismo e amico intimo di Rolf Sørensen. Nel 2017 l’allora Primo Ministro danese Lars Løkke Rasmussen, oggi Ministro degli Esteri, fece visita personalmente a Lucca insieme a Ole Ritter per incontrare Ivano Fanini e rendere omaggio alla storia di Amore & Vita. Rasmussen, appassionato di ciclismo e grande tifoso del team Fanini, ha sempre riconosciuto il ruolo fondamentale svolto dall’imprenditore lucchese nello sviluppo del movimento ciclistico danese, oggi considerato uno dei più forti e strutturati al mondo.
Per questo motivo, il probabile trionfo di Vingegaard al Giro d’Italia — corsa che, grazie a Sofidel, quest’anno ha fatto tappa a Porcari, a poche centinaia di metri dalla sede di Amore & Vita — assume per Fanini un valore profondamente simbolico ed emotivo.
“Lo avevo pronosticato prima ancora della partenza del Giro – commenta Ivano Fanini – e oggi ne sono ancor più sicuro, anche se nello sport non esiste mai nulla di scontato. È vero che Jonas era il favorito, probabilmente il più forte in assoluto, ma il ciclismo è uno sport durissimo dove può succedere qualsiasi cosa in qualsiasi momento, basta una caduta (come per Yates), un malore (come a Pellizzari), una giornata sbagliata e tutto cambia improvvisamente. Nonostante ciò, io lo vedo sicuro vincitore. Fino ad oggi ha corso in assoluto controllo, quasi come se si stesse allenando per il Tour, gestendo gli sforzi e, ad eccezione della cronometro di Massa, senza mai andare fuori giri. Per questo il merito di Jonas è enorme. Ha gestito il Giro in maniera impeccabile, con prestazioni che probabilmente soltanto Pogacar avrebbe potuto contrastare. Ha dimostrato ancora una volta di essere un campione straordinario, uno dei più grandi della sua generazione”.
Fanini ha poi voluto rivolgere un pensiero speciale anche a Brian Petersen: “Faccio i complimenti anche a Brian Petersen, mio ex atleta e uomo che considero parte della nostra famiglia sportiva. È stato lui a portare Jonas a diventare l’uomo e il campione che oggi tutti conoscono. Ciò rende il legame con questo risultato ancora più speciale per me.”
Ivano Fanini fa un’analisi sul momento del ciclismo italiano: “Mi dispiace non aver visto un italiano realmente in lotta per la classifica generale, anche se il nostro movimento è in crescita grazie al grande lavoro del presidente Cordiano Dagnoni, dal manager Viviani e dai CT e responsabili tecnici Amadio, Velo, Amadori e i miei ex atleti Villa e Quaranta. Voglio comunque fare i complimenti a Ganna, Ballerini, Bettiol, ma anche a Pellizzari, Piganzoli, Ciccone, Caruso e a tanti altri ragazzi che hanno dato spettacolo durante questo Giro fino a oggi. Mi dispiace anche per Jonathan Milan, figlio del mio ex corridore Flavio, che non è riuscito a contrastare uno straordinario Paul Magnier. Sicuramente non è stato il suo Giro, ma sono sicuro che saprà rifarsi molto presto”.
Infine, la chiusura con uno sguardo al futuro del ciclismo italiano: “Non bisogna mai mollare. Pellizzari e Piganzoli possono diventare protagonisti assoluti nei prossimi anni. Ma il vero fenomeno, secondo me, è Mark Lorenzo Finn. Credo che sarà uno dei pochissimi corridori al mondo capaci di tenere testa a due giganti come Pogacar e Vingegaard, insieme a Seixas. E sono convinto che il prossimo italiano a vincere il Giro d’Italia sarà proprio lui.”
Se Jonas Vingegaard sarà il primo danese della storia a conquistare il Giro d’Italia, si chiuderà idealmente un cerchio iniziato oltre quarant’anni fa grazie alla visione internazionale di Ivano Fanini, uno degli uomini che più di tutti hanno contribuito a rendere il ciclismo uno sport realmente globale.

31/05/2026

FH55 Grand Hotel Palatino tra gli hotel storici di Roma
Situato nel cuore del Rione Monti, a pochi passi dal Colosseo e dai Fori Imperiali, l'albergo la cui storia inizia nel 1968, entra a far parte del circuito di Federalberghi che valorizza e tutela il patrimonio alberghiero della Capitale. Un riconoscimento al lavoro svolto in quasi sessant’anni di attività e all'impegno quotidiano nell’offrire "un’ospitalità capace di trasmettere il fascino autentico della città"
L’FH55 Grand Hotel Palatino entra a far parte degli “Alberghi Storici di Roma”, il circuito di Federalberghi Roma dedicato alla valorizzazione delle strutture alberghiere della Capitale con l’obiettivo di tutelarne e promuoverne il patrimonio di accoglienza, memoria, cultura e tradizione.
Il riconoscimento
Situato nel cuore del Rione Monti, a pochi passi dal Colosseo e dai Fori Imperiali, l’FH55 Grand Hotel Palatino opera dal 1968. Il riconoscimento rappresenta “un prestigioso traguardo che celebra e valorizza la lunga tradizione di ospitalità della struttura, il suo ruolo consolidato nel panorama alberghiero della Capitale e il profondo legame che da sempre la unisce alla storia, alla cultura e all’identità della Città Eterna”, commentano dall’hotel.
Davvero lunga è la storia di questa struttura, che nel corso dei decenni “ha saputo evolversi mantenendo intatta la propria identità, diventando un luogo simbolo per il turismo leisure e business nella Capitale, grazie alla sua posizione strategica, ai servizi di alta qualità e a una costante attenzione all’esperienza degli ospiti”. Oggi l’hotel è quasi al termine di un’importante opera di ristrutturazione e riqualificazione, realizzata attraverso un significativo investimento economico, finalizzato a valorizzare ulteriormente la struttura, elevare gli standard dell’accoglienza e coniugare il prestigio della tradizione con il comfort e il design contemporaneo.
“Questo riconoscimento – dichiara Claudio Catani, Vice President Operations del gruppo FH55 Hotels – appresenta per noi motivo di grande orgoglio. Far parte degli Alberghi Storici di Roma significa vedere riconosciuto il lavoro svolto in quasi sessant’anni di attività e il nostro impegno quotidiano nell’offrire un’ospitalità capace di trasmettere il fascino autentico della città. È anche una responsabilità: custodire e valorizzare una tradizione che appartiene non solo al nostro hotel, ma alla storia stessa dell’accoglienza romana”.

Indirizzo

Via Della Ruga 167 Sesto Di Moriano
Lucca
55100

Sito Web

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