La Chiave di Sol - Lucca

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I nostri due appartamenti si trovano a 300 m dalle Mura che circondano il centro storico di Lucca, con parcheggio privato, aria condizionata, TV e WIFI in tutte le stanze
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27/09/2026

𝐋𝐔𝐂𝐂𝐀, 𝐋𝐀 𝐂𝐈𝐓𝐓À 𝐂𝐇𝐄 𝐇𝐀 𝐂𝐎𝐍𝐐𝐔𝐈𝐒𝐓𝐀𝐓𝐎 𝐃𝐔𝐒𝐓𝐈𝐍 𝐇𝐎𝐅𝐅𝐌𝐀𝐍

“𝐕𝐞𝐝𝐞𝐫𝐥𝐚 è 𝐮𝐧 𝐝𝐨𝐧𝐨, 𝐦𝐢𝐚 𝐟𝐢𝐠𝐥𝐢𝐚 𝐯𝐨𝐫𝐫𝐞𝐛𝐛𝐞 𝐯𝐢𝐯𝐞𝐫𝐞 𝐪𝐮𝐢”.
Parole che arrivano da lontano, ma che parlano direttamente al cuore di 𝐋𝐮𝐜𝐜𝐚. A pronunciarle è l’attore americano 𝐃𝐮𝐬𝐭𝐢𝐧 𝐇𝐨𝐟𝐟𝐦𝐚𝐧, che ha raccontato il suo rapporto speciale con l’Italia in un’intervista pubblicata il 18 settembre 2026 da 𝐌𝐞𝐧’𝐬 𝐇𝐞𝐚𝐥𝐭𝐡.

Nel corso dell’intervista, Hoffman ha espresso parole di grande affetto per il nostro Paese, soffermandosi sul fascino delle sue città, sulla bellezza dei suoi paesaggi e su quella particolare atmosfera italiana capace di lasciare un segno profondo anche in chi arriva da lontano.

Tra le città evocate dal racconto emerge 𝐋𝐮𝐜𝐜𝐚, una realtà capace di sorprendere per la sua eleganza discreta, per le sue 𝐦𝐮𝐫𝐚, per le strade medievali, per le piazze raccolte e per un patrimonio storico e artistico che convive quotidianamente con la vita dei suoi abitanti.

La città, con le sue torri, le chiese, i palazzi storici e gli angoli nascosti, possiede un’identità precisa: non ha bisogno di esibire la propria bellezza, perché questa si manifesta passo dopo passo, attraversando un vicolo, affacciandosi su una piazza o osservando la luce riflettersi sulle antiche pietre.

Il riferimento di Dustin Hoffman alla possibilità che sua figlia possa vivere proprio qui rappresenta un riconoscimento significativo per 𝐋𝐮𝐜𝐜𝐚 e per tutto il territorio. Non soltanto una destinazione da visitare, ma un luogo da abitare, da conoscere lentamente e da trasformare in parte della propria vita.

È questo, forse, il complimento più bello che una città possa ricevere: non essere considerata soltanto uno scenario meraviglioso per una vacanza, ma un posto nel quale immaginare il proprio futuro.
E Lucca, con la sua storia, la sua atmosfera e quella bellezza autentica che si incontra ogni giorno senza quasi accorgersene, continua a dimostrare di avere qualcosa di raro: la capacità di farsi ricordare.

17/09/2026
14/06/2026
06/06/2026

A Lucca non si passeggia: si cammina sopra la città.

E già questo cambia tutto.
Perché qui le mura non sono un confine. Sono una stanza grande, lunga, aperta, dove la gente va a prendere aria come si andrebbe in un giardino di casa.

Sono oltre quattro chilometri di percorso continuo.
Vuol dire che puoi farci una passeggiata senza sentirti schiacciato dal traffico, senza dover correre, senza dover per forza “arrivare” da qualche parte.
Ci vai e basta.
Per stare fuori.
Per parlare.
Per pensare.
Per guardare Lucca dall’alto, ma senza salire una torre e senza chiuderti in un museo.

E poi ci sono i baluardi.
Non sono solo angoli di pietra, come magari si potrebbe pensare da lontano.
Dentro c’è vita vera: giardini, giochi, punti dove fermarsi, belvedere che ti fanno alzare lo sguardo.
Sono spazi che hanno smesso di fare paura e hanno cominciato a servire la città.

Questa è la forza delle Mura di Lucca.
Non stanno ferme a ricordare un passato lontano.
Lavorano ancora.
Tengono insieme storia e abitudine, bellezza e quotidianità, panorama e panchina.

Ci trovi nonni che camminano piano.
Ragazzi in bici.
Famiglie che si fermano perché un bambino vuole scendere a vedere meglio.
Coppie che non parlano troppo, perché a volte basta camminare accanto a qualcuno.
E poi quelli che non cercano nemmeno la storia: cercano solo un posto calmo, pulito, vero. E qui lo trovano.

La cosa bella è che tutto questo non toglie niente alla città antica.
Anzi, la fa respirare.
La fa vedere meglio.
Da sopra le mura il centro storico sembra quasi un disegno ordinato, ma sotto quel disegno ci sono abitudini, voci, finestre, campane, botteghe, strade strette.
Le mura ti danno distanza.
E la distanza, a volte, è il modo migliore per voler bene a un posto.

Per questo non sembrano un monumento da fotografare e basta.
Sembrano una passeggiata che si è fatta città.
Un posto in cui la pietra non blocca la vita, ma la accompagna.

E magari è proprio questo il trucco che le rende così amate.
Non chiedono silenzio assoluto.
Non chiedono scarpe eleganti.
Non chiedono nemmeno di capire tutto della loro storia.

Chiedono solo di salirci sopra.
E di guardare.

Di guardare i viali, i baluardi, i giardini.
Di guardare la città da un punto un po’ più alto.
Di rendersi conto che, a Lucca, la cosa più bella non è stare dentro o fuori.
È stare sopra, ma con i piedi per terra.

💁‍♂️ Quel che non sapevi, in breve
👉 oltre 4 chilometri di percorso
👉 10 baluardi
👉 circa 12 metri di altezza
👉 baluardi con giardini sopra la città
👉 aree gioco e spazi per eventi
👉 belvedere con vista su Lucca
📚 Fonti: turismo lucca, made in lucca

18/04/2026

Il re d'Inghilterra non giurava né su Dio né sulla Corona.
Guglielmo II, dal 1087, giurava su una città toscana che la maggior parte degli europei oggi fatica a trovare sulla cartina.

La formula era "par le Saint Voult de Luques" — per il Santo Volto di Lucca.
Non era un vezzo privato: era il giuramento ufficiale di un re normanno che controllava metà dell'Europa del Nord.

Dentro il Duomo di San Martino a Lucca c'è un crocifisso ligneo che nel Medioevo era il simbolo religioso più riconoscibile del continente.
Non a Roma. Non a Gerusalemme. A Lucca.

Da Inghilterra, Islanda, Danimarca e Boemia arrivavano commissioni per averne una copia.
Già nel 1050 l'abate dell'abbazia inglese di Bury St Edmunds, di passaggio a Lucca, ordinò una replica da portare a casa.
Oltre 30 copie certificate dal XIII secolo in poi, sparse per tutta Europa.

Dante lo cita nell'Inferno, Canto XXI, verso 47.
I diavoli della quinta bolgia deridono un peccatore lucchese appena estratto dalla pece bollente:
"Qui non si manifesta il Santo Volto" — qui il tuo bel crocifisso non ti salva.
Per Dante, il riferimento era talmente ovvio da non richiedere spiegazioni. Il lettore medievale capiva subito.

E qui arriva il bello.
Le analisi al carbonio-14 hanno stabilito che quella scultura risale all'VIII secolo.
Oltre 1.200 anni di legno — non marmo, non bronzo, non mosaico.
Legno.
È la scultura lignea più antica dell'intero Occidente.

Un oggetto di legno vecchio di dodici secoli reggeva il destino spirituale dell'Europa medievale.
I re ci giuravano sopra. I poeti ci scrivevano. I pellegrini attraversavano il continente per vederlo.

E nessuno, fuori dalla Toscana, ne parla.

In breve:
Guglielmo II d'Inghilterra giurava ufficialmente 'par le Saint Voult de Luques' dal 1087
Il Volto Santo di Lucca, nel Duomo di San Martino, è la scultura lignea più antica dell'Occidente: VIII secolo, oltre 1.200 anni
Dante lo cita nell'Inferno (Canto XXI, v. 47) e oltre 30 copie ne furono commissionate da tutta Europa nel Medioevo

Indirizzo

Via Delle Tagliate Di San Marco 617
Lucca
55100

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