23/02/2023
📍La scrittrice, poetessa e saggista Dacia Maraini, autrice de La lunga vita di Marianna Ucrìa, è da sempre vicina ai temi relativi alla cultura e all’istruzione. Proprio ieri, con un articolo a firma sua pubblicato su Il Corriere della Sera, la scrittrice Premio Strega ha ribadito il suo concetto di scuola, che a suo avviso non deve essere paragonata a un’azienda.
Secondo Maraini è la burocrazia a rovinare la scuola: “La scuola deve tornare alla sua funzione etica. E deve anche rendersi conto che i metodi di insegnamento sono cambiati. Mentre nella vecchia scuola si praticava un insegnamento verticale: da chi sa a chi non sa. Ora che l’accesso alle informazioni è a portata di tutti, l’insegnante deve creare un nuovo rapporto basato su una dialettica creativa. Io che vado spesso nelle scuole, mi accorgo che ovunque gli insegnanti si mettono in un rapporto complesso e conoscitivo con gli studenti, ovunque sollecitino creatività, ingegno, intelligenza, i ragazzi rispondono con entusiasmo. È la routine burocratica che ammazza gli ingegni e crea svogliatezza. Fra l’altro, mentre in famiglia si vive lontani da un concetto di democrazia per le troppe dinamiche emotive e psicologiche, la scuola è un magnifico luogo di pratica della democrazia, ovvero di un apprendimento fra pari”.
“Certamente ci sono e ci saranno sempre i bulli e i nullafacenti, i maleducati per carenze familiari, ma posso garantire, perché lo vivo tutti i giorni, che la scuola è molto meglio di quello che si racconta, per merito soprattutto di insegnanti intelligenti, preparati e generosi, che mettono in gioco se stessi e riescono a creare un vero e proficuo rapporto con i loro studenti”, ha concluso con un barlume di speranza, sottolineando ancora una volta quanto sia fondamentale il ruolo che ricoprono i docenti.