Bosco Felice Azienda Agricola

Bosco Felice Azienda Agricola Visita il nostro sito www.ilboscofelice.com

Un luogo al di fuori del tempo, collocato in Maremma a pochi chilometri da Grosseto, che offre rifugio dal caos cittadino e dai ritmi frenetici quotidiani, dove ritrovare valori e principi di un tempo. La Ecofattoria il Bosco Felice è incastonata nel cuore della Maremma a due passi dal Parco di Marina di Aberese, vicina a Grosseto e Orbetello e tanti borghi nei dintorni come Montiano, Magliano in

Toscana, Talamone, Scansano. Molte sono le attività che si possono fare nella zona, come visitare la famosa “Fonte del Tiburzi” situata proprio nei nostri terreni boschivi e degustare i nostri prodotti

Diario di Campagna di AndreaLa Quercia che faceva la guardia all'ortoMolti anni fa, quando l'orto stava ancora sulla col...
30/05/2026

Diario di Campagna di Andrea

La Quercia che faceva la guardia all'orto

Molti anni fa, quando l'orto stava ancora sulla collina, sotto la grande quercia che domina il pendio, una mattina andai a controllare la recinzione.

Gli istrici avevano l'abitudine di visitare i miei ortaggi durante la notte e ogni tanto trovavano il modo di passare dove nessuno li aveva invitati.

Arrivato sotto la quercia, vidi subito una buca scavata sotto la rete.

Poco oltre, il disastro.

Le giovani piantine di popone erano sparite.

Mi fermai all'ombra dell'albero e alzai gli occhi verso i suoi rami.

— Hai visto qualcosa stanotte?

Le foglie tremarono appena.

— Che cosa vuoi dire, Andrea?

— Vedi quel buco? È passata l'istrice?

— Se mi chiedi dell'istrice, sì. È passata a salutarmi.

— E non hai visto che ha mangiato tutte le mie piantine?

La quercia sembrò pensarci sopra.

— Certamente che l'ho visto.

— E non hai fatto niente?

— Mio caro Andrea, io non sono un guardiano. Sono soltanto il diario di questo luogo. Osservo e ricordo. Non intervengo.

Guardai l'orto devastato e sospirai.

— Mi dispiace. Quest'estate non mangerò poponi.

Una ghianda cadde ai miei piedi.

— Non ti crucciare. Il mondo è grande. Ci sono molti altri frutti oltre ai poponi.

Non era una grande consolazione.

L'istrice, nel frattempo, aveva seguito la propria natura. Per lei il mio orto era soltanto una tavola apparecchiata nel bosco.

Quell'anno non mangiai poponi.

A dire il vero, non mangiai nemmeno gran parte del resto dell'orto.

L'anno successivo lo trasferii vicino alla fattoria, dove la presenza di cani, gatti e persone rendeva le visite notturne molto meno tranquille.

La vecchia quercia è ancora lassù.

Continua a osservare il passaggio delle stagioni, degli uomini e degli animali, senza prendere partito per nessuno.

E se una morale c'è, forse è questa:

Va bene mangiare, ma lasciane un po' anche agli altri. Perché se ti mangi tutto, l'anno dopo l'orto lo trovi da un'altra parte.

Al Forno del TiburziCon l'età ho imparato che il bosco è un medico silenzioso. Non prescrive medicine, ma regala ossigen...
30/05/2026

Al Forno del Tiburzi

Con l'età ho imparato che il bosco è un medico silenzioso. Non prescrive medicine, ma regala ossigeno, calma e tempo.

Per questo mi capita spesso di fermarmi al vecchio Forno del Tiburzi, nascosto tra le querce e la macchia mediterranea. Qualche anno fa io e l'amico Lattanzio lo liberammo dai rovi e riportammo alla luce questo piccolo angolo di storia maremmana.

L'altro giorno, mentre rimettevo a posto una pietra caduta, scoprii sotto di essa un piccolo scorpione del genere Euscorpius, uno degli antichi abitanti dei nostri boschi. Di giorno vive sotto sassi e cortecce umide, di notte caccia insetti e piccoli invertebrati contribuendo all'equilibrio dell'ecosistema.

Lo osservai.

Lui osservò me.

Poi sollevò le chele e disse:

— Mi scusi, non vede che questa pietra è occupata?

— Perdono — risposi — volevo soltanto sistemare il forno.

— Ah, il forno. Lo conosco bene. La mia famiglia vive qui da generazioni. Non si vedevano esseri umani da molto tempo.

— Cerchiamo di prendercene cura.

— Si vede.

Poi aggiunse:

— Bene. Adesso però vorrei tornare alle mie occupazioni.

— Quali occupazioni?

— Riposare.

E su questo non potevo certo dargli torto.

Salutai il piccolo padrone della pietra.

Rimisi tutto al suo posto.

E ripresi il sentiero.

Perché questa è una delle cose che amo del bosco.

Non sai mai chi incontrerai dietro la curva successiva.

Un capriolo.

Una volpe.

Una poiana.

Uno scorpione filosofo.

O magari soltanto il vento.

Ma se cammini abbastanza piano, il Bosco Felice trova sempre qualcuno da presentarti. 🌿🐾🦂

Questo post è dedicato a Bianchino.Quindici anni fa era un gatto mezzo morto con il pelo bianco sporco di terra e paura....
29/05/2026

Questo post è dedicato a Bianchino.

Quindici anni fa era un gatto mezzo morto con il pelo bianco sporco di terra e paura.
La volpe si era presa il fratello.
Di lui erano rimasti solo ciuffi di pelo nel campo e quell’odore secco che lascia la notte quando decide chi resta e chi no.

Bianchino invece restò.

E da allora ha vissuto qui come certi vecchi cowboy dei romanzi americani:
poche cerimonie, molto silenzio, occhi sempre aperti.

Mi seguiva ovunque.
Tra il fieno.
Nelle stalle.
A dare mangiare agli animali.
Cacciava topi nella paglia con una serietà che oggi non trovi nemmeno nei direttori di banca.

Era uno che lavorava.
Senza fare conferenze.
Senza scrivere post motivazionali.
Faceva il gatto e basta.
E lo faceva bene.

Ora è vecchio.

Non corre più dietro ai topi.
Non mi accompagna quasi più nelle passeggiate.
Sta fermo al sole con quell’aria da vecchio pugile che ha preso tanti colpi ma è ancora in piedi.

Però quando mi guarda capisco tutto.

Mi dice:

“Caro Andrea… io sono ancora qui vicino a te.
Non ci resterò per sempre… ma nel frattempo allungami un po’ di quel macinato di maiale che mi piace tanto.”

LOL.

E questa è la grande verità della vita.
Tu puoi perderti nei pensieri profondi, nella nostalgia, nella poesia, nei drammi cosmici dell’esistenza…

ma poi arriva un vecchio gatto bianco, ti guarda mezzo addormentato e ti ricorda che alla fine conta soprattutto una cosa:

sì sì, bravo, commovente…
ora però dammi da mangiare.

La fune non è corda.È memoria di mani.È pelle consumata da uomini che hanno tirato insieme il peso del mondo mentre altr...
28/05/2026

La fune non è corda.
È memoria di mani.
È pelle consumata da uomini che hanno tirato insieme il peso del mondo mentre altri firmavano carte in stanze senz’aria.

La fune nasce dove l’uomo smette di essere numero.
Dove il pane passa di mano in mano.
Dove il sudore non è vergogna ma linguaggio antico.
Dove la terra sporca le unghie e pulisce l’anima.

Ci hanno insegnato a vivere chiusi.
Dentro uffici illuminati come ospedali dell’anima.
Dentro supermercati pieni e stomaci vuoti.
Dentro banche che prestano denaro e rubano tempo.
Ti vogliono solo, stanco, docile.
Un uomo isolato compra.
Un uomo amico costruisce.

E allora appare la fune.

Una mano la afferra.
Un’altra risponde.
La forza non appartiene al singolo braccio ma al gesto comune.
L’aiuto attraversa la corda come sangue vivo.
Passa di palmo in palmo.
Di cuore in cuore.
L’uomo salva l’uomo.

Non sono le banche a tirarti fuori dalle sabbie mobili.
Non lo farà un modulo.
Non lo farà uno schermo.
Sarà qualcuno che ti guarda negli occhi e dice:
“Vieni. Tira con noi.”

La terra insegna questo mistero semplice:
nessun frutto nasce da solo.
Serve il sole.
Serve la pioggia.
Serve il lavoro condiviso.
Serve l’amicizia.

E forse la libertà non è altro che questo:
sentire la corda tendersi tra le mani
e sapere che dall’altra parte
c’è ancora un essere umano che non ti lascia cadere

Nel rumore bianco delle corsie illuminate,dove le mani prendono senza guardaree i pensieri scorrono più veloci del sangu...
27/05/2026

Nel rumore bianco delle corsie illuminate,
dove le mani prendono senza guardare
e i pensieri scorrono più veloci del sangue,
l’uomo moderno riempie il carrello
come riempirebbe un silenzio che teme.

Pacchetti, etichette, colori, offerte.
Il ventre pieno.
L’anima altrove.

Eppure il corpo ricorda tutto.
Ricorda il grano cresciuto senza sole.
Ricorda la carne senza pascolo.
Ricorda il pomodoro nato lontano dalla terra e vicino alla plastica.

Al Bosco Felice il nutrimento non è ideologia.
Non è moda.
Non è una religione alimentare costruita per dividere gli uomini in tribù.

È ascolto.

Ascolto del fuoco lento,
della carne cotta alla brace,
delle uova vere ancora sporche di paglia,
del pane che profuma di mani e tempo,
del vino che porta dentro il sole di una stagione intera.

Nutrirsi diventa allora un atto filosofico.
Una domanda antica.

“Che cosa sto facendo entrare dentro di me?”

Perché ogni boccone è memoria.
Ogni sapore è una direzione.
Ogni alimento costruisce lentamente
la nostra energia, il nostro umore, il nostro modo di guardare il mondo.

E forse la libertà comincia proprio lì:
nel momento in cui smettiamo di consumare distrattamente
e torniamo a mangiare con presenza.

Come nel bosco.
Come facevano gli uomini prima del rumore.

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27/05/2026

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Da sabato 30 maggio a martedì 2 giugno vieni a provare il nostro menù brace! 🔥🍖A soli 25€ tanti affettati e carne alla b...
26/05/2026

Da sabato 30 maggio a martedì 2 giugno vieni a provare il nostro menù brace! 🔥🍖
A soli 25€ tanti affettati e carne alla brace genuini e veramente a km 0! 🌳👨‍🌾
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Acqua, aria, terra e fuoco.Il cibo nasce così.Senza fretta. Senza ideologie. Senza rumore.Al Bosco Felice alleviamo e pr...
25/05/2026

Acqua, aria, terra e fuoco.
Il cibo nasce così.
Senza fretta. Senza ideologie. Senza rumore.

Al Bosco Felice alleviamo e produciamo seguendo il ritmo naturale delle stagioni e degli esseri viventi.
Le nostre salsicce stagionate non cercano perfezione industriale, ma verità.

Mangiare è un gesto profondo.
Forse il più libero che esista.

Per questo produciamo poco, condividiamo ciò che abbiamo e lasciamo che sia il tempo a completare il lavoro dell’uomo.

Le nostre salsicce stagionate artigianali:
https://www.ilboscofelice.com/prodotto/salsiccia-stagionata-di-suino-brado-artigianale-il-bosco-felice-maremma-toscana/

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Se volete parlare con noi, scriveteci su WhatsApp: 351 414 6262

Indirizzo

Loc Fonte Del Tiburzi
Magliano In
58051

Orario di apertura

Lunedì 00:00 - 14:00
19:00 - 22:00
Martedì 00:00 - 14:00
19:00 - 21:00
Mercoledì 00:00 - 14:00
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Giovedì 00:00 - 14:00
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Venerdì 00:00 - 14:00
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Sabato 00:00 - 14:00
19:00 - 22:00
Domenica 12:30 - 16:00

Telefono

+393283603329

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