21/06/2026
Giovedi 25 Giugno, Piazza del Castello - >Montemerano
È possibile che a scrutare le stelle per la prima volta con un cannocchiale sia stata proprio una bambina (…) un adulto non avrebbe mai osato (…) A quell’epoca, guardare il cielo più da vicino era come sconfinare in un terreno sacro. Molti pensavano che per osservare il creato Dio ci ha dato gli occhi, perché allora servirsi di un cannocchiale? Come può un “giocattolo” insegnarci qualcosa? invece magari è stato proprio nel vedere la figlia usare il cannocchiale come un giocattolo, che a Galileo è venuta l’idea di puntarlo verso il cielo”. Sono parole di Lea, una delle protagoniste dello spettacolo. Siamo nel 1933, a Firenze, nei luoghi dove si respira ancora l’aria di Galileo e di sua figlia suor Maria Celeste. In un'atmosfera ricca di mistero e di colpi di scena, il pubblico è testimone di un incontro segreto tra due educande. Lea e Celeste, ragazze di mentalità molto diverse, intrecciano una conversazione densa di riferimenti al pensiero ed alla vita di Galileo. Dai loro opposti ragionamenti emerge un interessante quesito: le credenze sulla realtà, considerate superate o inadeguate, costituiscono necessariamente un ostacolo o possono contribuire al progresso della conoscenza?
A seguire, presentazione della mostra Come tutti i bambini, facente parte di Aspettando Simposio, in programma a Montemerano dal 23 al 29 giugno.