08/08/2026
Lu priesciu.
Traduco per chi non è del posto: LA GIOIA INCONTENIBILE. 😁
Per approfondire, leggo il retro dell’etichetta.
C’è scritto: “Pi lu priesciu si mise a zumpari” — tanta fu la gioia che si mise a saltare.
E diciamocelo: un vino che già dall’etichetta promette questo livello di entusiasmo aveva tutte le carte in regola per catturare la nostra attenzione.
Quella di Vini Maìstri è una storia che parte da molto lontano, attraversa esperienze e continenti e finisce, come spesso accade con le storie più belle, VICINISSIMO: tra i vigneti storici di Manduria.
Nientepopodimeno che accanto ai vigneti di papà. 🍇
Da una parte c’è Andrea, che viene dal mondo dell’enologia, con studi a Piacenza e Bari e anni di esperienza tra cantine e vigneti.
Dall’altra Michael, dopo una carriera come ricercatore di marketing tra Stati Uniti e Inghilterra, ha scelto di tornare alla terra, piantando le proprie radici proprio qui, tra i filari del Salento.
E da questo incontro nasce un progetto che ha un’idea molto precisa: dare dignità ai vecchi vigneti ad alberello, quella forma di allevamento storica del territorio che rischia sempre più di scomparire.
Un vino sincero, non standardizzato, che vuole raccontare la terra da cui nasce e le persone che se ne prendono cura.
E allora sì: Lu Priesciu è un Primitivo 100% da vecchie vigne di Manduria e Avetrana, allevate ad alberello, con piante che arrivano anche a 40-70 anni.
Ma forse la cosa che ci piace di più è che dietro quella bottiglia non c’è solo un vino.
C’è una storia di ritorni, radici, vecchie vigne e nuove idee.
E, soprattutto, c’è lu priesciu.
Perché se proprio dobbiamo scegliere come vivere la vita, tanto vale farlo saltando di gioia. 🍷