ANTAS Bed&Breakfast

ANTAS Bed&Breakfast Bed and Breakfast Per gli ospiti è disponibile un'ampia zona relax con sala colazione. Dispone di connessione HIFI gratuita.

Il B&B ANTAS di Mara è il tipico bed and breakfast per vivere momenti di relax e piacere in un ambiente confortevole, composto da 3 spaziose camere con due posti letto. Ogni camera, allo scopo di garantire la massima riservatezza, dispone di un bagno riservato con asciugacapelli e kit di cortesia( saponetta shampoo). L'arredamento delle camere, in stile classico di arte povera, è composto da a

rmadio, tavolo scrivania, sedie, comodini con abatjour e friforifero. Tutti gli ambienti sono dotati di impianto di climatizzazione estate/inverno. Il B&B si trova in una casa indipendente, all'entrata di Mara, nella parte più alta del paese, dalla quale è possibile ammirare un immenso panorama che si estende per decine di kilometri, lungo la parte nord ovest della Sardegna. La casa è immersa nel verde, con vari alberi da frutta e vegetazione mediterrenea ( mirto-corbezzolo-fichi d'india ecc ecc). Mara si trova nel territorio del "Mejlogu" nella zona Nord Ovest della Sardegna . Una zona collinare e boschiva, con pascoli, vignetti, olivetti e frutteti. Tutta è ricca di luoghi pieni di magia. C'è tutto quello che cercate in questo spicchio di Sardegna: paesaggi mozzafiato, storie, tradizioni e cultura che portano i visitatori a rivivere nuove emozioni, ad ogni curva,ad ogni sentiero, ad ogni paese.

05/02/2025
31/07/2024

Il 25 Luglio 1943 la Famiglia Cervi si procurò farina, b***o e formaggio e preparò chili di pasta. Caricata su un carro trainato da animali, la portò in piazza a Campegine e la distribuì alla gente del Paese.


31/07/2024

SPADA D'OROOOOOOO 🥇

Una battaglia durissima con la Francia ma le nostre ragazze hanno vinto: SIETE NELLA STORIA 🤺🇮🇹

31/07/2024

28 luglio 1868: nasce a Volpedo Giuseppe Pellizza autore del famoso quadro Il Quarto Stato, che nel 1902 l’autore inviò all’Esposizione universale di , sottolineando con quel titolo l’affermazione - accanto alla borghesia (il terzo stato) - del proletariato (appunto il quarto). Il quadro è al museo del Novecento, a .

31/07/2024
30/07/2024

**STELLA DEL CALCIO**Roberto Bettega è un ex calciatore e dirigente sportivo italiano, nato a Torino il 27 dicembre 1950. È noto soprattutto per la sua lunga carriera con la Juventus, dove ha giocato come attaccante dal 1969 al 1983.

# # # Carriera da Calciatore
Bettega ha iniziato la sua carriera professionistica con la Juventus, squadra con cui ha trascorso la maggior parte della sua carriera. È stato un giocatore fondamentale per il club, contribuendo a numerosi successi nazionali e internazionali. Con la Juventus ha vinto sette scudetti (campionati italiani) e due Coppe Italia. Bettega era noto per la sua abilità aerea, il suo senso del gol e la sua intelligenza tattica.

# # # In Nazionale
Bettega ha giocato anche per la Nazionale italiana, collezionando 42 presenze e segnando 19 gol. Ha partecipato ai Mondiali del 1978 in Argentina, dove l'Italia si è classificata quarta, e ha giocato un ruolo importante nelle qualificazioni per i Mondiali del 1982, anche se un infortunio lo ha costretto a saltare il torneo stesso, che l'Italia ha vinto.

# # # Carriera Dirigenziale
Dopo il ritiro dal calcio giocato, Bettega è rimasto nel mondo del calcio assumendo ruoli dirigenziali. Ha lavorato come vicepresidente della Juventus, contribuendo alla gestione del club in vari periodi.

# # # Caratteristiche Tecniche
Roberto Bettega era un attaccante completo, capace di giocare sia come centravanti sia come seconda punta. Era conosciuto per la sua eleganza in campo, la capacità di segnare gol di testa grazie alla sua altezza e alla sua abilità nel posizionamento, nonché per il suo tiro potente e preciso.

# # # Impatto e Legacy
Bettega è ricordato come uno dei migliori attaccanti italiani della sua generazione e una leggenda della Juventus. La sua carriera ha lasciato un'impronta significativa nel calcio italiano, sia per le sue prestazioni sul campo sia per il suo contributo fuori dal campo come dirigente.

In conclusione, Roberto Bettega è una figura iconica del calcio italiano, apprezzato per il suo talento, la sua dedizione e il suo contributo al successo della Juventus e della Nazionale italiana.

30/07/2024

DIVINO MICHEL PLATINI 👑⚽️🔝

Buon inizio di settimana,

30/07/2024

Roberto Bettega è un ex calciatore e dirigente sportivo italiano, nato a Torino il 27 dicembre 1950. È noto soprattutto per la sua lunga carriera con la Juventus, dove ha giocato come attaccante dal 1969 al 1983.

# # # Carriera da Calciatore
Bettega ha iniziato la sua carriera professionistica con la Juventus, squadra con cui ha trascorso la maggior parte della sua carriera. È stato un giocatore fondamentale per il club, contribuendo a numerosi successi nazionali e internazionali. Con la Juventus ha vinto sette scudetti (campionati italiani) e due Coppe Italia. Bettega era noto per la sua abilità aerea, il suo senso del gol e la sua intelligenza tattica.

# # # In Nazionale
Bettega ha giocato anche per la Nazionale italiana, collezionando 42 presenze e segnando 19 gol. Ha partecipato ai Mondiali del 1978 in Argentina, dove l'Italia si è classificata quarta, e ha giocato un ruolo importante nelle qualificazioni per i Mondiali del 1982, anche se un infortunio lo ha costretto a saltare il torneo stesso, che l'Italia ha vinto.

# # # Carriera Dirigenziale
Dopo il ritiro dal calcio giocato, Bettega è rimasto nel mondo del calcio assumendo ruoli dirigenziali. Ha lavorato come vicepresidente della Juventus, contribuendo alla gestione del club in vari periodi.

# # # Caratteristiche Tecniche
Roberto Bettega era un attaccante completo, capace di giocare sia come centravanti sia come seconda punta. Era conosciuto per la sua eleganza in campo, la capacità di segnare gol di testa grazie alla sua altezza e alla sua abilità nel posizionamento, nonché per il suo tiro potente e preciso.

# # # Impatto e Legacy
Bettega è ricordato come uno dei migliori attaccanti italiani della sua generazione e una leggenda della Juventus. La sua carriera ha lasciato un'impronta significativa nel calcio italiano, sia per le sue prestazioni sul campo sia per il suo contributo fuori dal campo come dirigente.

In conclusione, Roberto Bettega è una figura iconica del calcio italiano, apprezzato per il suo talento, la sua dedizione e il suo contributo al successo della Juventus e della Nazionale italiana.

30/07/2024

«Arriva il 29 giugno. Arriva la partita con l'Argentina. La sfida con Diego Armando Maradona. La sfida con gli dei. Nulla fa intuire quello che sta per succedere. L'Italia sta per uscire dal guscio.

Così alla tv: "Conti, allungo verso Tardelli, insieme con Antognoni, al limite, ancora Tardelli, in area, sulla sinistra, tiro, RETE, rete di Tardelli, ha segnato Tardelli per l'Italia... Tardelli che rimette ancora il pallone verso il centro, per Collovati, colpo di testa di quest'ultimo, indietro a Collovati, indietro a Graziani, vicino alla linea centrale del campo, scavalca la linea mediana, rimette verso Rossi scattato, per l'arbitro regolarmente, Rossi entra in area, tiro, parata dal portiere..."

L'Italia ora sembra vicinissima a una vittoria inattesa. A qualcosa di sorprendente. Ma Paolo è ancora lontano da se stesso. Non riesce a segnare. Non riesce a tornare quel che era. Partecipa, contribuisce in qualche modo. Ma non è più lui. Non ancora. O non più. Non lo sa neppure lui.

I compagni sembrano avere trovato, anche senza i suoi gol, quella energia, quel gesto felice, quella risolutezza, forse anche quella fortuna, quel pizzico di precisione, che lui sembra ormai mancare. E' una gioia comunque, certo. Ma la felicità, quella vera, è un'altra cosa. Ha a che fare con ciò che siamo davvero. Con ciò che vogliamo fare davvero.

Alla tv: "C'è un altro tentativo da parte degli azzurri, ecco c'è un tiro e RETE, rete di Cabrini, Cabrini ha segnato per l'Italia, la seconda rete di Cabrini..."

L'Italia si è mostrata più forte degli dei dell'Argentina. Paolo e gli altri hanno tempo quasi una settimana per riprendere e capire. Da lì fino al 5 luglio: il giorno che devono giocare con il Brasile: i più forti di tutti. Se vogliono passare il turno, gli italiani devono ba***re i brasiliani. Devono essere più bravi dei più bravi al mondo. Ma possono farlo con Paolo in quelle condizioni?».

(Federico Pace)

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30/07/2024

Era il 1956. Quell’anno l’Australia ospitò per la prima volta le Olimpiadi. Noi emigrati italiani seguivamo molto da vicino gli “azzurri”. Vi fu un grande entusiasmo per la vittoria del ciclista Ercole Baldini, che vinse la medaglia d’oro nella corsa su strada. Ma, al momento dell’inno nazionale italiano, silenzio assoluto, forse non c'era il disco.

Spazientiti, gli atleti scesero dal podio. Mi trovavo a soli due metri quando, istintivamente, iniziai a cantare Fratelli d’Italia. Alla mia voce si unirono quelle di altri connazionali. Si formò un coro forte e vivace. Baldini salì di nuovo sul podio e cantò assieme a noi. La commozione fu generale, fino alle lacrime. Mi venne da dentro, quell'inno, ed è stato bello lo stesso. Anche se non c'era il disco, ce lo siamo cantati da soli, e Baldini con noi. Poi, finalmente, prendemmo in giro gli australiani.
Io e Baldini ci siamo finalmente incontrati e abbracciati nel 2000, grazie al comitato organizzatore delle Olimpiadi di Sidney. Ricantai l'inno, stappammo una bottiglia, ci commuovemmo ancora tutti e due.

Gualberto Gennai, italiano emigrato in Australia

Indirizzo

Via Roma 98
Mara
07010

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