26/01/2025
Cenare in un ristorante e non essere soddisfatti del menu e del servizio. Delusi dalla qualità dei piatti e dell'accoglienza che ci si aspettava. Può accadere, certo. E si ha tutto il diritto di dare la propria opinione a riguardo. Ma non di diffamare il locale che ci ospita. Perché il confine fra la libertà di critica e il dovere di non infangare il lavoro altrui è sottile ma netto. Lo ha compreso bene sulla propria pelle, anzi sulla propria lingua che prima ha assaggiato e poi tagliato con le parole quanto mangiato, la cliente di un ristorante marchigiano che è stata multata per una recensione ritenuta diffamatoria nei confronti dell'attività criticata.
La multa in questione è di 2 mila euro e il risarcimento, pari a 5 mila per il danno d'immagine andrà alla ristoratrice di Recanati che si è vista riconoscere l'obiezione che la recensione non fosse una legittima critica ma una vera e propria diffamazione. E si è aperto il dibattito.
Ci son voluti otto anni ma il tribunale di Macerata pochi giorni fa le ha dato ragione. I fatti risalgono all'agosto del 2017 quando nel ristorante della città famosa per aver dato i natali al poeta Giacomo Leopardi arriva una signora di 53 anni, di origini abruzzesi e residente in Spagna, che dopo la cena non gradita decide di lasciare una recensione on line su Tripadvisor. Una recensione negativa che supera il legittimo diritto di critica secondo quello che a distanza di tanto tempo dirà il verdetto.
L'articolo completo di Luisa Mosello è su ilGusto.it