17/08/2025
𝐌𝐚𝐳𝐚𝐫𝐚, 𝐥𝐚 𝐬𝐭𝐨𝐫𝐢𝐚 𝐝𝐢𝐦𝐞𝐧𝐭𝐢𝐜𝐚𝐭𝐚 𝐝𝐞𝐥 𝐂𝐚𝐬𝐭𝐞𝐥𝐥𝐨 𝐧𝐨𝐫𝐦𝐚𝐧𝐧𝐨 𝐜𝐡𝐞 𝐨𝐬𝐩𝐢𝐭𝐨̀ 𝐫𝐞 𝐞 𝐫𝐞𝐠𝐢𝐧𝐞
In pochi oggi, passeggiando per piazza Mokarta, immaginano che lì un tempo sorgeva un’imponente fortezza medievale: il Castello normanno, costruito tra il 1072 e il 1073 da Ruggero I d’Altavilla, fondatore della contea di Sicilia. Fu eretto subito dopo la liberazione della città dalla dominazione araba, e rappresentava uno dei cardini del sistema difensivo della città antica.
Affacciato sul mare e inglobato nella cinta muraria del centro storico, il castello era collocato in una posizione strategica. Si ergeva su un alto muro a scarpa, lambito dalle onde, e presentava una struttura complessa con torri, bastioni e sale sotterranee. Oggi, di quella maestosa costruzione resta solo un frammento: l’Arco normanno, una porta ogivale in pietra tufacea, con due arcate a sesto acuto, larga quasi quattro metri, che si staglia solitaria come una testimonianza silenziosa del passato.
Il castello fu, per secoli, centro politico e militare. Vi soggiornarono sovrani del calibro di Federico III d’Aragona e Eleonora d’Angiò nel 1318, oltre a Giacomo I di Sicilia, Pietro II, Martino I, e Alfonso II di Napoli. Quest’ultimo, in fuga nel 1494, vi nascose il tesoro dei Reali d’Aragona, trasportato da quattro galee. Nelle sue stanze visse anche la Regina Giovanna, moglie di Ferdinando II, fino alla sua morte nel 1518.
Con il passare dei secoli, il castello p***e la sua funzione originaria. Dal XVI secolo divenne carcere, una destinazione che ne segnò l’inizio del declino. Quando, nel 1880, fu deciso di demolirlo per far posto a un giardino pubblico, nessuno protestò. Solo l’Arco, ormai simbolo cittadino, fu risparmiato.
Oggi, dell’antico castello di Ruggero I resta solo un arco che guarda il mare e una memoria storica spesso trascurata. Eppure, racconta molto di ciò che Mazara è stata: un crocevia di potere, cultura e storia, protagonista silenziosa di vicende che hanno attraversato i secoli.
17 agosto 2025