10/09/2026
A Matera esiste un villaggio di circa 8.000 anni fa che molti visitatori attraversano senza nemmeno sapere che è lì.
Si chiama Murgia Timone, sull'altopiano della Murgia, dall'altra parte della Gravina rispetto ai Sassi.
E la cosa sorprendente non è soltanto la sua età.
È la forma.
Qui, durante il Neolitico, una comunità scavò nella roccia un enorme fossato lungo circa 664 metri, che racchiudeva un'area di oltre 20.000 metri quadrati.
Visto dall'alto, il tracciato assume una forma particolare, simile a un otto: due grandi lobi collegati tra loro.
Non stiamo parlando di una piccola canaletta.
Il fossato arrivava a circa 2,50 metri di profondità in alcuni punti e poteva raggiungere 2,70 metri di larghezza.
E dentro quel perimetro non c'era il vuoto.
Gli archeologi hanno trovato le tracce delle abitazioni, comprese numerose buche lasciate dai pali delle capanne, insieme a ceramiche e strumenti che raccontano la presenza di una comunità stabile.
Persone che vivevano qui migliaia di anni prima che esistessero le città che oggi associamo alla storia di Matera.
Ed è proprio qui che bisogna fare attenzione a una parola: “difensivo”.
È frequente trovare il fossato descritto come una struttura difensiva, ma la sua funzione non può essere considerata completamente certa. Potrebbe aver avuto anche un ruolo nel delimitare lo spazio abitato e organizzare il villaggio, forse insieme ad altre funzioni legate alla gestione dell'acqua.
Il dato davvero impressionante rimane comunque quello materiale.
Qualcuno, nel Neolitico, dovette progettare il tracciato, organizzare il lavoro e rimuovere enormi quantità di pietra senza metallo, senza macchinari e senza gli strumenti che oggi consideriamo indispensabili per un'opera del genere.
E il fossato, nonostante i millenni trascorsi, è ancora leggibile nel paesaggio.
Non è rimasto intatto come un monumento costruito ieri: nei secoli si è riempito di detriti e sedimenti.
Ma la sua traccia è ancora lì.
La cosa quasi paradossale è che oggi il nostro sguardo va naturalmente verso i Sassi.
Fotografiamo le case scavate nella roccia, le chiese rupestri, la Gravina.
E mentre guardiamo tutto questo, pochi minuti più in là rimane la traccia di una comunità ancora più antica.
Una comunità che non lasciò palazzi, iscrizioni o statue.
Lasciò un solco nella terra.
Forse è questo che rende Murgia Timone così affascinante: non ci mostra ciò che quelle persone costruirono, ma lo spazio che decisero di separare dal resto del mondo.
E dopo ottomila anni, quel confine è ancora lì.
Il villaggio aveva 8.000 anni.
Il fossato era lungo 664 metri.
E oggi camminiamo accanto alla sua storia senza quasi vederla.
In breve:
— Murgia Timone conserva le tracce di un villaggio neolitico di circa 8.000 anni fa.
— Il suo grande fossato misura circa 664 metri e racchiude oltre 20.000 metri quadrati.
— La funzione del fossato non è certa: oltre alla possibile difesa, potrebbe aver avuto un ruolo nella delimitazione e organizzazione del villaggio.