21/02/2026
Quando si parla di Sassi ci si riferisce alla parte vecchia della città di Matera. I Sassi sono a loro volta divisi in tre aree: il Sasso Barisano a Nord-Ovest, il Sasso Caveoso a Sud e la Civita che li divide al centro. Quest’ultima è la parte più antica, quella che per prima è stata scelta dall’uomo per essere modellata ed abitata.
Essa si estende fino a piazza Duomo, inglobando il perimetro un tempo delimitato dalle mura cittadine, in cui risiedevano le famiglie nobili della città. Il nome del Sasso “Barisano” sta ad indicare la parte che si estende verso Bari, mentre il “Caveoso” prende il nome dalla elevata presenza di case-grotta in questa zona.
La tipica abitazione all’interno dei Sassi di Matera è scavata su tre livelli, comprendendo anche la stalla, la cantina e la cisterna. Nella maggioranza dei casi gli ambienti erano misti, era molto comune ad esempio avere camere da letto che ospitavano sia le persone sia gli animali. I luoghi in cui si verificava questa promiscuità erano malsani, umidi, molto favorevoli alla diffusione di malattie.
I Sassi rappresentano in ogni caso un capolavoro assoluto dell’ingegno e della capacità di adattamento dell’uomo di fronte alle difficoltà naturali e storiche. Nel corso dei secoli gli antichi rioni in tufo sono stati costruiti, distrutti, ricostruiti più volte, divenuti successivamente luogo di miseria e terreno fertile per le epidemie. Palmiro Togliatti dopo la Seconda Guerra Mondiale li definì “Vergogna nazionale“, prima dell’abbandono a seguito della Legge Speciale firmata nel 1952 dal presidente del Consiglio Alcide De Gasperi.
Infine il riscatto, prima la Legge Speciale del 1986 varata dal Governo Italiano per il ripopolamento dei Sassi, poi l’inserimento nel 1993 nella lista dei siti Patrimonio Mondiale dell’Umanità UNESCO ed infine l’elezione di Matera a Capitale Europea della Cultura per il 2019.
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