Casa Vacanze Casa Grande

Casa Vacanze Casa Grande Situata a pochi passi dal centro storico di Matera Appartamento situato a 5 minuti a piedi dalla stazione centrale di Matera.

Dotato di 2 comodi parcheggi privati protetti da cancello automatico. Ideale ad ospitare grandi gruppi e famiglie. L'appartamento è circondato da ampi balconi e verande che lo rendono molto luminoso e ideale per i vostri amici animali. La casa vacanza è fornita di ampio ascensore ed è quindi molto comodo per i diversamente abili. Dotato di tutti i confort si compone di 4 camere da letto, tutte climatizzate, 2 bagni 1 cucina e 1 soggiorno, per un totale di 14 posti letto.

15/05/2026

A Matera esiste una città sotto la città: 14 bunker nel tufo, 45.000 posti totali.

Nessuno ne parla. Eppure è lì, sotto i vicoli che tutti fotografano.

Tra il 1940 e il 1943, mentre l'Italia entrava in guerra, i tecnici comunali di Matera fecero una scelta precisa: non usare i Sassi come rifugi antiaerei.

I Sassi — la città rupestre più antica e famosa d'Italia, abitata da migliaia di anni — vennero considerati troppo affollati e strutturalmente poco sicuri. Niente grotte ancestrali. Niente improvvisazione.

Decisero di scavare da zero.

Il Genio Civile aprì gallerie nel tufo circostante, fino a 15 metri di profondità. Fresche, ventilate, progettate secondo i requisiti ufficiali del regime. Uscite di emergenza, scale, illuminazione.

Fase dopo fase — 3 rifugi nel 1940, altri 3 nel 1941, fino al completamento dei 14 — la città costruì sottoterra quello che sopra non aveva spazio di fare.

Aspetta. Perché il numero che segue è quello che cambia la scala di tutto.

Capacità totale stimata: 45.000 posti. Quanti erano gli abitanti dell'intera città di Matera in quegli anni. Una copia esatta della popolazione, nascosta nel tufo.

E il rifugio più grande — quello sotto via Lucana, nel cuore del centro storico — poteva ospitare da solo 10.000 persone in un unico complesso sotterraneo.

10.000 persone. In un buco sotto i Sassi. Scavato in tre anni, durante una guerra.

Matera ha due città: quella che vedi e quella che non puoi vedere. La seconda fu costruita per salvarla.

In breve:
Tra il 1940 e il 1943 Matera scavò 14 rifugi antiaerei nel tufo, fuori dai Sassi
Capacità totale stimata: 45.000 posti — pari all'intera popolazione della città
Il rifugio più grande, sotto via Lucana, poteva contenere da solo 10.000 persone

12/05/2026

Sotto la chiesa più grande dei Sassi, i preti si decomponevano seduti nel tufo.

Non è una leggenda. È ancora lì, sotto San Pietro Barisano a Matera. E puoi entrarci.

San Pietro Barisano è la più grande delle chiese rupestri dei Sassi. In superficie sembra una chiesa normale — facciata barocca, navate, altari. Ma sotto, nel tufo, nel Settecento qualcuno ha scavato qualcosa che non trovi nei libri di storia dell'arte.

Una serie di nicchie a misura d'uomo. Scavate nella roccia con una funzione precisa: farci sedere i cadaveri.

La pratica si chiamava scolatura. I sacerdoti defunti venivano vestiti con i paramenti sacri — pianeta, stola, tutto — e sistemati seduti dentro questi incavi nel tufo. Non sepolti. Seduti.

Aspetta.

Il tufo è poroso. E quella porosità non era un caso: la roccia assorbiva lentamente i liquidi della decomposizione, filtrandoli via dal corpo. Il putridarium — così si chiamava lo spazio — era una macchina biologica scavata nella pietra. La roccia stessa faceva da filtro.

Solo quando le ossa erano completamente pulite, i resti venivano spostati nell'ossario collettivo. Il processo poteva durare mesi.

Spoiler: nel frattempo, sopra, si celebrava messa.

Nel 1903 la chiesa venne abbandonata per problemi di umidità. Il culto fu trasferito altrove. Ma le nicchie sono rimaste esattamente dove erano, nel buio del sottosuolo, per oltre un secolo.

Oggi San Pietro Barisano è visitabile. Quelle nicchie sono ancora lì, aperte nel tufo, a misura di un corpo seduto.

La chiesa più bella dei Sassi di Matera aveva un piano interrato che serviva a smaltire i morti.

In breve:
San Pietro Barisano, la più grande chiesa rupestre dei Sassi, nasconde sotto di sé un putridarium settecentesco
I sacerdoti defunti venivano seduti in nicchie di tufo: la roccia porosa assorbiva i liquidi della decomposizione — pratica detta scolatura
Abbandonata nel 1903, la chiesa è oggi visitabile con quelle nicchie ancora intatte

10/03/2026

Indirizzo

18, Viale Europa
Matera
75100

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