07/06/2026
Mazara del Vallo è una città che porta impresse nel suo tessuto urbano le tracce di millenni di storia. Secondo Tucidide, alla foce del fiume Mazaro sorse nel XI secolo a.C. una fattoria commerciale fondata dai Fenici; nella seconda metà del VII secolo a.C. giunsero coloni greci da Selinunte che vi istituirono un emporio. Dopo la caduta di Selinunte nel 409 a.C., Mazara passò sotto il dominio cartaginese e più tardi, con i Romani, divenne un castrum: l’epoca romana è raccontata ancora oggi dai numerosi sarcofagi e mosaici rinvenuti nel territorio. Nel 827 gli Arabi sbarcarono proprio a Mazara, avviando la conquista della Sicilia; portarono con sé fortificazioni, moschee e un complesso reticolo viario — la cosiddetta “Kasbah” — che ancora caratterizza il centro storico. La città mantenne prosperità anche sotto i Normanni: conquistata nel 1072 dal conte Ruggero d’Altavilla, fu cinta da mura, vide la nascita della Cattedrale e l’istituzione della diocesi, e nel 1097 ospitò il primo parlamento normanno di Sicilia.
Tra i luoghi da visitare, la Cattedrale, di origine normanna e ristrutturata nel XVII secolo, mostra all’interno stucchi e affreschi di Giuseppe Felice e dello Scannatella; nell’abside si conserva una croce lignea attribuita a un anonimo maestro siciliano del XIII secolo e il gruppo scultoreo della “Trasfigurazione”, capolavoro rinascimentale di Antonello e Antonio Gagini. Nel transetto destro restano tracce di un affresco bizantino raffigurante il Cristo Pantacratore. Piazza della Repubblica ospita il Palazzo del Seminario, costruito all’inizio del XVIII secolo, e il Palazzo Vescovile del XVI secolo. La Chiesa di San Michele, di origine normanna e ricostruita nel XVII secolo in stile barocco con l’annesso Monastero Benedettino, conserva affreschi del XVIII secolo e stucchi della scuola serpottiana. La Chiesa di San Francesco, eretta nella prima metà del XIII secolo e ricostruita interamente nel XVII secolo in stile barocco, è decorata all’interno con statue in stucco e affreschi. Va inoltre segnalata la Chiesa di San Nicolò Regale, esempio di architettura arabo-normanna del XII secolo.
Il Museo del Satiro custodisce reperti recuperati nel Canale di Sicilia e la famosa statua bronzea del Satiro danzante, attribuita allo scultore Prassitele; l’ingresso al museo è a pagamento. Il Collegio dei Gesuiti, edificio barocco del XVII secolo che ospita il Museo Civico, espone anche sculture contemporanee del mazarese Pietro Consagra. Al piano terra del Seminario Vescovile si trova il Museo Diocesano, dove sono raccolti argenti e suppellettili liturgiche dal XIV al XIX secolo.
La vita culturale locale è animata dal Festino di San Vito, con processioni e quadri viventi che animano la penultima e l’ultima settimana di agosto. Tra i prodotti tipici della zona spicca il pescato dei pescherecci locali, venduto ogni pomeriggio al porto, simbolo della tradizione marittima che ancora sostiene l’economia e la convivialità cittadina.