03/09/2015
TORNA LA GRANDE ARTE IN PROVINCIA DI BELLUNO
In autunno nel centro storico di Mel una mostra che rivisita i percorsi dell’arte italiana nel cinquantennio che dal 1914 al 1964, con opere di De Chirico, Tomea, De Pisis, Burri, Fontana, Campigli, Simonetti, Tancredi, Manzoni, Severini, Afro Basaldella e altri ancora
La grande pittura torna protagonista in provincia di Belluno, grazie alla nuova iniziativa della Pro Loco Zumellese, associazione con una consolidata esperienza nell’organizzazione di importanti rassegne artistiche. Dopo quattro anni, una nuova importante mostra animerà, dai primi di ottobre a metà gennaio 2016, il Palazzo delle Contesse del centro storico di Mel. Protagonisti alcuni degli esponenti più importanti dell’arte italiana tra l’inizio della Grande Guerra e la metà degli anni Sessanta: De Chirico, Tomea, De Pisis, Burri, Fontana, Campigli, Simonetti, Tancredi, Manzoni, Severini, Afro Basaldella, e altri ancora. Il progetto intende rivisitare i percorsi dell’arte italiana nel cinquantennio che va, appunto, dal 1914 al 1964, un periodo storico segnato da due conflitti mondiali e dalle ricostruzioni che ne sono seguite.
In questo mezzo secolo di profondi mutamenti storici, assistiamo a un costante intreccio tra le proposte innovative e destabilizzanti delle avanguardie e la consacrata fedeltà alla matrice classica della nostra cultura, tratto caratteristico delle correnti più tradizionaliste. «Un intreccio – spiega Antonella Alban, curatrice della mostra – che spesso è stato facilitato e sostenuto da artisti che hanno camminato in entrambe le direzioni, coma Balla, De Chirico o Soffici, o che si sono posti come filtro o trait d’union tra poli diversi, se non addirittura opposti, come Virgilio Guidi. La mostra di Mel non ha la pretesa di esaurire scientificamente un percorso tanto complesso e allo stesso tempo fondamentale per tutta l’arte moderna, ma intende offrire uno spaccato di alcuni straordinari momenti innovativi e riflessivi dell’arte italiana, produttivi di un fil rouge spesso davvero sorprendente. I visitatori avranno così l’opportunità unica di vedere insieme alcune opere dei maestri delle Avanguardie di questo cinquantennio, nonché dei principali esponenti della tradizione».
Il progetto prevede l’esposizione di oltre cinquanta opera significative, provenienti da collezioni private del triveneto. «Partendo da artisti legati a una tradizione figurativa – afferma Giovanni Granzotto, l’altro curatore della rassegna – si passerà attraverso soluzioni formali che hanno determinato cambiamenti profondi nei codici di rappresentazione come quelle metafisiche, futuriste, surrealiste, spaziali che, se da un lato riportano l’attenzione sulla volontà di rinunciare ad ogni riferimento con il passato, dall’altro rispecchiano il clima di disagio e la ricerca di un rapporto nuovo tra l’artista, i materiali, il gesto creativo e l’opera che ne scaturisce».