Ferrillobelli

Ferrillobelli Milan-based architecture and design studio established in 2010 by Fabio Ferrillo Belli. Here Fabio creates the first ever emotional room.

Fabio Ferrillo, architetto, dopo la tesi sperimentale al Politecnico di Milano (2004), viene invitato a collaborare con uno dei più dinamici studi della città, dove acquisisce dimestichezza con la progettazione di abitazioni di lusso e spazi commerciali per prestigiosi marchi italiani. Trasferitosi a Parigi dal 2005 al 2010 per confrontarsi da vicino con le più recenti realizzazioni dei grandi ar

chitetti francesi e le suggestioni della Maison de Verre di Pierre Chareau e per dirigere il team internazionale di progettazione per i laboratori del Pôle de Recherche a Laon, affina il proprio tratto distinguendosi nel taglio degli spazi a misura dl committente, senza perdere il controllo dei costi di realizzazione. Chiamato in Italia a far parte di un hub di giovani creativi uniti dal desiderio di condividere le diverse esperienze e competenze rispettivamente maturate nel mondo della fotografia, grafica, sartoria e design, fonda nel 2010 lo studio di architettura OFFarch. In questo humus interdisciplinare e differenziato maturano le collaborazioni nel campo del retail con lo stilista astro nascente della moda italiana Massimo Giorgetti, per cui realizza gli headquarters del marchio MSGM a Milano, trasformando una vecchia fonderia in una fucina di idee, e con la fashion blogger più seguita del momento, Chiara Ferragni, per cui progetta lo showroom milanese ma soprattutto il concept per gli omonimi shoe store monomarca e ne cura la realizzazione presso Le Bon Marché a Parigi, Apropos a Colonia, Harvey Nichols a Hong Kong. Ma è collaborando con Riccardo Grassi, all’interno del cui prestigiosissimo showroom milanese realizza l’enorme spazio dedicato alle campagne vendita MSGM, che Fabio Ferrillo elabora la prima emotional room, elemento al contempo architettonico e artistico, che realizza un’esperienza emotiva posta tra i buyer e la collezione. Istallazioni sempre nuove, realizzate impiegando creazioni di autori contemporanei, le emotional room di Ferrillo stimolano in chi si accinge ad accedere allo showroom pensieri, idee, emozioni di rottura con il caos esterno, ma in linea con i mood delle collezioni. Playground, maggio 2015, parco onirico, composto da giostre e altalene in ottone disposte su un campo di specchi, sullo sfondo degli scatti notturni del fotografo parigino Stanislas Wolff ha introdotto il pubblico alla collezione Woman Resort e Man Spring Summer 2016. Soundbox, settembre 2015, immaginaria stanza sonora in cui i rumori esterni sono annullati da pannelli fonoassorbenti per essere avvolti dall’installazione musicale, ha rappresentato la porta verso la collezione Woman Spring Summer 2016. Con l’intento di valorizzare questo approccio integrato tra moda, design, arte e architettura è imminente l’installazione di Soundbox presso Le Bon Marché a Parigi in occasione della prossima fashion week, perché l’esperienza emozionale proposta da Ferrillo possa essere vissuta non solo dai buyer ma da tutti i clienti MSGM. Fabio Ferrillo, architect, finalised his studies at Politecnico di Milano in 2004 and was then invited to collaborate with one of the most up-and-coming firms of the city, where he became an expert in the design of luxury homes and commercial spaces for prestigious Italian brands. In 2005 he moved to Paris in order to become more closely acquainted with the latest achievements of the great French architects and the vision of the Maison de Verre by Pierre Chareau. During his time in the ville lumiere he directed the international design team for the laboratories of the Pôle de Recherche in Laon. Paris gave Fabio Ferrillo the means to refine his distinguishing traits: cutting tailor made spaces while managing to keep costs at bay became his major strength. Fabio Ferrillo went back to Italy in 2010 to be part of a fantastic hub of creative young people united by the desire to share their passion and expertise in photography, graphic design and tailoring and established his architecture studio, OFFarch. While in this interdisciplinary creative melting pot, Fabio Ferrillo starts collaborating with Italian fashion revelation Massimo Giorgetti, creating the headquarters for his brand MSGM in Milan by transforming an old foundry into a unique working space. He also collaborates with Chiara Ferragni, world renowned fashion blogger, for whom he designs a showroom in Milan and a series of concept stores as well as concessions at Le Bon Marché Paris, Apropos Cologne, Harvey Nichols Hong Kong. In collaboration with Riccardo Grassi, in his prestigious Milan showroom, Fabio Ferrillo realizes the enormous space dedicated to the sales of the MSGM brand. An architectural and artistic space placed in between the buyers and the collections, filled with constantly changing contemporary artists installations, aimed to set people free from the outside chaos and fine tune them to the environment to start feeling the theme. Playground, in May 2015, a dream park of brass, rides and swings arranged on a field of mirrors. In the background, night shots by Parisian photographer Stanislas Wolff. This installation introduced the audience to the Women’s Resort and Men’s Spring Summer collection 2016. Soundbox, in September 2015, an imaginary sound room where external noise is eliminated by soundproofing panels that in turn hide a musical installation by the sound designer Andrea Ratti. This has been the gateway to the 2016 Spring Summer Women’s collection. This integrated approach to fashion, design, art and architecture will soon be installed and presented at Le Bon Marché in Paris during the next Fashion Week, so that this emotional experience can be undertaken not only by buyers at the showroom but by all MSGM customers.

  “Cerco sempre di progettare il nuovo e l’utile. Cerco di proporre soluzioni che consentano di migliorare la vita dell’...
23/02/2026

“Cerco sempre di progettare il nuovo e l’utile. Cerco di proporre soluzioni che consentano di migliorare la vita dell’utente, sia esso un abitante di una casa o l’utilizzatore di un oggetto.

È necessario progettare senza ghettizzare le persone più o meno fortunate, più o meno colte, più o meno giovani o evolute. Quando opportuno, occorre progettare stimolando la loro autonomia personale, la legittimità della loro esistenza, e cercare di liberarle il più possibile dall’alienazione e dall’ansia che così spesso sono generate dalla città, dalla famiglia e dalla tradizione.

La distanza tra la realtà nella quale operiamo e queste intenzioni, definibili come utopiche, deve essere affrontata con il coraggio che nasce dalla convinzione che utopia e realtà debbano sovrapporsi nel processo di trasformazione

Il mio consiglio ai futuri architetti è di progettare l’utile, razionale, con un significato sociale (se possibile), con responsabilità, ma anche con gioia.” — Cini Boeri, 2019

18/02/2026

episode 40.

Milano non ama il cemento.
Vittoriano Viganò, Istituto Marchiondi, 1953-58.

Sella Nuova è il quartiere (oggi più noto come Bisceglie) che si estende lungo via delle Forze Armate, poco prima di Bag...
11/02/2026

Sella Nuova è il quartiere (oggi più noto come Bisceglie) che si estende lungo via delle Forze Armate, poco prima di Baggio, nato attorno al nucleo storico dell’omonima cascina.

Nel 2019 l’area diventa oggetto di un vasto progetto di rigenerazione urbana promosso da Borio Mangiarotti Spa con il fondo statunitense Värde. L’intervento viene presentato come una delle più ambiziose riconversioni urbane di Milano: un quartiere polifunzionale immerso in un grande parco, pensato per ricucire frammenti urbani e restituire centralità a un’area a lungo percepita come marginale. Sulla carta, il progetto si estende su oltre 300.000 metri quadrati, collocandosi tra le principali trasformazioni immobiliari degli ultimi anni. Il masterplan, firmato dallo Studio Mario Cucinella Architects, prevede un mix di residenze, uffici e funzioni commerciali secondo il modello della “città giardino”, con un parco urbano di oltre 16 ettari progettato dallo Studio Michel Desvigne Paysagiste come elemento strutturante.

Tuttavia, la promessa di rigenerazione appare sbilanciata verso una nuova urbanità costruita per addizione, più che verso una reale ricucitura sociale e infrastrutturale con il quartiere storico di Sella Nuova e con Baggio. Il grande parco rappresenta un valore ambientale, ma solleva interrogativi sulla sua reale accessibilità e capacità di diventare spazio pubblico vissuto, e non semplice cornice verde di un nuovo comparto residenziale.

Il progetto si inserisce così nelle ambiguità della rigenerazione urbana milanese recente: operazioni formalmente sostenibili e ricche di retorica ecologica, ma spesso poco efficaci nel ridurre le disuguaglianze territoriali che dichiarano di affrontare. Resta quindi aperta la domanda centrale: rigenerazione per chi, e a quale costo urbano e sociale.

09/02/2026

episode 39.

Milano, Quartiere Sella Nuova.

  Sella Nuova è uno dei più grandi interventi immobiliari recenti a Milano.1.000 abitazioni, torri residenziali, spazi c...
06/02/2026

Sella Nuova è uno dei più grandi interventi immobiliari recenti a Milano.

1.000 abitazioni, torri residenziali, spazi commerciali, 16ettari di parco. Sulla carta nasce un nuovo quartiere. Nella realtà, però, l’operazione appare enorme e poco affascinante, priva di una vera identità. Il verde è poco percepibile, mentre domina il cemento. Le tipologie architettoniche si ripetono ossessivamente: nei volumi, nei materiali e nell’aspetto con forme banali e una selva di ringhiere piuttosto economiche ben più presenti del verde.

Sella Nuova sembra l’ennesima operazione tutta milanese, pensata per attrarre capitali senza nemmeno più l’ambizione dell’architettura. Solo metri quadri efficienti e, onestamente, facilmente dimenticabili.

  I. M. Pei, l’ultimo dei modernisti. Lontano da un Modernismo astratto e autoreferenziale, I. M. Pei ha dimostrato come...
02/02/2026

I. M. Pei, l’ultimo dei modernisti.

Lontano da un Modernismo astratto e autoreferenziale, I. M. Pei ha dimostrato come il linguaggio architettonico contemporaneo possa dialogare in modo efficace con contesti urbani e storici complessi, senza rinunciare alla propria identità formale.

L’architettura di I. M. Pei si basa su una triade fondamentale: geometria, materiali e contesto, che rende il suo linguaggio coerente e immediatamente riconoscibile. Tale equilibrio emerge chiaramente in progetti come la National Gallery of Art – East Building a Washington D.C. (1978), dove la rigorosa impostazione geometrica consente di risolvere un lotto urbano irregolare, e nel Suzhou Museum (2006), in cui il linguaggio moderno viene adattato alla scala e alla tradizione architettonica locale.

Le forme geometriche triangolo, quadrato, prisma e piramide, non vengono utilizzate in modo simbolico o decorativo, ma come strumenti per organizzare lo spazio e garantire chiarezza compositiva. Allo stesso tempo, l’uso dei materiali è strettamente legato allo sviluppo tecnologico e alla ricerca di solidità e durata. Il cemento armato assume un ruolo sia strutturale sia espressivo, contribuendo alla definizione di volumi chiari e controllati, come nel JFK Presidential Library a Boston (1979). Il vetro, spesso associato a strutture metalliche avanzate, viene invece utilizzato per creare relazioni visive con l’esterno e favorire il rapporto tra edificio e contesto, consentendo trasparenza, leggerezza e continuità visiva.

1. Raffles City Singapore, 1973-86
2. Everson Museum of Art, NY, 1961-68
3, 4. John F. Kennedy Library, Boston, 1964-79
5, 6. National Gallery of Art - East Building, Washington D.C., 1968-78
7. Oversea-Chinese Banking, Singapore, 1970-76
8. Texas Commerce Tower, Houston, 1978-82
9. Fragrant Hill Hotel, Beijing, 1979-82
10, 11. Javits Center, NY, 1979-86
12. Gateway Towers, Singapore, 1981-90
13, 14. Bank of China, Hong Kong, 1982-90
15. Fountain Place, Dallas, 1986
16. Grand Louvre, 1986-89
17. MUDAM, Luxemburg, 1997-2006
18. Suzhou Museum, 2006
19. Museum of Islamic Art (MIA), Doha, 2008
20. Palazzo Lombardia, Milano, 2006-10

IN CANTIERE_03CONTRO LA DECORAZIONE. La decorazione si applica, l’architettura è inevitabile, definitiva.Di nuovo in can...
28/01/2026

IN CANTIERE_03
CONTRO LA DECORAZIONE.

La decorazione si applica, l’architettura è inevitabile, definitiva.

Di nuovo in cantiere in Porta Romana. Il tetto è stato costruito: quella che era una soffitta ora è una casa affacciata sulla Torre Velasca. La struttura portante dell’edificio attraversa lo spazio del living con un gesto forte ed esplicito, perforando quella che sarà la grande apertura sul cielo: 5m lineari di pura luce, più di 10mq interamente vetrati.

E’ il momento di pensare agli isolamenti. Poi si passerà agli impianti, agli allestimenti, agli arredi ma sopratutto ai materiali. Prima il volume, l’identità, l’anima del progetto.

La mia architettura non è decorazione.


26/01/2026

episode 38.

IN CANTIERE_03
CONTRO LA DECORAZIONE

  Viene naturale domandarsi che fine facciano i luoghi delle Olimpiadi una volta che la fiamma olimpica si spegne. O, de...
09/01/2026

Viene naturale domandarsi che fine facciano i luoghi delle Olimpiadi una volta che la fiamma olimpica si spegne. O, detto in altri termini: che destino hanno i milioni investiti in imponenti opere architettoniche come stadi, piscine, piste e circuiti?

Le Olimpiadi sono spesso al centro di polemiche legate a sprechi e costi esorbitanti. Eppure, in diverse occasioni, hanno anche saputo trasformarsi in esempi virtuosi di architettura sostenibile, rigenerazione urbana ed economia circolare.

La vera sfida, allora, inizia dopo l’evento: cosa accadrà alle infrastrutture realizzate per Milano-Cortina 2026?

NEOM e l’ambiente. Presentata come città a impatto zero, alimentata da energie rinnovabili e fondata su un nuovo equilib...
07/01/2026

NEOM e l’ambiente.

Presentata come città a impatto zero, alimentata da energie rinnovabili e fondata su un nuovo equilibrio tra natura e tecnologia, NEOM assume l’ambiente come elemento narrativo centrale della propria legittimazione. Tuttavia, la scala e la radicalità dell’intervento sollevano interrogativi profondi sulla reale compatibilità tra mega-urbanizzazione e tutela degli ecosistemi.

Il progetto propone un’idea di ambiente controllato e ottimizzato, in cui clima, mobilità e comportamenti umani sono regolati da sistemi digitali. Il rapporto con la natura si sposta così dalla coesistenza alla gestione: il paesaggio viene trasformato in infrastruttura e l’ecosistema ridotto a dato misurabile. L’ambiente non è più un limite progettuale, ma una superficie da correggere, contenere o superare attraverso la tecnologia.

Questa visione produce una territorializzazione artificiale, sottoponendo ecosistemi fragili a processi di ingegnerizzazione intensiva. Coste, fondali marini e aree desertiche cessano di essere sistemi dinamici per diventare elementi da stabilizzare e controllare mediante grandi opere, con il rischio di una perdita irreversibile degli equilibri locali a favore di un paesaggio spettacolare e tecnologicamente mediato.

La questione cruciale non è solo ambientale o tecnologica, ma culturale e politica: fino a che punto è legittimo trasformare il territorio in pura infrastruttura al servizio di un’idea di futuro?

NEOM non è solamente un progetto urbano o architettonico, ma un dispositivo politico di legittimazione e governance. Pro...
05/01/2026

NEOM non è solamente un progetto urbano o architettonico, ma un dispositivo politico di legittimazione e governance. Promosso dal principe ereditario Mohammed bin Salman come elemento chiave della Vision 2030 (il piano strategico per diversificare l’economia saudita oltre il petrolio) NEOM è concepita come simbolo di modernità, innovazione e sostenibilità. Tuttavia, questa immagine si inscrive in un quadro di potere fortemente centralizzato e poco trasparente, sollevando questioni critiche sul rapporto tra governo, società e spazio costruito.

Le controversie attorno alla costruzione di NEOM mostrano come la dimensione politica sia strettamente intrecciata alla cultura del progetto. La tribù Huwaitat, originaria dell’area in cui sorge la megacittà, è stata sottoposta a espropri forzati e repressione nel contesto dell’espansione urbana; membri della tribù che hanno resistito all’allontanamento dai loro territori sono stati arrestati e condannati. Inoltre, l’uso della tecnologia e della sorveglianza rientra in una visione culturale e politica in cui la gestione dell’ambiente urbano è tracciata, monitorata e controllata in modo capillare, combinando la promessa di efficienza con un potenziale aumento dei meccanismi di controllo sociale. In contesti con limiti alle libertà civili, queste tecnologie rischiano di consolidare una forma di cittadinanza digitale vincolata e sorvegliata, anziché emancipata e partecipativa.

Infine, la lettura di NEOM come icona geopolitica è fondamentale: non si tratta solo di costruire infrastrutture avanzate, ma di posizionare l’Arabia Saudita come protagonista della nuova economia globale, riconfigurando le sue relazioni economiche, culturali e simboliche con il resto del mondo. In questo senso, l’architettura e l’urbanistica di NEOM non coincidono con il terreno, ma sono strumenti di legittimazione politica e ridefinizione culturale su scala internazionale.

Indirizzo

C. So XXII Marzo, 5
Milan
20127

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Ferrillobelli pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

In evidenza

Condividi