25/03/2026
“L’ozio è il padre di tutti i vizi”
recita un noto proverbio.
Eppure, Cicerone scriveva:
“Non mi sembra un uomo libero
quello che non ozia di tanto in tanto”.
Al tempo degli antichi romani, l’otium era la fondamentale possibilità di dedicarsi
a se stessi e alle proprie passioni: una pausa necessaria per lo spirito dalle fatiche e dalle preoccupazioni del lavoro.
L’ozio come tempo libero,
più che tempo perso.
Non una distrazione,
ma approfondimento e conoscenza di sé.
Non perdersi, ma ritrovarsi.
E oggi?
Siamo ancora disposti a credere che il tempo dedicato
alla bellezza,
alla conoscenza
e alla libertà
sia ben investito?
O abbiamo troppa paura
di apparire
poco produttivi e ambiziosi,
senza aspirazioni e stimoli?