22/03/2026
✨ Quando dai fiducia ai ragazzi… nasce qualcosa di meraviglioso 🌱
✨ Un capolavoro nato dai ragazzi delle scuole medie di Misano Adriatico… leggetelo fino in fondo 🌱
Alla Tenuta Due Tigli non coltiviamo solo la terra…
coltiviamo immaginazione, legami, possibilità.
💚 Queste storie sono la gratificazione più grande
e la forza che mi fa continuare ogni giorno questo sogno.
💚 Grazie agli insegnanti che li accompagnano fuori dagli schermi
e dentro esperienze che restano.
👉 Se hai dei ragazzi, regalagli la natura.
Saprà fare il resto.
La Fattoria dei Tigli e il Demo-inquinatore (Racconto fantasy)
In tempo molto lontano, nel regno di Montalbano, sorgeva in cima alla collina,
una piccola fattoria, in cui si coltivava nel rispetto della natura: era la Tenuta due tigli.
All’ingresso c’erano due grandi colonne bianche, prelevate direttamente dal tempio di Atena, la dea che protegge chi agisce con giustizia;
sul loro fusto erano raffigurate ninfe danzanti, gli spiriti benevoli della natura.
Le colonne sostenevano un pesante cancello dorato su cui erano raffigurati tutti gli animali di quel luogo. A far la guardia al cancello c’era il robusto Pony dal mantello brunito: il suo compito era di chiedere a tutti gli avventori le generalità, in modo che nella fattoria non entrassero persone malvagie.
Oltre il cancello si apriva un lungo viale acciottolato, ai cui lati crescevano secolari ulivi dai poteri curativi, chiamati alberi-medicina. Tra i vecchi tronchi si intravedevano grandi arnie argentee dove vivevano le numerosissime api,
ciascuna sotto il comando di un’ape regina.
Le api erano sempre molto indaffarate: c’era di aveva il compito di produrre il miele, chi badava alle regine, chi invece doveva difendere la tenuta.
Il proprietario della tenuta era un fiero cane meticcio di nome Rudy, il suo pelo lungo e fulvo lo facevano assomigliare un po’ ad una volpe.
Il suo muso era
allungato, le sue orecchie attente ed i suoi occhi intelligentissimi. Sapeva correre veloce, ma amava spostarsi a bordo del suo trattore volante. Rudy portava al collo una bella catena d’oro con impresso il suo nome: gli era stata regalata dal suo più caro amico Giorgio, il potente mago che viveva nella casetta dalle finestre azzurre che si trovava al limitare della fattoria.
Era una casetta molto piccola, ma se ci entravi gli spazi erano enormi.
A proteggere la tenuta c’erano tre coraggiosi asinelli: Carolina, Rocco e Albertino, gli amici aiutanti del mago Giorgio.
Vi chiederete perché Rudy avesse bisogno di così tanta protezione! Ahi noi, la fattoria era da anni impegnata a difendersi dal Demo-inquinatore, un demone che odiava Rudy e Giorgio, perché nella loro fattoria non si usavano i pesticidi e si rispettavano i tempi della natura. Bisogna sapere che il Demo-inquinatore voleva trasformare
tutte le fattorie in aziende inquinanti, infischiandosene se i prodotti fossero nocivi per l’uomo.
Un giorno il Demo-inquinatore mandò in missione i suoi scagnozzi: gli Acari Varoe per sterminare le laboriose api che davano un miele dolcissimo e apprezzato da tutto il reame. Il capo delle Varoe gettò una piadina ai piedi del Pony a guardia del cancello e, approfittando della sua golosità, consentì ai suoi minuscoli compari di passare attraverso le fessure.
Le Varoe puntarono dritte alle arnie, dove attaccarono le povere api, imprigionando l’ape regina più vecchia.
“Aiuto! Aiuto!” gridò l’ape regina con tutto il fiato che le era rimasto in gola.
Il mago Giorgio, che aveva un udito sopraffino, raccolse la richiesta di aiuto, si precipitò nel suo laboratorio dove prese del miele denso e dorato.
Giunto nell’uliveto aprì le arnie e fece colare il liquido magico sulle Varoe che morirono all’istante. L’incursione del nemico era fallita, ma la vecchia ape regina era rimasta ferita.
Allora Giorgio la portò sotto uno degli ulivi-medicina, prese una
goccia dell’olio curativo che trasudava dalla corteccia, le unse l’addome e le ali e, come per incanto, la regina si riprese e disse: “Grazie Giorgio per avermi salvato, ma sono vecchia ed è ora che lasci il posto ad una nuova regina”.
Così dicendo sciamò con le sue damigelle verso il tiglio più lontano. Rudy, che nel frattempo aveva raggiunto Giorgio, la salutò con malinconia, grato del servizio prezioso che l’ape regina aveva prestato presso la fattoria.
Per quel giorno i guai erano finiti, ma altri ne sarebbero arrivati presto.
Da qualche tempo il Demo-inquinatore aveva in mente di distruggere i campi di Rudy, seminati con un rarissimo grano antico, il suo scopo era di affamare i sudditi del reame, per renderli deboli e impadronirsi delle loro menti.
Bisogna sapere che il grano di cui stiamo parlando era di una purezza unica e incontaminata: era stato seminato dalle mani innocenti dei ragazzi del vicino regno di Misano Adriatico.
Questi fanciulli rispettavano la natura e volevano imparare da Rudy le antiche arti della campagna.
I semi di quel grano si sarebbero tramutati in spighe dorate che, una volta raccolte, avrebbero dato una farina purissima, capace di sfamare gli abitanti, rendendoli robusti e forti.
Quel giorno c’era un bel sole e sui campi di grano c’erano Paolo, il cugino stregone del mago Giorgio, e Carlotta, la fata dei fiori e dei frutti, guardando l’orizzonte i due videro arrivare una nube nera, mentre l’aria si andava lentamente impregnando del puzzo nauseante dei gas di scarico.
Non gli ci volle molto a capire di chi si trattasse!
“Rudy vieni, presto! Sta arrivando il Demo-inquinatore!” gridò fata Carlotta nel pensiero. Rudy che stava lavorando intorno alle arnie d’argento recepì il messaggio, salì sul suo trattore volante e chiamò a raccolta tutti gli animali della fattoria: gli asini guerrieri Carolina, Rocco ed Albertino, le galline dalle uova magiche, le anatre dal collo verde e le instancabili api.
“Amici cari” proferì solennemente l’impavido Rudy “è arrivato il momento di sconfiggere una volta per tutte il Demo-inquinatore che minaccia la serenità della nostra fattoria e l’esistenza stessa della natura incontaminata”.
Con un perfetto gioco di squadra Rudy posizionò gli asinelli e il pony ai quattro angoli del campo, le galline e le anatre sul confine sud e le api sul confine nord.
Nel contempo il mago Giorgio, suo cugino Paolo lo stregone e la fata Carlotta, sollevando le mani verso il cielo, cominciarono a recitare un potente incantesimo per creare una barriera invisibile a protezione del grano, mentre Rudy sorvolava attento la zona a bordo del suo trattore volante.
Il Demo-inquinatore era alle porte, il suo aspetto era davvero terribile: aveva una barba lunghissima, al cui interno si muovevano dei topi grigi dalle lunghe code; i suoi capelli erano lunghi ed ispidi, attorcigliati a marmitte e tubi di scappamento di auto e motorini. Tossiva continuamente ed emanava un puzzo tremendo: era
consumato dallo smog.
Al posto del cuore aveva pistoni meccanici e pietre acuminate: non provava sentimenti umani se non invidia e odio verso tutto ciò
che era puro e naturale.
Questo demone terribile si avvicinava a bordo di una
nuvola di gas velenosi, attorniato da uno stormo di gracchianti corvi neri.
I nostri eroi sapevano che il Demo-inquinatore era capace di trasformarsi:
poteva diventare così piccolo da infilarsi nei tubi di scappamento delle automobili o tramutarsi in un gigantesco tornado di fumo verde, capace di spazzar via ogni cosa: erano consapevoli che sarebbe stata una lotta durissima!
“Ehi, brutto Demo-inquinatore, come mai da queste parti?!”
intimò Rudy al mostro.
“Sono venuto a distruggere il tuo grano e ad annientare una volta per tutte la tua idea di agricoltura naturale!” rispose il Demo-inquinatore, mentre con un gesto della mano ordinava ai suoi corvi di attaccare. La squadra di Rudy non si fece trovare impreparata: gli asinelli e il pony sferravano calci potentissimi, le galline bombardavano con le loro uova magiche, le anatre emettevano suoni disturbanti, mentre le api con il battito delle loro ali ripulivano l’aria.
Giorgio, Paolo e Carlotta continuavano ad unire le loro energie per mantenere intatta la barriera magica.
Ad un tratto il sole si oscurò, il Demo-inquinatore aveva scatenato una vera e propria tempesta di fumi velenosi: gli animali cominciarono ad indebolirsi e la barriera a creparsi. Rudy capì che non poteva sconfiggere il Demo-inquinatore
con la forza, doveva ricorrere alla sua arma segreta: l’intelligenza.
Fu allora che tirò fuori dalla tasca una bottiglietta e sfidando il Demo-inquinatore disse: “Tutti dicono che ti puoi trasformare, ma io non ci credo!
Secondo me non sei capace di entrare in questa bottiglietta!”.
Il Demo-inquinatore, che era famoso per la sua superbia, si infilò senza esitazione nella bottiglietta. Rudy con perfetto tempismo la sigillò con un bel tappo di sughero magico che poteva aprirsi solo con pensieri di bontà di chi vi era imprigionato. In quel momento dal cielo scesero quattro angeli, erano le caprette morte nella fattoria qualche tempo prima, ad opera di lupi che il
Demo-inquinatore aveva addomesticato. Belando al ritmo di una dolce melodia le caprette angelo fecero cadere una leggera pioggia arcobaleno:
l’aria tornò ad essere pulita, il sole a splendere, i corvi scomparvero come bolle di sapone, mentre tutti gli animali feriti si rialzarono in piena salute.
I campi, la fattoria e l’agricoltura sostenibile erano salvi!
Rudy pensò dove poter custodire la bottiglietta con il terribile prigioniero:
nel pozzo? Nelle cantine? Nei sotterranei del castello? Niente di tutto questo:
decise di riporla in casa del mago Giorgio, in cima ad una mensola davanti alla finestra, da cui il Demo-inquinatore avrebbe potuto ammirare ogni giorno la gioia e l’armonia che regnavano in quella fattoria.
Il demone ben presto capì che era il suo modo di vivere a renderlo sempre infelice ed arrabbiato; per la prima volta sentì qualcosa battergli nel petto, il tappo si aprì: il Demo-inquinatore fuoriuscì, trasformandosi, non in un velenoso fumo. né in un terribile tornado puzzolente, ma in un giovane garzone, amante della terra e con tanta voglia di far bene. Demetrio, così fu soprannominato, fu accolto con entusiasmo nella fattoria, dove visse felice e
laborioso per tutta la vita.
Gli alunni della classe IB scuola Giovanni XXIII di Misano Adriatico