16/08/2026
Raggiungibile a piedi… 😃
Nel 1733, a Vicoforte, un architetto piemontese chiuse una cupola ellittica che ancora oggi è la più grande del mondo nel suo genere.
Il paese conta poco più di 3.000 abitanti. La cupola, invece, misura 37,15 metri sull’asse maggiore e 24,80 su quello minore. Non è una leggenda locale: è un primato architettonico riconosciuto dallo stesso Santuario.
Si chiama Santuario della Natività di Maria Regina Montis Regalis, a Vicoforte, in provincia di Cuneo.
E la cosa più sorprendente è che, guardandolo da fuori, è difficile immaginare cosa ci sia sopra la testa di chi entra.
La storia comincia alla fine del Cinquecento, attorno a un’immagine della Madonna dipinta su un pilone campestre. Nel 1596 il progetto del grande santuario prese forma, ma il cantiere avrebbe attraversato quasi due secoli di difficoltà, interruzioni e ripensamenti.
La forma ellittica non fu un capriccio decorativo.
Era già nell'idea originaria del progetto: fu Ercole Negri di Sanfront a intuire la particolare pianta, mentre Ascanio Vitozzi sviluppò il progetto monumentale voluto dai Savoia. Ma il problema vero sarebbe arrivato dopo: come coprire uno spazio enorme con una cupola ellittica in muratura?
Nel Settecento entrò in scena Francesco Gallo, architetto nato a Mondovì nel 1672.
Gallo ripensò la grande cupola in forme barocche e nel 1728 progettò un'enorme struttura lignea provvisoria, il cosiddetto “ponte reale”, destinata a sostenere la volta durante la costruzione.
Nel 1732 completò l'elevazione della cupola.
Nel 1733 terminò anche il cupolino.
Ma la parte più impressionante arrivò dopo.
Quell'enorme armatura di sostegno non poteva semplicemente essere tolta subito. Rimase nel santuario durante le successive fasi di decorazione e fu smantellata soltanto nel 1748, quando ormai la struttura aveva dimostrato di poter sostenere se stessa.
Quindi la storia dell'architetto che avrebbe tolto personalmente le impalcature davanti alla folla come una scommessa sulla propria vita è affascinante, ma non è verificabile con certezza nelle fonti ufficiali del Santuario. Meglio conservarne il fascino senza trasformarlo in un fatto storico.
E sopra quella struttura gigantesca c'è un'altra meraviglia.
La superficie interna è ricoperta da circa 6.032 metri quadrati di pitture, dedicate alla vita della Vergine. È il risultato del lavoro di Mattia Bortoloni e Felice Biella, in un ciclo decorativo che trasformò la cupola in una gigantesca macchina narrativa barocca.
Da fuori sembra una grande chiesa piemontese.
Da dentro, alzando gli occhi, si entra in un mondo intero.
Ed è forse questo il paradosso più bello di Vicoforte: non serve essere a Roma, Firenze o Venezia per trovarsi davanti a qualcosa che appartiene alla storia mondiale dell'architettura.
A volte il record non è nascosto in una capitale.
È in un paese di collina, a pochi chilometri da Mondovì, dove per secoli uomini, architetti, artisti e artigiani hanno continuato a lavorare su un'idea che sembrava troppo grande per quel luogo.
E oggi quella cupola è ancora lì.
Silenziosa.
Enorme.
Quasi incredibile.
Un piccolo paese.
Una cupola immensa.
E un record mondiale che il resto d'Italia sembra essersi dimenticato.
In breve:
— La cupola di Vicoforte è la più grande al mondo tra quelle di forma ellittica, con asse maggiore di 37,15 metri.
— Francesco Gallo completò l'elevazione nel 1732 e il cupolino nel 1733.
— Il ciclo pittorico interno copre circa 6.032 metri quadrati ed è dedicato alla vita della Vergine.