27/04/2014
SCAVO ROCCIA SAN SEBASTIANO
Lo scavo nella grotta di Roccia San Sebastiano in località Incaldana è condotta, con il contributo finanziario del Comune di Mondragone, dall’Università di Roma “Sapienza” in regime di concessione da parte della Soprintendenza archeologica delle Province di Salerno, Avellino, Benevento e Caserta. Lo scavo ha permesso di ampliare l’esplorazione dei livelli più antichi del Paleolitico superiore, al di sotto del livello Gravettiano datato a circa 20.000 anni fa. La sequenza messa finora in luce dimostra, in modo sempre più evidente, la continuità e l’intensità della frequentazione preistorica dell’area del Comune di Mondragone e delle pendici del Monte Massico.
Al di sotto dei livelli già noti fino al 2008, è stato possibile accertare la presenza di un importante livello con resti di fauna e manufatti litici attribuibili alla cosiddetta cultura Aurignaziana, che si colloca in Europa agli inizi del Paleolitico superiore, con datazioni, in altri giacimenti italiani, intorno a circa 30.000 anni fa.
La scoperta certamente più significativa di questa campagna di ricerche è stata tuttavia quella relativa all’esistenza di un livello ancora più antico, approssimativamente databile tra 45.000 e 50.000 anni fa, caratterizzato da un notevole ricchezza di manufatti riferibili al Musteriano, la cultura che precede l’arrivo in Europa dell’Uomo moderno. La scoperta e lo scavo in corso di questo livello documentano la presenza di gruppi umani Neandertaliani, la specie che popolò l’Europa e parte dell’Asia, tra circa 200.000 anni fa fino a poco meno di 30.000 anni fa.
LO SCAVO ARCHEOLOGICO DI ROCCA MONTIS DRACONIS
Si è svolta a settembre la quinta campagna di scavo presso la Rocca Montis Dragonis, l’insediamento fortificato di età medievale che sovrasta l'attuale abitato di Mondragone, in provincia di Caserta. L’indagine archeologica, condotta in collaborazione con la Dott.ssa Graziella Ruggi d’Aragona, responsabile per il territorio della Soprintendenza per i Beni Archeologici delle Province di Napoli e Caserta, è diretta dal Dott. Luigi Crimaco, Direttore del Museo Civico Archeologico della Città di Mondragone e dalla Dott.ssa Francesca Sogliani, ricercatrice CNR-IBAM e docente di Archeologia Medievale dell’Università della Basilicata. Lo scavo ha visto come di consueto la partecipazione attiva di studenti, laureati e specializzandi in archeologia di diversi Atenei italiani. L'insieme architettonico, attestato nella documentazione scritta dagli inizi del XII secolo, costituisce un nucleo insediativo fortificato di notevole interesse e di particolare rilievo rispetto alle caratteristiche di occupazione del territorio in età medievale, così da configurarsi come un esempio paradigmatico del fenomeno dell’incastellamento in questa regione.
La campagna di scavo di quest’anno ha avuto come obbiettivo l’ampliamento delle zone indagate nelle campagne precedenti e cioè il pianoro sommitale, che costituisce il ridotto fortificato originario dell'intero complesso, delimitato da una prima cinta muraria ad andamento fusiforme, ed alcuni edifici del villaggio che si estende ai piedi del primo recinto, occupando il versante occidentale dell’altura, anch’esso a sua volta racchiuso entro una estesa cinta muraria. A ridosso dell’area pavimentata con un massetto di malta lisciata in superficie, relativa ad uno spazio comune aperto funzionale forse alla raccolta e al controllo delle derrate agricole raccolte a valle dai contadini, centrale a tutta l'area sommitale, si intende completare lo scavo degli ambienti occupati dalla grande fornace basso medievale per il vetro rinvenuta l’anno scorso, per comprendere appieno l’articolazione degli edifici ubicati all’interno della prima cinta fortificata. Le strutture rinvenute risultano al momento frequentate fin dall’età federiciana e abbandonate nella seconda metà del XV secolo, come attestano i rinvenimenti ceramici e metallici, assieme a numerose monete databili tra il XIII e la fine del XV secolo. Nel villaggio sottostante si completerà lo scavo della necropoli all’interno e all’esterno della chiesa a navata unica monoabsidata, ubicata al margine occidentale del borgo, già iniziato nel 2001. Al momento sono state messe in luce una quarantina di sepolture all’interno della navata, relative ad individui adulti e a bambini appartenenti probabilmente a nuclei familiari distinti. All’esterno dell’edificio religioso è stata scoperta la strada di accesso che metteva in comunicazione la chiesa ed i suoi annessi con il resto dell’abitato ed è stato così possibile integrare i dati relativi alla viabilità interna dell’insediamento fortificato. Oggetto di particolare interesse quest’anno saranno gli edifici che sono stati individuati all’esterno dell’abside della chiesa già nella scorsa campagna, il cui scavo chiarirà meglio la sistemazione dell’area e le trasformazioni della viabilità di collegamento tra la chiesa ed il grande torrione esagonale di età federiciana.
LA VIA APPIA A MONDRAGONE
Importante ritrovamento di un tratto dell’Appia a Mondragone, paese situato tra la piana del Volturno e quella del Garigliano.
Il tratto in questione, che è stato portato alla luce intorno al 2002 ,si trova nella zona dell’odierno cimitero ed attraversa la campagna di Mondragone, a settentrione dalla zona Levagnole a Porto di Carro, ai piedi del Colle Petrino fino al cimitero e da qui oltre il Ponte Campano.
La via Appia fu fatta costruire tra il 313 e il 310 a.C. su ordine di Appio Claudio Cieco il censore .
Essa, alta opera di ingegneria romana, aveva non solo lo scopo di espansione verso sud, ma rivestiva anche uno scopo commerciale con l’oriente e con l’africa, arrivando fino a Brindisi.
Nelle vicinanze del ritrovamento dell’Appia, inoltre, sono “risorti”, nel loro splendore, i resti, probabilmente, di un’antica villa romana, anche se esistono ipotesi, non accertate, che potesse trattarsi di una sorta di ostello dove, probabilmente, dovette fermarsi anche il celebre poeta Orazio, durante il suo viaggio per Brindisi( Sermones, 1.5).
QUALCHE CURIOSITA’ SULLA STRADA: dalla fine dell’800 , lungo questo tratto, neipressi della Chiesetta di San Rocco, si svolgeva, dal 23 al 25 agosto, la fiera del bestiame, detta fiera di San Bartolomeo, risalente a un’antica tradizione.