03/06/2026
C'è stato un tempo in cui il centro del mondo conosciuto era qui, in Puglia. E aveva il volto di un imperatore che parlava sei lingue, l'arabo compreso, e che il suo tempo chiamò Stupor Mundi: lo stupore del mondo.
Federico II di Svevia poteva scegliere qualsiasi terra del suo impero, la Germania, la Sicilia di sua madre, le ricche città del Nord. Scelse la Puglia. Qui spostò il cuore del regno, a Foggia, che volle sua capitale e dove innalzò i suoi palazzi imperiali. Qui cacciava con i falchi, e sui falchi scrisse perfino un trattato. Qui, in piena epoca di crociate, circondò la sua corte di scienziati arabi ed ebrei, fondò un'università e diede al regno leggi che ancora oggi parlano di modernità.
E qui lasciò la sua firma più celebre: Castel del Monte, l'ottagono perfetto che domina le campagne di Andria. Un castello senza fossato e senza ponte levatoio, più corona che fortezza, così enigmatico che ancora oggi ci interroghiamo sul suo significato. È Patrimonio dell'Umanità, ed è talmente simbolo di questa terra da essere inciso sulla moneta da un centesimo: la Puglia, letteralmente, nelle tasche di tutti gli italiani.
Anche la sua storia si chiude qui, tra noi. Gli avevano predetto che sarebbe morto sotto un fiore, e lui per questo diffidava di Firenze. Invece morì il 13 dicembre 1250 a Castel Fiorentino, un borgo del Foggiano: il fiore era quello. Lo Stupor Mundi se ne andava nella terra che aveva amato di più.
Di lui, oggi, in Puglia resta una corona di castelli, da Bari a Trani, da Lucera a Gioia del Colle, e l'orgoglio di essere stati, per qualche decennio, il cuore pulsante di un impero.