23/07/2026
Nella storia della Chiesa cattolica è successo pochissime volte. E uno di quei luoghi è in Puglia, a Conversano, in provincia di Bari.
Qui, dal 1266 al 1810, per quasi sei secoli, a esercitare un'autorità straordinaria furono le badesse mitrate del monastero di San Benedetto. Tutto iniziò quando papa Clemente IV affidò il monastero a un gruppo di monache provenienti dalla Grecia, guidate da Dametta Paleologo. Pochi anni dopo papa Gregorio X confermò alla badessa privilegi eccezionali: il diritto di portare la mitra e il pastorale, simboli normalmente riservati ai vescovi, e di esercitare la giurisdizione sul clero del territorio di Castellana.
Da quel momento la badessa di Conversano non fu una semplice monaca. Governava il monastero, amministrava beni e territori e aveva autorità anche su sacerdoti e chiese soggetti alla sua abbazia. A Natale, a Pasqua e in occasione dell'elezione di una nuova badessa, il clero maschile le rendeva omaggio con il tradizionale baciamano: lei sedeva sul trono abbaziale, sotto un baldacchino, mentre i sacerdoti si avvicinavano uno alla volta per baciarle la mano.
Un'autorità femminile tanto insolita suscitò per secoli l'opposizione di molti vescovi, che definirono quell'abbazia *Monstrum Apuliae*, un'espressione latina con cui indicavano un caso straordinario e senza paragoni nella Chiesa occidentale. Le badesse godevano inoltre della protezione dei potenti conti Acquaviva d'Aragona, ai quali diverse di loro erano imparentate, un legame che ne rafforzò ulteriormente il prestigio e l'autonomia.
Era la stessa Puglia che, negli stessi secoli, vedeva processare le presunte masciare, le streghe della tradizione popolare. Da una parte donne investite di un'autorità religiosa riconosciuta dalla Chiesa; dall'altra donne accusate di praticare la magia e perseguitate dai tribunali.
Quell'eccezionale esperienza si concluse nel 1810, quando Gioacchino Murat, re di Napoli, soppresse il monastero nell'ambito delle riforme napoleoniche. Una tradizione successiva gli attribuisce la frase latina *"Deleatur hoc Monstrum Apuliae"* ("sia cancellato questo Monstrum Apuliae"), anche se gli storici non hanno trovato prove certe che fosse realmente riportata nel decreto ufficiale. Con quella soppressione terminò una delle vicende più singolari della storia della Chiesa e del Mezzogiorno d'Italia.