20/11/2025
By Roberto Romani
Escursione alle GINOCCHIATE DI SANTA BARBARA in località Pietre Cavate, e alla PANCHINA GIGANTE, in comune di Pieve a Nievole, Valdinievole (Pistoia)
LA LEGGENDA DI SANTA BARBARA
Data e luogo natale di Barbara sono incerti, ma la leggenda più accreditata vuole che sia nata a Nicomedia (Turchia) nel 273 d.C.
Quando l’Impero Romano venne riorganizzato da Diocleziano, il padre Dioscuro, ricco funzionario imperiale, si trasferì nel 286 con la famiglia nella città etrusca di Numadia (provincia di Rieti) dove, per compiacere l’imperatore, divenne un feroce persecutore dei cristiani.
La fanciulla era desiderata come sposa da molti nobili, ma Dioscuro, geloso e possessivo, fece realizzare per lei una prigione dorata, dove la figlia viveva serena in preghiera e meditazione, avendo segretamente deciso di consacrarsi a Dio, fino a quando il padre decise di maritarla. Al rifiuto della figlia di accettare la sua decisione, Dioscuro divenne furioso, tramutando il suo affetto in odio: la percosse provocandole profonde ferite, che guarirono quasi subito, e altrettanto miracolosamente Barbara riuscì ad evadere dalla prigione fuggendo verso i boschi.
La tradizione popolare individua il rifugio di S. Barbara in una località nei pressi di Rieti, dove i fedeli sofferenti andavano a cercare sollievo ai loro mali dalle pietre che ricordavano il suo passaggio. Una consuetudine quasi identica si verifica sulla collina di Montecatini, in località Le Pietre Cavate, sulle nicchie nella pietra dette ginocchiate di S. Barbara.
Raggiunta quindi la figlia, Dioscuro la fece prigioniera, consegnandola al prefetto e chiedendo che fosse torturata e giustiziata. Il prefetto, stupito del comportamento del padre, cercò di convincerlo a ritirare la denuncia e invitò Barbara a rinunciare alla fede cristiana, ma al suo deciso rifiuto ne seguì la condanna a morte e Dioscuro ottenne di poter eseguire egli stesso la sentenza sulla figlia.
Ben presto il culto verso la santa martire si diffuse in tutto l’Impero e molte località e chiese vantano il possesso delle reliquie di S. Barbara.
Secondo la tradizione, le spoglie di Barbara sarebbero state trasportate a Venezia per mezzo dei crociati e una parte delle reliquie sarebbe stata donata a Pisa a sostegno di un accordo militare contro la nemica Genova. In seguito Pisa avrebbe separato una parte del cranio per offrirla a Montecatini, per sancire un’alleanza strategica sotto Uguccione della Faggiola (nella Chiesa Primaziale di Pisa si trova la parte della mandibola che combacia perfettamente con il teschio conservato a Montecatini Alto).