UGL Terziario Bacino Euganeo

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sopratutto serietà nello svolgere il proprio mandato. Noi siamo convinti che fare sindacato sia l'esprimere al meglio il ruolo di parte che ci siamo prefissi: la difesa e la tutela del lavoro e dei lavoratori. Certo, garantendo responsabilità, mediazione, se occorre, ma senza dimenticare mai il ruolo che ci riguarda. Tutela e difesa, contrattazione, servizi, politiche sociale del lavoro e della famiglia, assistenza contrattuale e legale; questi i nostri obiettivi. E siamo in grado di garantirli con mezzi, strumenti, uomini e delegati che credono in quello che stanno facendo.

TFR e Fondi PensioneMolte criticità e poca chiarezza.Stagionali e Intermittenti rischio dispersione del TFRSempre più co...
29/07/2026

TFR e Fondi Pensione
Molte criticità e poca chiarezza.

Stagionali e Intermittenti rischio dispersione del TFR

Sempre più confusione esce dalla nuova legge di modifica sulle tempistiche di scelta del proprio TFR.
Il silenzio assenso è oggi ancor più in agguato per quei lavoratori che non sanno cosa fare.
Ormai i Governi (ma non solo) stanno completamente tentando di smobilitare il salario dei lavoratori a beneficio dei fondi previdenziali pur di non garantire quanto disposto dal secondo comma dell'art. 38 della Costituzione in fatto di diritto alla pensione.
Come la Sanità, anche la Pensione viene messa sempre più in discussione spostando la responsabilità al cittadino/lavoratore a doversela garantire (forse) attraverso il suo salario differito.
Infatti la previdenza integrativa, sviluppata su investimenti finanziari senza garanzie, viene indicata come "la soluzione" al sistema pensionistico. Siamo alla follia pura.
Si vuole far giocare d'azzardo ai lavoratori sulle loro pensioni.
Se va bene (ce lo auguriamo tutti) nessun problema, ma se dovesse andar male? Le crisi finanziarie ormai sono sempre più all'ordine del giorno. Lo Stato sta definendo il sistema previdenziale integrativo "privato" legato non all'aspettativa di vita ma solo alla speranza...che vada tutto bene.

Ci auguriamo un cambio di visione e che venga applicato appieno quanto indicato nei principi costituzionali.

Nel frattempo segnaliamo alcune domande e risposte sul tema.

Cosa cambia per il TFR dal primo luglio 2026? Dal 1° luglio 2026, le persone neoassunte del settore privato hanno 60 giorni dall’assunzione per decidere dove destinare il TFR. Se non scelgono, allora scatta il meccanismo dell’adesione automatica e il TFR viene conferito automaticamente al fondo pensione individuato dalla normativa e dal contratto collettivo applicato.

Quanto tempo ho per decidere dove destinare il TFR? Chi è assunto dal primo luglio 2026 ha 60 giorni di tempo dall’assunzione per scegliere se lasciare il TFR in azienda o destinarlo a una forma di previdenza complementare. In assenza di una scelta, si applica, appunto, il meccanismo dell’adesione automatica.

La riforma del TFR vale anche per chi è già assunto? Le nuove regole sull’adesione automatica in merito alla destinazione del TFR non valgono per chi è stato assunto prima del primo luglio 2026 e in passato ha già espresso una scelta valida. Se non si è fatto la scelta, pur essendo stati assunti in precedenza, a scanso di equivoci , occorre comunque farlo.

Cosa succede se non scelgo entro 60 giorni dall’assunzione? In assenza di una scelta esplicita, il TFR non resta automaticamente in azienda. Scatta invece il meccanismo dell’adesione automatica e le somme vengono destinate alla forma di previdenza complementare prevista.

Posso cambiare idea dopo aver scelto il fondo pensione? Puoi trasferire la posizione maturata a un’altra forma di previdenza complementare (trascorsi i due anni), ma non puoi più tornare indietro e destinare il TFR esclusivamente in azienda. Per questo, prima di decidere, è sempre bene informarsi sulle regole previste.

Conviene di più il TFR in azienda o in un fondo pensione? La scelta dipende da diversi fattori, fra i quali l’età, l’orizzonte temporale, la situazione lavorativa, la propensione al rischio e le varie esigenze personali. Per questo è importante valutare attentamente le caratteristiche delle varie opzioni.

Quanto rende mediamente un fondo pensione rispetto al TFR in azienda? I fondi pensione e il TFR seguono logiche diverse: il TFR viene rivalutato secondo una formula stabilita e garantita dalla legge, mentre i fondi pensione possono ottenere risultati differenti in base all’andamento dei mercati e alla linea d’investimento scelta. Tieni presente che i rendimenti passati non costituiscono una garanzia per quelli futuri.

LICENZIAMENTO SILENZIOSO            (Quiet Firing)Negli ultimi anni si sono moltiplicate le segnalazioni di lavoratori c...
28/07/2026

LICENZIAMENTO SILENZIOSO
(Quiet Firing)

Negli ultimi anni si sono moltiplicate le segnalazioni di lavoratori che denunciano pressioni, atteggiamenti ostili e strategie aziendali volte a spingerli alle dimissioni senza un licenziamento formale. Si parla in questi casi di licenziamento silenzioso, o quiet firing: una modalità subdola con cui alcuni datori di lavoro cercano di “liberarsi” di un dipendente evitando le implicazioni legali, economiche e reputazionali di un licenziamento diretto.

Questa prassi non è soltanto scorretta sul piano umano ed etico: in molti casi rappresenta una violazione grave delle norme a tutela del lavoratore, a cominciare da quelle in materia di salute, sicurezza e dignità sul posto di lavoro.

Il licenziamento silenzioso non si concretizza in un atto formale, ma si manifesta attraverso una serie di comportamenti e omissioni che rendono l’ambiente lavorativo insostenibile, minando il benessere psicologico del lavoratore fino a costringerlo ad andarsene. I segnali più frequenti includono:

Esclusione sistematica dalle riunioni o dalle comunicazioni importanti;
Svalutazione sistematica del lavoro svolto, anche in presenza di risultati positivi;
Mancata assegnazione di compiti o inattività prolungata senza spiegazioni;
Cambio repentino e immotivato di mansioni, talvolta peggiorative;
Rifiuto ingiustificato di ferie, permessi o richieste legittime;
Isolamento dal gruppo di lavoro, mancanza di confronto o emarginazione deliberata.

In questi casi, il dipendente può sentirsi spinto alle dimissioni come unica via d’uscita da un contesto tossico, pur senza ricevere alcun provvedimento ufficiale.

Nonostante l’apparente assenza di un atto formale, il licenziamento silenzioso può violare diverse disposizioni del diritto del lavoro:

Violazione dell’articolo 2087 del Codice Civile
Il datore di lavoro ha l’obbligo giuridico di tutelare l’integrità fisica e morale del lavoratore. Comportamenti o omissioni che creano un ambiente ostile o stressante violano chiaramente questa norma.
Inadempienza alle norme in materia di salute e sicurezza sul lavoro
Il Decreto Legislativo 81/2008 richiede la valutazione e gestione anche dei rischi psicosociali, tra cui lo stress da lavoro correlato. Non affrontare o addirittura generare tali rischi costituisce una grave inadempienza.
Possibile configurazione di mobbing
Se i comportamenti ostili sono sistematici, reiterati e finalizzati a danneggiare il lavoratore, ci si può trovare di fronte a un vero e proprio caso di mobbing, con tutti i risvolti legali che ne derivano, compreso il diritto a un risarcimento.
Dimissioni per giusta causa
Qualora il lavoratore riesca a dimostrare che le dimissioni sono state indotte da comportamenti vessatori e ingiustificati, può ottenere il riconoscimento della giusta causa. Questo comporta non solo l’accesso immediato alla NASpI, ma anche la possibilità di chiedere un risarcimento per i danni subiti. In questo caso il datore di lavoro sarà anche costretto a pagare il ticket di licenziamento.

Il licenziamento silenzioso non lascia una lettera, ma lascia tracce: nei comportamenti del datore di lavoro, nei turni modificati senza motivo, nelle email ignorate o nei feedback assenti. Tutto ciò può e deve essere documentato. È fondamentale che chi si trova in questa situazione raccolga prove e si rivolga tempestivamente a un rappresentante sindacale o a un avvocato esperto in diritto del lavoro.

Il licenziamento silenzioso è una forma moderna e insidiosa di abuso lavorativo. Colpisce senza lasciare segni apparenti, ma produce effetti concreti sulla salute mentale e sulla dignità del lavoratore. La legge, però, offre strumenti di tutela. Occorre conoscere i propri diritti, saper riconoscere i segnali e agire per tempo. Perché la tutela del lavoro non è una concessione, ma un diritto sancito e protetto.

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Abbiamo chiesto l'incontro al nuovo presidente e assessore al lavoro della regione Veneto.
Attendiamo di essere convocati!

Vorremo anche un forte appoggio dei lavoratori per far sentire la voce dellintero Bacino Termale Euganeo per questa importante tematica.

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15/01/2026

Domani mattina (16.01.20226) la troupe del programma Uno Mattina di RAI1 è a Montegrotto ad intervistare in diretta la nostra Carla per parlare degli orari dei bus e i qrcode.
Proteggiamo i nosti anziani sostenendoli solidarmente...sempre.

Indirizzo

Via Aureliana 16
Montegrotto Terme
35036

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 12:30
15:00 - 19:00
Martedì 09:00 - 12:30
15:00 - 19:00
Mercoledì 09:00 - 12:30
15:00 - 19:00
Giovedì 09:00 - 12:30
15:00 - 19:00
Venerdì 09:00 - 12:30
15:00 - 19:00

Telefono

049 8912568

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