07/08/2026
Tanto è per pochi giorni. Poi andranno via tutti.”
Un pomeriggio dei primi giorni di agosto. Una strada qualsiasi dell'entroterra calabrese. Non una strada di montagna sperduta chissà dove, ma una strada collinare, in una zona ben collegata all'autostrada, a pochi chilometri da paesi di 3.000, 3.500 abitanti.
Mi fermo a una p***a di carburante per fare rifornimento e noto un movimento insolito di automobili.
«Bel movimento oggi, vero?», dico al ragazzo addetto alla p***a.
È giovane, ma la sua risposta ha qualcosa di disarmante.
«Tanto è per pochi giorni. Poi andranno via tutti».
Una frase semplice. Quasi detta senza pensarci.
Eppure mi è rimasta dentro.
Perché in quelle poche parole c'è forse una delle ferite più profonde della Calabria: la sua capacità di ripopolarsi per qualche settimana e di tornare vuota subito dopo.
Ad agosto i nostri paesi cambiano volto.
Le piazze tornano a riempirsi. I bar lavorano. Le strade si animano. Le case chiuse per dieci, undici mesi riaprono le finestre. Tornano i figli, i nipoti, gli amici partiti tanti anni fa. Ci si incontra, ci si riconosce, ci si abbraccia.
E tornano le feste, le sagre (a volte improbabili), i concerti, i fuochi d'artificio. Qualche volta persino manifestazioni che sembrano organizzate più per ricordarci che esistiamo ancora che per costruire davvero qualcosa.
Per qualche settimana sembra un'altra Calabria.
E viene quasi da chiedersi come sarebbe questa terra se tutta quella gente potesse tornare non soltanto per agosto, ma per vivere, lavorare e costruire qui il proprio futuro.
Io sono cresciuto negli anni Ottanta. Anche allora la Calabria conosceva l'emigrazione. Anche allora molti partivano.
Ma i nostri paesi non erano ancora diventati, in tanti casi, quello che rischiano di essere oggi: luoghi che si riempiono d'estate e si svuotano d'inverno.
È questo il paradosso.
Per qualche giorno vediamo ciò che i nostri paesi potrebbero essere. E proprio per questo, quando agosto finisce, il vuoto fa ancora più male.
Serena Brancale, Delia e Levante cantano:
“Le signore sulle sedie quando torno al mio paese,
tra le piazze sempre piene quando torno al mio paese…”
È un'immagine bellissima, ma che dura un soffio di vento: 2, 3 settimane
Perché tra qualche giorno le automobili riprenderanno la strada verso il Nord, verso le grandi città, verso l'estero.
Le case torneranno a chiudere le finestre.
Le piazze si svuoteranno.
E alla p***a di benzina il ragazzo tornerà a vedere poche auto passare.
Rimarranno i soliti noti.
Forse.
testo Vito Di Napoli