17/07/2021
Ecco le 5 curiosità sul Limone di Sorrento che forse sapevi o forse no
Qual è l’origine?
Il Limone di Sorrento ha antenati che risalgono addirittura all’epoca romana. Su numerosi dipinti e mosaici rinvenuti negli scavi di Pompei ed Ercolano sono raffigurati, infatti, limoni molto simili agli attuali “massesi” e “ovali sorrentini” che ne testimoniano l’utilizzo. La presenza di questi agrumi nell’area sorrentina è certificata da documenti storici del 1500. Ancora oggi esiste uno dei primi fondi coltivati, nominato “Il Gesù”, situato nella Conca di Guarazzanno, tra Sorrento e Massalubrense. Questa testimonianza avvalora la tesi che è proprio da questi due comuni della Pen*sola Sorrentina che hanno avuto origine i nomi delle varietà da cui si trae il prodotto: “Ovale di Sorrento” e “Massese”. Nell’800, poi, lo storico Bonaventura da Sorrento ne testimonia la spedizione in tutto il mondo, soprattutto attraverso i bastimenti diretti verso l’America.
Come si coltiva il Limone di Sorrento?
Il “Limone di Sorrento” IGP è coltivato in tutti i comuni della Pen*sola Sorrentina e precisamente: Massa Lubrense, Meta, Piano di Sorrento, Sant’Agnello, Sorrento, Vico Equense, oltre che nell’isola di Capri, con i due comuni Capri ed Anacapri. Grazie alla tenacia e alle capacità dei produttori locali e soprattutto grazie al loro impegno il paesaggio è andato a conformarsi alle loro esigenze: i famosi terrazzamenti e le mitiche “coperture” dei limoneti, denominati “giardini di limone”, connotano fortemente la pen*sola sorrentina e contribuiscono alla sua fama nel mondo. Le caratteristiche di qualità del “Limone di Sorrento” sono esaltate dalle particolari tecniche di produzione, legate appunto alla coltivazione delle piante sotto il famoso “pergolato sorrentino”, formato da coperture di canne (pagliarelle) sostenute da pali di castagno. Tali strutture, oltre a proteggere i limoni dai venti invernali e dalle eventuali grandinate, hanno la funzione di ritardare la maturazione dei frutti.