10/12/2022
"(...) Quando allontanai la mano, alcune gocce di sangue caddero sulle lenzuola bianche del letto di Oloferne. Il contrasto tra rosso intenso e brillante e il bianco mi entusiasmò. Spremendo, feci spillare altro sangue, godendo del dolore e lo feci cadere sotto la sua testa, mescolai del vermiglione e del ruggine per eguagliare quel rosso e ne aggiunsi altro. Torrenti di sangue. Una cascata di intenso cremisi, che imbeveva i drappeggi del ricco copriletto. Come il sangue che aveva imbevuto le mie maniche in tribunale. O il sangue che avevo cercato di tamponare dopo il primo stupro. E macchie di sangue sulle nocche di Giuditta. Se Roma era assetata di effetti spettacolari, effetti spettacolari le avrei dato.(...)".
(Da "La passione di Artemisia", Susan Vreeland)
In foto: "Giuditta che decapita Oloferne" di Artemisia Gentileschi
Artemisia è uno dei personaggi di cui amo maggiormente parlare. Una donna del Seicento, con una storia molto attuale. Doppiamente violentata, da Agostino Tassi e dall'opinione pubblica, come accade, ancora oggi, a tante donne.
La violenza non è solo violenza fisica.
Ieri c'è stata l'inaugurazione di una mostra, a palazzo Piacentini, nelle Gallerie d'Italia, in via Toledo. Se vorrete, la visiteremo insieme.
Potete richiedere un tour privato o attendere il mio tour di gruppo.
(Immagine presa dal web).