Il Viaggio di Dante - Napoli Family / Bed and Breakfast Napoli

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Il Viaggio di Dante - Napoli Family / Bed and Breakfast Napoli Camere e colazione inclusa. Posizione centralissima! Metro 1 Dante. Vico Carceri Sanfelice 13, 80132

10/05/2026

Auguri a tutte le mamme del mondo e soprattutto a tutte le mamme del nostro magnifico gruppo Host Italia - sez. Napoli instancabili e sempre sorridenti, perché a volte "ce vò 'a pacienza 'e Giobbe"🤣🤣🤣🤣🤣🤣



04/05/2026

A Napoli, il 4 maggio (in napoletano 'o quatt' 'e maggio) è storicamente il giorno dedicato ai traslochi e agli sfratti. La tradizione risale al 1611, quando il viceré spagnolo stabilì questa data unica per cambiare casa, creando un enorme trambusto in città. Oggi l'espressione indica disordine, confusione o un grande cambiamento.Significato e origini:Origine Storica: Nel 1611, il viceré Pedro Fernández de Castro stabilì che tutti i contratti di affitto dovevano scadere il 4 maggio, creando una singola giornata di "follia" organizzata per evitare il caos continuo dei traslochi in città.Significato Popolare: La data era famosa per il viavai di carretti pieni di mobili per le strade, definita come una vera e propria giornata di "ammuina" (confusione).Modi di dire:"Fà 'o quatt' 'e maggio": Significa traslocare, ma anche mettere a soqquadro una casa."Mo succede 'o quatt' 'e maggio": Si usa quando si prevede un gran caos o un "finimondo"."Dà 'o quatt' 'e maggio": Significa dare lo sfratto o lasciare bruscamente qualcuno.Anche se oggi la norma non è più in vigore, la frase resta profondamente radicata nel folclore partenopeo per indicare disordine o un grande cambiamento.

Caro Host, e sei interessata a contenuti da raccontare ai tuoi ospiti, condividi questo post e continua a seguirci. Il nostro Gabriele Di Grezia conosce aneddoti e storie della vera Napoli, quella che non si dimentica e ti fa desiderare si tornare!




30/04/2026

LA CITTÀ CHE VORREI
La città che vorrei non è una vetrina senz’anima, buona solo per essere raccontata attraverso stereotipi consumati. Ma non è nemmeno una narrazione perennemente arrabbiata, che descrive Napoli come un luogo immobile.

La città che vorrei è una città reale. Dove l’immagine non è un trucco pubblicitario, ma il riflesso di ciò che accade ogni giorno.

Vorrei una città proiettata nel futuro. Ma il futuro non si costruisce cancellando le proprie radici: si usa la propria storia come energia per inventarlo. Napoli ha un patrimonio culturale unico, ed è da lì che deve evolversi per dettare i tempi della contemporaneità invece di inseguirli. Perché se non guidiamo il cambiamento, finiremo per esserne colonizzati, restando cristallizzati in un folklore che non ci appartiene più.

Si parla spesso di partecipazione, ma la partecipazione non può essere uno slogan: deve diventare corresponsabilità. Significa che cittadini e amministrazione devono sentirsi parte di un unico impegno per la cura del bene comune. Quando si citano casi complessi come Bagnoli o lo Stadio Diego Armando Maradona, governare significa assumersi la responsabilità di scegliere, non limitarsi a evocare soluzioni.

La città che vorrei non demonizza la propria economia. Turismo e accoglienza non sono il problema, ma parte della risposta. Il punto è governarli con equilibrio: non esiste conflitto tra turismo e diritti, se l’accoglienza diventa lo strumento per alzare la qualità della vita di chi resta. Una città che funziona meglio per i suoi abitanti è, per definizione, una città che accoglie meglio il mondo.

La sfida è tenere insieme tutto: l’identità che ci protegge e l’innovazione che ci libera.

La città che vorrei non ha bisogno di essere raccontata per quello che dovrebbe essere. Ha bisogno di essere costruita, giorno dopo giorno, per quello che può diventare. Lo dobbiamo a tutti. A noi. E ai nostri figli.



08/04/2026

Ci siamo quasi…

Il Cimitero delle Fontanelle sta per riaprire alla città!

Mercoledì 8 aprile alle ore 11.30, nella Sala Giunta di Palazzo San Giacomo, si terrà la conferenza stampa promossa nell’ambito del Partenariato Speciale Pubblico-Privato tra il Comune di Napoli e la nostra cooperativa La Paranza, in cui presenteremo il progetto di valorizzazione del Cimitero delle Fontanelle.

Illustreremo nel dettaglio il modello di gestione, le modalità di fruizione del sito e le azioni di valorizzazione promosse dal Comune, dalla nostra cooperativa e dal gruppo di giovani architetti del programma G124, ideato e sostenuto da Renzo Piano.

Ma sopratutto, annunceremo la data ufficiale di inaugurazione e apertura al pubblico del sito!

Stiamo per vivere un momento storico per il Rione Sanità e per la città: un traguardo straordinario, reso possibile grazie alla sinergia tra istituzioni, Chiesa, fondazioni e comunità locale.

Restate connessi… manca davvero poco all’apertura.

P.s. Questa è la pagina ufficiale per seguire il Cimitero delle Fontanelle, ricevere notizie e restare aggiornati!

Comune di Napoli





pH.

01/04/2026
31/03/2026

Se ci segui e apprezzi quello che facciamo per il settore extralberghiero adesso è il momento giusto per entrare a far parte della famiglia Host Italia. Dal 1 aprile 2026 inizia l'anno associativo che finirà il 31 marzo 2027.
Associarsi è facile, segui il link e iscriviti https://hostitalia.org/associazione/
Ti aspetta un mondo di servizi e di aggiornamenti sul settore oltre a formazione tutto l'anno. Qui a Napoli troverai una delegazione molto attiva e intraprendente! Siamo sulla bocca di tanti e ogni giorno sempre più partner ci scelgono per rendere la nostra città turisticamente più attraente e vivibile anche per noi, che qui, abbiamo scelto di restare!

Ti aspettiamo!




20/03/2026

NO ALLA VARIANTE DEL COMUNE DI NAPOLI: REGOLE GIUSTE, NON PENALIZZAZIONI INDISCRIMINATE.

05/03/2026
27/02/2026

NON CI RESTA CHE PIANGERE ......O RIDERE?
Con la delibera n.637 del dicembre 2025 il Comune di Napoli ha deciso di intervenire sull’offerta turistica extralberghiera, colpendo in modo mirato quella non imprenditoriale. Un limite secco: 30%. Una percentuale diventata improvvisamente dogma. Ma basata su quali dati ufficiali? Su quali studi pubblici? Su quale analisi comparativa? Se l’obiettivo dichiarato è tutelare la residenzialità, perché il minimo deve essere il 70%? Perché non il 40%? Perché non il 50%? Come si arriva esattamente al 70%? Qual è il percorso tecnico e statistico che giustifica quella soglia? Perché il provvedimento riguarda solo il non imprenditoriale? Perché si interviene sulla libertà contrattuale incidendo, di fatto, sull’equilibrio previsto dall’art.1571 c.c.? E soprattutto: come verrà applicata questa percentuale nel centro storico? Con quali criteri oggettivi? Con quale mappatura? Con quale graduatoria? Domande legittime. Risposte, al momento, poche. Anzi, nessuna. Si introducono nuove sottocategorie per le locazioni turistiche, si ridisegnano equilibri economici consolidati, si crea incertezza giuridica in un settore che già vive di normative complesse e stratificate. Questa non è una misura neutra. È una scelta politica. Le percentuali non si estraggono a sorte. Non si governa con numeri simbolici. Non si tutela la città creando disparità. Come associazione faremo tutto ciò che è nelle nostre possibilità per far emergere incongruenze, vuoti normativi e criticità applicative. Con fermezza. Con competenza. Nelle sedi opportune. Perché qui non è in discussione solo un settore economico. È in discussione un principio. Un principio di equilibrio. Un principio di legalità. E allora, davanti a tutto questo… non ci resta che piangere o ridere?





Indirizzo

Vico Carceri San Felice 13/Piazza Dante
Naples
80135

Sito Web

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