Il Ghiro del Vesuvio

Il Ghiro del Vesuvio Bed & Breakfast .Peace&Relax
in the centre of Trecase, Province of Napoli ,Italy. We rent independent houses.

Bagni Regina Giovanna 💣💣❤️
20/04/2018

Bagni Regina Giovanna 💣💣❤️

Grazie mille a tutti per gli Auguri  dal Il Ghiro del Vesuvio
03/04/2018

Grazie mille a tutti per gli Auguri dal Il Ghiro del Vesuvio

27/03/2018

Buon Appetito dal Ghiro del Vesuvio ❤️🔥💥
Gino Sorbillo Artista Pizza Napoletana

                       #
21/03/2018

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Piazza San Gennaro a   il luogo in cui questa piccola cittadina alle falde del Vesuvio ha avuto origine. In foto il deli...
20/03/2018

Piazza San Gennaro a il luogo in cui questa piccola cittadina alle falde del Vesuvio ha avuto origine. In foto il delizioso Santuario di S.Maria delle Grazie e San Gennaro.

Buona giornata dal Ghiro del Vesuvio
27/02/2018

Buona giornata dal Ghiro del Vesuvio

Festival MANN/Muse al Museo_Seconda edizioneMUSEO ARCHEOLOGICO NAZIONALE DI NAPOLIQUANDODA MERCOLEDÌ, 21  A MERCOLEDÌ, 2...
23/02/2018

Festival MANN/Muse al Museo_Seconda edizione

MUSEO ARCHEOLOGICO NAZIONALE DI NAPOLI
QUANDO

DA MERCOLEDÌ, 21 A MERCOLEDÌ, 28 MARZO 2018

ORARIO

10.00 - 21.00
ORARIO INIZIO SPETTACOLI COME DA PROGRAMMAZIONE
TARIFFE
FESTIVAL MANN/MUSE AL MUSEO_SECONDA EDIZIONE. MUSICA, TEATRO, DANZA, PERFORMANCE, INCONTRI, CINEMA, LETTERATURA, ARTE
Napoli
Grandi Eventi

8 giorni/ musica/ teatro/ danza/ performance/ incontri/ cinema/ letteratura/ arte
8 spettacoli nella Sala della Meridiana alle ore 21
Tra gli oltre 100 ospiti: Richard Galliano, Daniel Pennac, Rick Wakeman, Michael Nyman, Roberto Vecchioni, Elio, Gaetano Curreri e Paolo Fresu, Mariangela D’Abbraccio e Carolina Rosi, Carlo Verdone, Nino Frassica, The Jackal, Massimo Bubola, Cristiano Godano, Marina Rei, Paolo Benvegnù, Maurizio De Giovanni, Alvin Curran, Ciro Longobardi, Riccardo Bertoncelli, Andrea Scanzi, Luca Telese, Andrea Zorzi
2 appuntamenti “Fuoriclassico” con Luciano Canfora e Hisham Matar (Premio Pulitzer)
2 installazioni/mosaici e tecnologia/il Pavimento di Alessandro/i Musici ambulanti

Link Del Programma Completo!!!
https://www.museoarcheologiconapoli.it/wp-content/uploads/2018/02/Programma-festivalMANN2018.pdf

Il   della Villa di Poppea.Via Sepolcri, 80058 Torre Annunziata NALa villa di Poppea, in un primo momento denominata "vi...
23/02/2018

Il della Villa di Poppea.
Via Sepolcri, 80058 Torre Annunziata NA
La villa di Poppea, in un primo momento denominata "villa A", è stata scavata per la prima volta nel '700 con alterne fortune, mentre un recupero più ampio e sistematico si è avuto solo a partire dal 1968: si tratta di una villa d'otium dove comunque non mancavano sale dedicate alla produzione del vino e dell'olio. La villa, risalente al I secolo a.C. ed ampliata nel corso dell'età claudia, viene attribuita a Poppea Sabina per l'iscrizione dipinta su un'anfora, indirizzata ad un liberto della moglie di Nerone; al momento dell'eruzione del Vesuvio la villa era disabitata, forse in fase di restauro a causa del terremoto di Pompei del 62 e tutti gli oggetti sono stati ritrovati accantonati in alcune stanze. Ad oggi la costruzione non è ancora interamente scavata: l'area riportata alla luce corrisponde alla zona orientale, mentre l'ingresso principale e la zona occidentale sono ancora da recuperare ostacolati anche dalla presenza di una strada moderna ed un edificio militare.

Orari :
venerdì 08:30–17
sabato 08:30–17
domenica 08:30–17
lunedì 08:30–17
martedì 08:30–17
mercoledì 08:30–17
giovedì 08:30–17

Da  La misteriosa vicenda dello Scheletro della Villa "A".La “vicenda dello Scheletro”, ritrovato nei pressi del Larario...
15/02/2018

Da

La misteriosa vicenda dello Scheletro della Villa "A".

La “vicenda dello Scheletro”, ritrovato nei pressi del Larario durante lo scavo della Villa “A” di Oplontis, è una delle pagine meno chiare e più misteriose appartenenti alla storia della scoperta di questo edificio.
Una cronaca degli anni ’70, pubblicata nel 1975 in uno speciale di EnneDue, una raccolta di articoli su Oplontis intitolata «Il Pianeta Oplontis», ci parla della vicenda illustrandoci le varie ipotesi suffragate al momento riguardanti questa strana scoperta.
All’atto del ritrovamento dei resti di quello che doveva essere un corpo umano, di cui non è stato mai accertato se si trattasse di un uomo o di una donna, si escluse a priori l’ipotesi che lo attribuiva a quello di un fuggiasco di epoca romana in cerca di riparo dalla furia del vulcano. Questo venne subito escluso in quanto il corpo venne rinvenuto ben al di sopra delle coltri vulcaniche del 79 d.C.. Ancora si pensò ad un qualcuno lì sepolto in epoca contemporanea, ma anche quest’altra ipotesi venne sconfessata dalla particolarità delle ossa le quali non sembravano essere poi così recenti. Si pensò allora ad uno “scavatore di antichità”, rimasto li sepolto per cause non chiare, avventuratosi nelle coltri della collina delle Mascatelle durante le esplorazioni cunicolari che avvennero in zona durante il periodo borbonico, in particolare nella prima metà dell’800: tesi che non fu del tutto sconfessata ma su cui caddero parecchi dubbi.
A riproporcela in questi giorni è stato un noto professionista di Torre Annunziata appassionato di archeologia locale, un medico, che venne fatto accorrere sul luogo della scoperta appena avvenne il ritrovamento dello scheletro. Il medico, all’epoca giovane dottorando in medicina generale, notò la vicinanza del corpo a quelli che poi si rivelarono i resti del Larario e quel che poteva essere un accenno di galleria che aveva percorso fino a quel punto, in modo trasversale, il peristilio del quartiere servile della villa. A ciò anch’egli, come ci ha riferito, pensò che doveva trattarsi di un esploratore borbonico li perito e abbandonato a causa del crollo improvviso della galleria tramite cui si era calato nelle coltri vesuviane, o, peggio ancora, per via della presenza della tanto temuta mufeta, esalazione gassosa di origine vulcanica.
Resta il fatto che ad oggi della vicenda dello scheletro non se n’è saputo più nulla, e il mistero, almeno per i più accaniti sulla “questione Oplontis”, è ancora un caso aperto.

Da

La misteriosa vicenda dello Scheletro della Villa "A".

La “vicenda dello Scheletro”, ritrovato nei pressi del Larario durante lo scavo della Villa “A” di Oplontis, è una delle pagine meno chiare e più misteriose appartenenti alla storia della scoperta di questo edificio.
Una cronaca degli anni ’70, pubblicata nel 1975 in uno speciale di EnneDue, una raccolta di articoli su Oplontis intitolata «Il Pianeta Oplontis», ci parla della vicenda illustrandoci le varie ipotesi suffragate al momento riguardanti questa strana scoperta.
All’atto del ritrovamento dei resti di quello che doveva essere un corpo umano, di cui non è stato mai accertato se si trattasse di un uomo o di una donna, si escluse a priori l’ipotesi che lo attribuiva a quello di un fuggiasco di epoca romana in cerca di riparo dalla furia del vulcano. Questo venne subito escluso in quanto il corpo venne rinvenuto ben al di sopra delle coltri vulcaniche del 79 d.C.. Ancora si pensò ad un qualcuno lì sepolto in epoca contemporanea, ma anche quest’altra ipotesi venne sconfessata dalla particolarità delle ossa le quali non sembravano essere poi così recenti. Si pensò allora ad uno “scavatore di antichità”, rimasto li sepolto per cause non chiare, avventuratosi nelle coltri della collina delle Mascatelle durante le esplorazioni cunicolari che avvennero in zona durante il periodo borbonico, in particolare nella prima metà dell’800: tesi che non fu del tutto sconfessata ma su cui caddero parecchi dubbi.
A riproporcela in questi giorni è stato un noto professionista di Torre Annunziata appassionato di archeologia locale, un medico, che venne fatto accorrere sul luogo della scoperta appena avvenne il ritrovamento dello scheletro. Il medico, all’epoca giovane dottorando in medicina generale, notò la vicinanza del corpo a quelli che poi si rivelarono i resti del Larario e quel che poteva essere un accenno di galleria che aveva percorso fino a quel punto, in modo trasversale, il peristilio del quartiere servile della villa. A ciò anch’egli, come ci ha riferito, pensò che doveva trattarsi di un esploratore borbonico li perito e abbandonato a causa del crollo improvviso della galleria tramite cui si era calato nelle coltri vesuviane, o, peggio ancora, per via della presenza della tanto temuta mufeta, esalazione gassosa di origine vulcanica.
Resta il fatto che ad oggi della vicenda dello scheletro non se n’è saputo più nulla, e il mistero, almeno per i più accaniti sulla “questione Oplontis”, è ancora un caso aperto.

V.M.'s per Discovering OPLONTIS - TORRE ANNUNZIATA. Historiae Monumentis.

   Da non mancare.
15/02/2018



Da non mancare.

15/02/2018

OPLONTIS - Torre Annuziata

Buona giornata dal Ghiro
15/02/2018

Buona giornata dal Ghiro

Indirizzo

Naples
80040

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