Via Toledo 156 Napoli Cozy Rooms

Via Toledo 156 Napoli Cozy Rooms CIN: IT063049B44BMDFNG4
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18/03/2026
02/03/2026

C’è chi, in questi giorni, si esercita nel nobile sport di contare le serrature degli altri (salvo poi dover ammettere, alla prima obiezione, che non ha i dati né per dire quel che dice, né per contrastare quel che dicono gli altri).

Si leggono filippiche contro la Locazione Turistica, dipinta (ma guarda un po') come un’anomalia da correggere con divieti, tetti massimi e sanzioni.
Ma la realtà racconta una storia diversa, che dà fastidio a chi vive di privilegi.

Ristabiliamo la verità:

Il Rischio è tutto del locatore: Chi loca la propria casa non ha chiesto un centesimo allo Stato. Ha ristrutturato appartamenti degradati, spesso in vicoli che le grandi catene alberghiere evitavano come la peste, investendo i risparmi di una vita. Ha riqualificato i quartieri con i propri capitali, non con i soldi dei contribuenti.

Tasse certe contro "Ingegneria Fiscale": La Locazione Turistica contribuisce alle casse dello Stato con la Cedolare Secca: una tassa piatta, trasparente, che non ammette sconti, detrazioni o zone d’ombra e che lo Stato, in parte, riversa a Comuni e Regioni.
Secondo voi perchè le Regioni ci hanno tenuto a far inserire nel cd. portale Istat anche i dati delle locazioni turistiche: per sfizio? O perchè anche in base a quei dati si può richiedere allo Stato il versamento del dovuto?
È un contributo diretto e immediato alla collettività, molto diverso dai bilanci complessi delle grandi strutture che, tra ammortamenti e ottimizzazioni, spese aziendali che magari aziendali non sono, leasing, factoring e castelletti, spesso versano briciole in proporzione al volume d’affari.
E' un contributo trattenuto alla fonte, prima del pagamento all'appartamento, che non si può trattenere per sé e rateizzare in cartella o rottamare bis, ter, quater... fino alla tombola!

Sussidi vs Autonomia: Fa sorridere veder puntare il dito da chi si ispira a business fondati su una rete di aiuti pubblici, bandi delle Camere di Commercio e agevolazioni regionali. Per non parlare del ricorso sistematico a stage e tirocini formativi per i ragazzi degli istituti alberghieri: una manodopera a basso costo che spesso maschera un vero e proprio risparmio sui costi del personale. i locatori non chiedono "aiutini" per assumere; i locatori creano valore con il loro lavoro.

La Libertà di Scegliere: Il turista moderno non è un pacco postale da smistare nelle hall degli alberghi.
Ormai i viaggiatori, che non sono più quelli del 1956, cercano l’autonomia di una casa, il silenzio di un palazzo storico, il contatto vero con la città. Voler imporre la burocrazia della SCIA a ogni proprietario è solo un maldestro tentativo di protezionismo per eliminare la concorrenza e proteggere vecchie rendite di posizione.

In conclusione:
Smettetela di invocare "tetti ai contratti" o sospensioni delle autorizzazioni.
Napoli è diventata una capitale del turismo grazie all'ospitalità diffusa, non grazie ai decreti.
Il vero nemico non è il cittadino che affitta la sua camera, ma l'incapacità di gestire i trasporti e i servizi minimi, che restituiscono dignità prima di tutto a chi vive: perchè chi fa locazione ed extralberghiero è il primo cittadino orgoglioso della propria città.
La vive e ci vuole restare.

L'ospitalità a Napoli è nata nelle case dei napoletani, ed è lì che continuerà a prosperare, libera da recinti e preconcetti.

24/02/2026

DUE PESI E DUE MISURE. Oggi il Consiglio comunale di Napoli è chiamato a votare un passaggio che potrebbe segnare un punto di svolta nella gestione del patrimonio immobiliare pubblico: l’eventuale affidamento alla NewCo. Una scelta che, se approvata, aprirebbe la strada a una gestione di tipo privatistico di beni che appartengono alla collettività. Da mesi si giustificano restrizioni severe nei confronti dell’extralberghiero e delle locazioni turistiche non imprenditoriali, richiamando la necessità di arginare fenomeni speculativi. La delibera 637 del dicembre 2025 ha imposto limiti stringenti e poco chiari a microattività spesso integrative di reddito, a cittadini che mettono a valore un immobile senza strutture organizzate né logiche industriali. Ci è stato detto che era necessario fermare la speculazione. Ma oggi, mentre si colpisce il piccolo proprietario, si valuta di affidare l’intero patrimonio immobiliare del Comune a una società. È questa la coerenza? È questa la direzione che dovrebbe rassicurare chi ha creduto nella narrazione della lotta agli eccessi? Come associazione lo abbiamo denunciato da tempo: il rischio era colpire soggetti frammentati e deboli lasciando spazio a operazioni ben più strutturate. Limitare il non imprenditoriale e poi aprire alla gestione societaria del patrimonio pubblico significa quantomeno dover spiegare ai cittadini quale sia la linea politica reale. C’è poi un altro elemento che non possiamo ignorare. Per mesi abbiamo chiesto un confronto alle associazioni per il diritto all’abitare. Nessuna disponibilità al dialogo con Host Italia. Eppure siamo stati gli unici ad avanzare una proposta concreta: destinare almeno una parte del gettito della tassa di soggiorno all’edilizia residenziale pubblica, collegando turismo e diritto alla casa in modo responsabile. La risposta è stata il silenzio. Oggi le carte si scoprono. Oggi si vedrà se la parola “speculazione” è stata usata come slogan o combattuta con coerenza. Nel bene o nel male questo voto rappresenta uno spartiacque. Evviva la Napoli radical chic. Aspettiamo comunque gli sviluppi prima di esprimere un giudizio definitivo






23/02/2026

📢 Sta per arrivare la prima assemblea nazionale della Federazione nazionale Associazioni Ricettività Extralberghiera.

Un momento storico per FARE. Un momento per esserci davvero.

𝗘𝗦𝗦𝗘𝗥𝗖𝗜 𝗲̀ 𝗔𝗖𝗖𝗢𝗚𝗟𝗜𝗘𝗥𝗘

Questo il tema che ci guiderà, perché l’ospitalità non è solo ciò che offriamo fuori, ma il modo in cui costruiamo valore insieme, dentro la nostra comunità.

𝗦𝗔𝗩𝗘 𝗧𝗛𝗘 𝗗𝗔𝗧𝗘

🗓️ 14 marzo 2026
📍 Napoli, Convento dei Vincenziani

𝗣𝗔𝗥𝗧𝗘𝗖𝗜𝗣𝗔 🩶 https://shorturl.at/FHnuj

21/02/2026
30/01/2026

Apprendiamo che l’Amministrazione comunale starebbe valutando un eventuale aumento di 1 euro della tassa di soggiorno. Una misura che, secondo quanto emerso, sarebbe stata discussa in un incontro tra Comune di Napoli, Federalberghi e una società di servizi, in assenza degli operatori del turismo extralberghiero.
Un’assenza che non può essere considerata neutra. Si parla di un comparto che rappresenta una parte rilevante dell’accoglienza cittadina e che, ancora una volta, rischia di essere trattato come la vittima sacrificale di scelte politiche e amministrative, assunte ad esclusivo vantaggio della filiera alberghiera, senza alcun confronto con chi opera quotidianamente sul territorio.
L’eventuale incremento della tassa di soggiorno arriverebbe in un contesto già fortemente sbilanciato, nel quale i turisti sono chiamati a sostenere anche l’aumento della tassa aeroportuale legata al debito pregresso del Comune. Una somma di costi che rende Napoli meno competitiva, soprattutto in assenza di servizi, senza una reale riflessione sull’equità complessiva del sistema.
Colpisce inoltre l’assenza di criteri differenziati legati ai prezzi delle strutture e alle diverse tipologie ricettive, così come la persistente mancanza di chiarezza sulla destinazione delle risorse derivanti dalla tassa di soggiorno, spesso utilizzate per finalità estranee allo sviluppo turistico e al miglioramento dell’offerta turistica.
Come Host Italia – Sezione Campania, riteniamo che non sia più rinviabile una revisione del metodo e delle scelte. Le politiche sul turismo non possono essere costruite favorendo una sola parte della filiera e scaricando i costi su un’altra. Escludere sistematicamente l’ospitalità extralberghiera dai luoghi decisionali significa alterare gli equilibri del settore e indebolire l’intero sistema turistico cittadino.
Il confronto non è un’opzione: è una necessità.

Marco Locoratolo
Coordinatore Host Italia – Sezione Campania

08/03/2025

📝 𝗜𝗹 𝗚𝗼𝘃𝗲𝗿𝗻𝗼 𝗶𝗺𝗽𝘂𝗴𝗻𝗮 𝗹𝗮 𝗹𝗲𝗴𝗴𝗲 𝗧𝗼𝘀𝗰𝗮𝗻𝗮 𝘀𝘂𝗹 𝗧𝘂𝗿𝗶𝘀𝗺𝗼: 𝗹𝗮 𝗽𝗼𝘀𝗶𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗶 𝗘𝗹𝗶𝗮 𝗥𝗼𝘀𝗰𝗶𝗮𝗻𝗼, 𝗣𝗿𝗲𝘀𝗶𝗱𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗱𝗶 𝗙.𝗔.𝗥.𝗘.

La recente decisione del Consiglio dei Ministri di impugnare la legge della Regione Toscana sul Testo unico del Turismo non ci sorprende. Come ha sottolineato il nostro Presidente Elia Rosciano “non c’era un altro possibile esito. La civiltà occidentale, sin dai tempi di Aristotele, si fonda sulla possibilità dell’individuo di agire: privare il cittadino di questa possibilità significa privarlo di ogni dignità”.

La legge toscana, con le sue disposizioni in contrasto con la Costituzione e con la libertà di impresa, rischia di sottrarre opportunità ai cittadini, favorendo una visione esclusiva e discriminatoria del turismo.

“Il turismo non può essere un diritto di pochi e dei ricchi, ma è un diritto di tutti. Tutti devono poter accedere al riposo, allo svago e alla bellezza che solo l’Italia sa offrire”, ha dichiarato Rosciano.

L’attacco al settore extralberghiero e l’introduzione di limiti irrazionali e di carattere “fiscale”, oltre a criteri indecifrabili come il “decoro delle abitazioni” rischiano di escludere proprio quei cittadini che, con sacrificio e passione, contribuiscono alla bellezza e all’accoglienza del nostro Paese. Il turismo che tutti desideriamo è quello che nasce dall’incontro autentico con il territorio, che solo chi vive e ama la propria terra può offrire.

Sin dagli incontri preliminari la Federazione FARE aveva indicato alla Regione le misure a tutela dell’extralberghiero e subito dopo l’approvazione di un testo che aveva ignorato ogni parere la Federazione aveva preannunciato all’assessore Marras che questa legge aveva imboccato una direzione sbagliata e avrebbe dovuto quindi affrontare il vaglio di costituzionalità.

Oggi, purtroppo, il nostro avvertimento si è concretizzato con l’impugnazione da parte del Governo.

Non possiamo permettere che il turismo diventi un privilegio, ma deve rimanere un diritto di tutti.

🏠 Insieme, si può FARE.

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11/05/2024

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Indirizzo

Via Toledo 156
Naples
80134

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#enjoythecityofsun

La colazione è il pasto più importante della giornata. Lo diceva sempre la nonna (e con le nonne napoletane non si “pazzea”, non si scherza). Noi rispettiamo questo insegnamento e vi offriamo una ricca colazione napoletana: torta caprese, crostatine, “sfugliatelle”, cornetti, pasticceria mignòn – con l’accento rigorosamente alla fine, per ricordare le influenze francesi sulla cucina napoletana! Il tutto ben amalgamato con una tazza di caffè napoletano – cioè di caffè e basta, perché fuori da Napoli non è caffè.