02/03/2026
C’è chi, in questi giorni, si esercita nel nobile sport di contare le serrature degli altri (salvo poi dover ammettere, alla prima obiezione, che non ha i dati né per dire quel che dice, né per contrastare quel che dicono gli altri).
Si leggono filippiche contro la Locazione Turistica, dipinta (ma guarda un po') come un’anomalia da correggere con divieti, tetti massimi e sanzioni.
Ma la realtà racconta una storia diversa, che dà fastidio a chi vive di privilegi.
Ristabiliamo la verità:
Il Rischio è tutto del locatore: Chi loca la propria casa non ha chiesto un centesimo allo Stato. Ha ristrutturato appartamenti degradati, spesso in vicoli che le grandi catene alberghiere evitavano come la peste, investendo i risparmi di una vita. Ha riqualificato i quartieri con i propri capitali, non con i soldi dei contribuenti.
Tasse certe contro "Ingegneria Fiscale": La Locazione Turistica contribuisce alle casse dello Stato con la Cedolare Secca: una tassa piatta, trasparente, che non ammette sconti, detrazioni o zone d’ombra e che lo Stato, in parte, riversa a Comuni e Regioni.
Secondo voi perchè le Regioni ci hanno tenuto a far inserire nel cd. portale Istat anche i dati delle locazioni turistiche: per sfizio? O perchè anche in base a quei dati si può richiedere allo Stato il versamento del dovuto?
È un contributo diretto e immediato alla collettività, molto diverso dai bilanci complessi delle grandi strutture che, tra ammortamenti e ottimizzazioni, spese aziendali che magari aziendali non sono, leasing, factoring e castelletti, spesso versano briciole in proporzione al volume d’affari.
E' un contributo trattenuto alla fonte, prima del pagamento all'appartamento, che non si può trattenere per sé e rateizzare in cartella o rottamare bis, ter, quater... fino alla tombola!
Sussidi vs Autonomia: Fa sorridere veder puntare il dito da chi si ispira a business fondati su una rete di aiuti pubblici, bandi delle Camere di Commercio e agevolazioni regionali. Per non parlare del ricorso sistematico a stage e tirocini formativi per i ragazzi degli istituti alberghieri: una manodopera a basso costo che spesso maschera un vero e proprio risparmio sui costi del personale. i locatori non chiedono "aiutini" per assumere; i locatori creano valore con il loro lavoro.
La Libertà di Scegliere: Il turista moderno non è un pacco postale da smistare nelle hall degli alberghi.
Ormai i viaggiatori, che non sono più quelli del 1956, cercano l’autonomia di una casa, il silenzio di un palazzo storico, il contatto vero con la città. Voler imporre la burocrazia della SCIA a ogni proprietario è solo un maldestro tentativo di protezionismo per eliminare la concorrenza e proteggere vecchie rendite di posizione.
In conclusione:
Smettetela di invocare "tetti ai contratti" o sospensioni delle autorizzazioni.
Napoli è diventata una capitale del turismo grazie all'ospitalità diffusa, non grazie ai decreti.
Il vero nemico non è il cittadino che affitta la sua camera, ma l'incapacità di gestire i trasporti e i servizi minimi, che restituiscono dignità prima di tutto a chi vive: perchè chi fa locazione ed extralberghiero è il primo cittadino orgoglioso della propria città.
La vive e ci vuole restare.
L'ospitalità a Napoli è nata nelle case dei napoletani, ed è lì che continuerà a prosperare, libera da recinti e preconcetti.