Via Toledo 156 Napoli Cozy Rooms

Via Toledo 156 Napoli Cozy Rooms CIN: IT063049B44BMDFNG4
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26/06/2026

La posizione espressa da Associazione ATEX secondo cui utilizzare gli affitti brevi come attività sarebbe “vietato dalla legge” non è un’interpretazione: è un’affermazione priva di riscontro normativo.

Nessuna norma dell’ordinamento italiano vieta la locazione breve. L’art. 1571 c.c. disciplina la locazione come contratto pienamente lecito e la normativa fiscale e regolatoria vigente ne disciplina espressamente l’utilizzo a fini turistici.

Sostenere un divieto generale degli affitti brevi significa attribuire alla legge un contenuto che la legge non contiene.

La giurisprudenza si limita a distinguere la locazione dall’attività ricettiva. Non introduce alcun divieto, non qualifica la locazione turistica come illegittima e non ne limita l’utilizzo.

La confusione tra “non è attività ricettiva” e “è vietata” non è una sfumatura: è un errore giuridico netto.

Non riconoscere questo dato elementare significa una di due cose: o si ignorano le norme giuridiche di base, oppure le si interpreta in modo volutamente distorto. Delle due, l’una.

Quando un’associazione di categoria trasforma una distinzione normativa consolidata in un presunto divieto assoluto, non sta interpretando il diritto: lo sta deformando.

Nel dibattito pubblico su materie giuridiche la precisione non è opzionale. Le norme si citano per quello che dicono, non per quello che si vorrebbe che dicessero.

Coordinatore Host Italia Campania
Marco Locoratolo

18/03/2026
02/03/2026

C’è chi, in questi giorni, si esercita nel nobile sport di contare le serrature degli altri (salvo poi dover ammettere, alla prima obiezione, che non ha i dati né per dire quel che dice, né per contrastare quel che dicono gli altri).

Si leggono filippiche contro la Locazione Turistica, dipinta (ma guarda un po') come un’anomalia da correggere con divieti, tetti massimi e sanzioni.
Ma la realtà racconta una storia diversa, che dà fastidio a chi vive di privilegi.

Ristabiliamo la verità:

Il Rischio è tutto del locatore: Chi loca la propria casa non ha chiesto un centesimo allo Stato. Ha ristrutturato appartamenti degradati, spesso in vicoli che le grandi catene alberghiere evitavano come la peste, investendo i risparmi di una vita. Ha riqualificato i quartieri con i propri capitali, non con i soldi dei contribuenti.

Tasse certe contro "Ingegneria Fiscale": La Locazione Turistica contribuisce alle casse dello Stato con la Cedolare Secca: una tassa piatta, trasparente, che non ammette sconti, detrazioni o zone d’ombra e che lo Stato, in parte, riversa a Comuni e Regioni.
Secondo voi perchè le Regioni ci hanno tenuto a far inserire nel cd. portale Istat anche i dati delle locazioni turistiche: per sfizio? O perchè anche in base a quei dati si può richiedere allo Stato il versamento del dovuto?
È un contributo diretto e immediato alla collettività, molto diverso dai bilanci complessi delle grandi strutture che, tra ammortamenti e ottimizzazioni, spese aziendali che magari aziendali non sono, leasing, factoring e castelletti, spesso versano briciole in proporzione al volume d’affari.
E' un contributo trattenuto alla fonte, prima del pagamento all'appartamento, che non si può trattenere per sé e rateizzare in cartella o rottamare bis, ter, quater... fino alla tombola!

Sussidi vs Autonomia: Fa sorridere veder puntare il dito da chi si ispira a business fondati su una rete di aiuti pubblici, bandi delle Camere di Commercio e agevolazioni regionali. Per non parlare del ricorso sistematico a stage e tirocini formativi per i ragazzi degli istituti alberghieri: una manodopera a basso costo che spesso maschera un vero e proprio risparmio sui costi del personale. i locatori non chiedono "aiutini" per assumere; i locatori creano valore con il loro lavoro.

La Libertà di Scegliere: Il turista moderno non è un pacco postale da smistare nelle hall degli alberghi.
Ormai i viaggiatori, che non sono più quelli del 1956, cercano l’autonomia di una casa, il silenzio di un palazzo storico, il contatto vero con la città. Voler imporre la burocrazia della SCIA a ogni proprietario è solo un maldestro tentativo di protezionismo per eliminare la concorrenza e proteggere vecchie rendite di posizione.

In conclusione:
Smettetela di invocare "tetti ai contratti" o sospensioni delle autorizzazioni.
Napoli è diventata una capitale del turismo grazie all'ospitalità diffusa, non grazie ai decreti.
Il vero nemico non è il cittadino che affitta la sua camera, ma l'incapacità di gestire i trasporti e i servizi minimi, che restituiscono dignità prima di tutto a chi vive: perchè chi fa locazione ed extralberghiero è il primo cittadino orgoglioso della propria città.
La vive e ci vuole restare.

L'ospitalità a Napoli è nata nelle case dei napoletani, ed è lì che continuerà a prosperare, libera da recinti e preconcetti.

24/02/2026

DUE PESI E DUE MISURE. Oggi il Consiglio comunale di Napoli è chiamato a votare un passaggio che potrebbe segnare un punto di svolta nella gestione del patrimonio immobiliare pubblico: l’eventuale affidamento alla NewCo. Una scelta che, se approvata, aprirebbe la strada a una gestione di tipo privatistico di beni che appartengono alla collettività. Da mesi si giustificano restrizioni severe nei confronti dell’extralberghiero e delle locazioni turistiche non imprenditoriali, richiamando la necessità di arginare fenomeni speculativi. La delibera 637 del dicembre 2025 ha imposto limiti stringenti e poco chiari a microattività spesso integrative di reddito, a cittadini che mettono a valore un immobile senza strutture organizzate né logiche industriali. Ci è stato detto che era necessario fermare la speculazione. Ma oggi, mentre si colpisce il piccolo proprietario, si valuta di affidare l’intero patrimonio immobiliare del Comune a una società. È questa la coerenza? È questa la direzione che dovrebbe rassicurare chi ha creduto nella narrazione della lotta agli eccessi? Come associazione lo abbiamo denunciato da tempo: il rischio era colpire soggetti frammentati e deboli lasciando spazio a operazioni ben più strutturate. Limitare il non imprenditoriale e poi aprire alla gestione societaria del patrimonio pubblico significa quantomeno dover spiegare ai cittadini quale sia la linea politica reale. C’è poi un altro elemento che non possiamo ignorare. Per mesi abbiamo chiesto un confronto alle associazioni per il diritto all’abitare. Nessuna disponibilità al dialogo con Host Italia. Eppure siamo stati gli unici ad avanzare una proposta concreta: destinare almeno una parte del gettito della tassa di soggiorno all’edilizia residenziale pubblica, collegando turismo e diritto alla casa in modo responsabile. La risposta è stata il silenzio. Oggi le carte si scoprono. Oggi si vedrà se la parola “speculazione” è stata usata come slogan o combattuta con coerenza. Nel bene o nel male questo voto rappresenta uno spartiacque. Evviva la Napoli radical chic. Aspettiamo comunque gli sviluppi prima di esprimere un giudizio definitivo






23/02/2026

📢 Sta per arrivare la prima assemblea nazionale della Federazione nazionale Associazioni Ricettività Extralberghiera.

Un momento storico per FARE. Un momento per esserci davvero.

𝗘𝗦𝗦𝗘𝗥𝗖𝗜 𝗲̀ 𝗔𝗖𝗖𝗢𝗚𝗟𝗜𝗘𝗥𝗘

Questo il tema che ci guiderà, perché l’ospitalità non è solo ciò che offriamo fuori, ma il modo in cui costruiamo valore insieme, dentro la nostra comunità.

𝗦𝗔𝗩𝗘 𝗧𝗛𝗘 𝗗𝗔𝗧𝗘

🗓️ 14 marzo 2026
📍 Napoli, Convento dei Vincenziani

𝗣𝗔𝗥𝗧𝗘𝗖𝗜𝗣𝗔 🩶 https://shorturl.at/FHnuj

21/02/2026
30/01/2026

Apprendiamo che l’Amministrazione comunale starebbe valutando un eventuale aumento di 1 euro della tassa di soggiorno. Una misura che, secondo quanto emerso, sarebbe stata discussa in un incontro tra Comune di Napoli, Federalberghi e una società di servizi, in assenza degli operatori del turismo extralberghiero.
Un’assenza che non può essere considerata neutra. Si parla di un comparto che rappresenta una parte rilevante dell’accoglienza cittadina e che, ancora una volta, rischia di essere trattato come la vittima sacrificale di scelte politiche e amministrative, assunte ad esclusivo vantaggio della filiera alberghiera, senza alcun confronto con chi opera quotidianamente sul territorio.
L’eventuale incremento della tassa di soggiorno arriverebbe in un contesto già fortemente sbilanciato, nel quale i turisti sono chiamati a sostenere anche l’aumento della tassa aeroportuale legata al debito pregresso del Comune. Una somma di costi che rende Napoli meno competitiva, soprattutto in assenza di servizi, senza una reale riflessione sull’equità complessiva del sistema.
Colpisce inoltre l’assenza di criteri differenziati legati ai prezzi delle strutture e alle diverse tipologie ricettive, così come la persistente mancanza di chiarezza sulla destinazione delle risorse derivanti dalla tassa di soggiorno, spesso utilizzate per finalità estranee allo sviluppo turistico e al miglioramento dell’offerta turistica.
Come Host Italia – Sezione Campania, riteniamo che non sia più rinviabile una revisione del metodo e delle scelte. Le politiche sul turismo non possono essere costruite favorendo una sola parte della filiera e scaricando i costi su un’altra. Escludere sistematicamente l’ospitalità extralberghiera dai luoghi decisionali significa alterare gli equilibri del settore e indebolire l’intero sistema turistico cittadino.
Il confronto non è un’opzione: è una necessità.

Marco Locoratolo
Coordinatore Host Italia – Sezione Campania

Indirizzo

Via Toledo 156
Naples
80134

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