B&B Casa Napoli

B&B Casa Napoli I nostri ospiti saranno accolti in un ambiente tranquillo e confortevole . A due passi dalla stazione

Chiuso definitivamente.
01/10/2020

Ogni giovedì sera, fino all’inizio di dicembre, si potrà visitare il MANN di sera ad un prezzo speciale di 2 euro con visite alle collezioni permanenti,

30/09/2020

Le aziende e cantine della Campania che aderiscono al Movimento Turismo del Vino apriranno le loro tenute con tanti eventi e passeggiate tra i

30/09/2020

Nella splendida villa settecentesca di Sant’Eframo Vecchio ci saranno spettacoli dal vivo imperdibili   Cinque anni di eventi per Villa Di Donato, la

22/09/2020
Sapevate che San Gennaro ha fatto il suo primo miracolo poco lontano da Piazza Bernini al Vomero?Riavvolgiamo il nastro ...
19/09/2020

Sapevate che San Gennaro ha fatto il suo primo miracolo poco lontano da Piazza Bernini al Vomero?

Riavvolgiamo il nastro della Storia di circa 1600 anni: ci troviamo nel IV secolo dopo Cristo. All’epoca il Vomero si chiamava ancora Patruscolo e, al posto del moderno quartiere commerciale e degli antichi villaggi, si diceva ci fossero bellissimi campi di fiori.

Attraverso questi campi passava un corteo religioso che aveva il compito di portare il ca****re di San Gennaro a Capodimonte attraverso l’importantissima arteria romana della “Puteolis Neapolim per Colles”, la strada che portava da Napoli a Pozzuoli attraverso le colline. Stanchi per il calore e la fatica, i viandanti decisero di riposarsi in un prato che oggi si trova fra Piazza Bernini e Piazzetta San Gennaro ad Antignano.

Ed è qui che Eusebia, la donna che raccolse il sangue di Gennaro nel momento della sua morte, poggiò l’ampolla vicino alla testa del ca****re del martire.
Come per magia, il sangue rappreso nell’ampolla ribollì e diventò liquido ed i presenti gridarono al miracolo.
Un piccolo secondo cambiò così un intero millennio: quell’assolata mattina d’estate sul Vomero fu la madre di tutti gli eventi che hanno creato la Napoli che conosciamo oggi.

A ricordo della tappa vomerese furono erette due cappelle. San Gennariello al Vomero e, poco più avanti, San Gennaro ad Antignano.

La lapide fotografata è recente: fu eretta nel 1946, vicino alla chiesa di S.Gennaro al Vomero, nell’omonima piazza.

Non tutti però la pensano così: secondo buona parte della storiografia religiosa, il primo prodigio obiettivamente documentato si è realizzato circa 1000 anni dopo questa storia, precisamente nel 1389. Anche le cappelle sarebbero nate per ricordare non il miracolo, ma la consegna dell’ampolla di Sangue da Eusebia al vescovo di Napoli.

Gennaro fu un vescovo e martire cristiano, se ne celebra il culto il 19 settembre. Patrono principale di Napoli, nel cui...
19/09/2020

Gennaro fu un vescovo e martire cristiano, se ne celebra il culto il 19 settembre. Patrono principale di Napoli, nel cui duomo alcune ossa del suo scheletro giacciano insieme a due ampolle ricolme del suo sangue. Ogni anno attendiamo con trepidazione il fenomeno dello scioglimento del sangue, che dovrebbe avvenire la prima domenica di maggio, il 19 settembre e il 16 dicembre; da ciò dipende la buona sorte della città.
La credenza popolare considera la figura di Gennaro fondamentale nell'arresto dell'eruzione del Vesuvio del 1631, avvenuto in coincidenza di una processione in cui le sue reliquie furono portate in processione ed esposte di fronte al vulcano attivo.
Nel tentativo di dare una spiegazione agli eventi il CICAP svolgendo delle analisi ha sostenuto che nel sangue ci sarebbe una sostanza tissotropica che si scioglie sotto sollecitazione meccanica, cosa che però non spiegherebbe le mancate liquefazioni accadute anche nel recente passato. L'autorità ecclesiastica, comunque, dopo test in proprio affidati a scienziati laici, classifica come prodigio il fenomeno dello scioglimento.
Seguiamo il rituale di oggi con il fiato sospeso...
In corrispondenza della mancata liquefazione del sangue, in passato, si sono verificate delle sciagure. Il sangue non si è sciolto anche nella storia recente. Ecco quando:
* Nel settembre del 1939 e del 1940 , anno dell'entrata dell'Italia nella seconda guerra mondiale.
* Nel 1943, anno dell'occupazione nazista
* Nel 1973, quando il colera colpì la città di Napoli
* Nel 1980, in corrispondenza del terremoto dell'Irpinia

Per fortuna anche questa volta ci è andata bene!
Il sangue è sciolto 🍀

Pochi sanno che sotto la Reggia di Caserta ci sono degli stupendi ambienti sotterranei con delle antichissime tombe. Pur...
19/09/2020

Pochi sanno che sotto la Reggia di Caserta ci sono degli stupendi ambienti sotterranei con delle antichissime tombe. Purtroppo sono chiusi al pubblico ed aperti solo in rarissime occasioni.

Infatti, varcando una porta posta nel secondo cortile principale del Palazzo Vanvitelliano e scendendo tre rampe di scale, il visitatore si troverà di fronte un cunicolo che arriva direttamente al tratto di necropoli con le 7 tombe databili nella seconda metà del IV sec. a.C. scoperte nel 1990, durante i lavori di scavo per il secondo cortile.

L’area sulla quale fu edificata la Reggia, infatti, era parte di un territorio di eccezionale rilevanza archeologica dominato dalla presenza di Capua, per gli antichi una delle piu’ importanti città del Mediterraneo.
Il sito sul quale sorse l'antica città fu occupato con continuità dal IX sec a.C. all’eta’ romana ed oltre. Nel IV sec. a.C., il territorio capuano era molto esteso e nelle vicinanze c'erano insediamenti come Casilinum, Atella e Calatia.

Quando furono scoperte le tombe, nel 1990, una delle sepolture era stata già violata e in parte distrutta dalle fondazioni della Reggia stessa. Un’altra tomba, quella di un bambino, fu ritrovata in corrispondenza della facciata dell’edificio verso il Parco.

Le tombe, all’epoca del ritrovamento, restituirono scarsissimi resti ossei, probabilmente anche a causa delle caratteristiche del terreno nel quale i corpi erano adagiati. Solo per uno degli scheletri è stato possibile ricostruire il volto, sia pure parzialmente.

Per tre delle tombe è stato possibile accertare che fossero maschili per la presenza della cuspide di lancia in ferro. Incerta, invece, la differenziazione di sesso per le altre, anche se si ritiene che una possa essere femminile per la presenza all’interno di due fibule di bronzo e un un anello a fascetta. Esposti in teche i vari oggetti del corredo funebre ritrovati nelle tombe a cassa di tufo, disposti ai piedi del defunto.

Nella maggior parte dei casi, il corredo era composto dall’olla, il contenitore destinato probabilmente alle offerte per il morto, da un servizio da tavola a vernice nera composto da coppe, brocchette, piatti da pesce e da contenitori per profumi.

In tre delle tombe furono trovati corredi più ricchi con ceramiche a figure rosse.

L'area delle sepolture sotto la Reggia è stata opportunamente trasformata in un museo sotterraneo con notevoli investimenti economici per creare una importante struttura espositiva.

Quel luogo fa parte del Museo dell'Opera e del Territorio, il quale accoglie anche una serie di oggetti che documentano ed illustrano l'opera vanvitelliana, la storia dell'area casertana, tra cui i reperti archeologici ritrovati negli scavi del 1990, e documentano la vita della corte borbonica tra il XVIII e il XIX secolo.
Oltre a ciò, sono esposte altre opere d'arte custodite per decenni nei depositi delle Soprintendenze campane, e solo ora restituite al pubblico.

14/09/2020
Bellissima iniziativa ! Comodi e veloci per visitare laCittà 🤩🤩
09/09/2020

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900 monopattini elettrici da noleggiare tra Mergellina, Lungomare, Pleniscito, Piazza Garibaldi Napoli da oggi avrà un servizio di micro mobilità

GIACOMO LEOPARDI E IL GELATO: UNA PASSIONE INARRESTABILE“quella grand’arte onde barone è Vito”Questo verso di un componi...
08/09/2020

GIACOMO LEOPARDI E IL GELATO: UNA PASSIONE INARRESTABILE

“quella grand’arte onde barone è Vito”

Questo verso di un componimento satirico del Leopardi nasconde un intero aspetto della vita del grande scrittore. Leopardi infatti era molto, molto ghiotto di dolci e gelati, in particolare modo di taralli zuccherati e soprattutto di gelati e sorbetti. Ne mangiava tanto, tantissimo, al punto da esser spesso schernito dagli altri clienti per le sue scorpacciate (se ne faceva portare anche tre alla volta)

Il Vito del verso è Vito Pinto, titolare de “la bottega del caffè” in via Toledo a Napoli, specialista in sorbetti e taralli zuccherati, conquistatore dello stomaco di Leopardi grazie alla sua arte e anche di un titolo di barone concessogli dai Borbone per le sue opere di alta gelateria.

"A  , diversamente da Firenze o Venezia, che sono città museo, prive di una vera vita cittadina, e dove tutto è organizz...
06/09/2020

"A , diversamente da Firenze o Venezia, che sono città museo, prive di una vera vita cittadina, e dove tutto è organizzato in funzione di un turismo di massa che ha completamente cambiato la qualità della vita rendendo queste città dei musei ingessati, Napoli ha la possibilità, non potendo contenere un turismo di massa come le suddette città, di conservare il suo straordinario fascino e le qualità dove il museo è un museo vivente, dove il patrimonio artistico convive con le realtà sociali, economiche, commerciali. Dove cioè il patrimonio artistico non è visto come un museo ma come parte di una vita in continua trasformazione, con le sue ombre, le sue luci, la miseria e la nobiltà. Napoli, cioè, come ultimo luogo di una mediterraneità vissuta non come museo ma come vita e realtà in continua evoluzione". (Nicola Spinosa)

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