19/09/2020
Pochi sanno che sotto la Reggia di Caserta ci sono degli stupendi ambienti sotterranei con delle antichissime tombe. Purtroppo sono chiusi al pubblico ed aperti solo in rarissime occasioni.
Infatti, varcando una porta posta nel secondo cortile principale del Palazzo Vanvitelliano e scendendo tre rampe di scale, il visitatore si troverà di fronte un cunicolo che arriva direttamente al tratto di necropoli con le 7 tombe databili nella seconda metà del IV sec. a.C. scoperte nel 1990, durante i lavori di scavo per il secondo cortile.
L’area sulla quale fu edificata la Reggia, infatti, era parte di un territorio di eccezionale rilevanza archeologica dominato dalla presenza di Capua, per gli antichi una delle piu’ importanti città del Mediterraneo.
Il sito sul quale sorse l'antica città fu occupato con continuità dal IX sec a.C. all’eta’ romana ed oltre. Nel IV sec. a.C., il territorio capuano era molto esteso e nelle vicinanze c'erano insediamenti come Casilinum, Atella e Calatia.
Quando furono scoperte le tombe, nel 1990, una delle sepolture era stata già violata e in parte distrutta dalle fondazioni della Reggia stessa. Un’altra tomba, quella di un bambino, fu ritrovata in corrispondenza della facciata dell’edificio verso il Parco.
Le tombe, all’epoca del ritrovamento, restituirono scarsissimi resti ossei, probabilmente anche a causa delle caratteristiche del terreno nel quale i corpi erano adagiati. Solo per uno degli scheletri è stato possibile ricostruire il volto, sia pure parzialmente.
Per tre delle tombe è stato possibile accertare che fossero maschili per la presenza della cuspide di lancia in ferro. Incerta, invece, la differenziazione di sesso per le altre, anche se si ritiene che una possa essere femminile per la presenza all’interno di due fibule di bronzo e un un anello a fascetta. Esposti in teche i vari oggetti del corredo funebre ritrovati nelle tombe a cassa di tufo, disposti ai piedi del defunto.
Nella maggior parte dei casi, il corredo era composto dall’olla, il contenitore destinato probabilmente alle offerte per il morto, da un servizio da tavola a vernice nera composto da coppe, brocchette, piatti da pesce e da contenitori per profumi.
In tre delle tombe furono trovati corredi più ricchi con ceramiche a figure rosse.
L'area delle sepolture sotto la Reggia è stata opportunamente trasformata in un museo sotterraneo con notevoli investimenti economici per creare una importante struttura espositiva.
Quel luogo fa parte del Museo dell'Opera e del Territorio, il quale accoglie anche una serie di oggetti che documentano ed illustrano l'opera vanvitelliana, la storia dell'area casertana, tra cui i reperti archeologici ritrovati negli scavi del 1990, e documentano la vita della corte borbonica tra il XVIII e il XIX secolo.
Oltre a ciò, sono esposte altre opere d'arte custodite per decenni nei depositi delle Soprintendenze campane, e solo ora restituite al pubblico.