24/10/2024
- Un altro affascinante mito della storia di Napoli è quello legato al Maschio Angioino che riguarda la cosiddetta FOSSA DEL COCCODRILLO.
- Benedetto Croce, in “Storie e leggende napoletane” racconta che vi era nel Castel Nuovo, appunto il Maschio Angioino, una fossa sottoposta al livello del mare, oscura e umida, nella quale si solevano cacciare i prigionieri che si volevano più rigidamente castigare, i quali a distanza di poco tempo puntualmente scomparivano.
- Un giorno il mistero fu chiarito: “ Da un buco celato della fossa si vide introdursi un coccodrillo che con le fauci afferrava per le gambe il prigioniero di turno trascinandolo in mare per trangugiarlo”.
- Secondo alcuni la “fossa del coccodrillo” nacque sotto il regno di Ferrante d’Aragona che decise di gettare lì alcuni congiurati.
- Per Croce fu lo stesso re Ferrante poi a disfarsi dell’animale, gettandogli in pasto una coscia di cavallo per soffocarlo.
- Altri attribuiscono l’arrivo dell’animale alla regina Giovanna II.
- Secondo la leggenda, la regina per liberarsi dei suoi amanti li dava in pasto al rettile attraverso una botola.
- Un ultimo capitolo della leggenda è stato scritto più di recente, nel 2004, quando nel corso degli scavi per la costruzione della stazione Municipio è stato ritrovato lo scheletro di un animale.
- Alcuni ritengono sia un cetaceo spiaggiatosi non si sa quando...
- Per altri sarebbe invece un vero e proprio animale misterioso.
Foto dal web