15/03/2021
A Nola 🍩🍰🍪
Zeppola di San Giuseppe
La "zeppola di San Giuseppe" (chiamata 'a zeppola, zéppele o sfinci) è un dolce tipico della tradizione pasticcera campana, preparato con modalità leggermente diverse nelle varie regioni dell'Italia meridionale. Il nome deriva dal fatto che in alcune regioni dell'Italia meridionale centro-meridionale è un dolce tipico della festa di San Giuseppe.
Da notare inoltre che in Campania, in particolare nel Cilento, sono chiamate confidenzialmente "zeppole" anche dei dolci natalizi, il cui nome più appropriato sarebbe scauratielli, composti di acqua, olio e farina a forma di nodo e guarniti con il miele sciolto.
Le zeppole di San Giuseppe sono molto popolari nella zona vesuviana e un tempo erano preparate direttamente nelle strade. Malgrado il nome, non traggono le proprie origini nel comune di San Giuseppe Vesuviano: ci sono varie ipotesi sull'invenzione di questo dolce, riferita sia alle suore di San Gregorio Armeno sia a quelle della Croce di Lucca, sia a quelle dello Splendore, sempre comunque a Napoli.
La prima ricetta scritta risale al 1837, nel trattato di cucina napoletana di Ippolito Cavalcanti.
Vengono preparate generalmente nel periodo di San Giuseppe (19 marzo) tanto da essere un dolce tipico della festa del papà. Gli ingredienti principali sono la farina, lo zucchero, le uova, il b***o e l'olio d'oliva, la crema pasticcera, una spolverata di zucchero a velo e le amarene sciroppate per la decorazione. Nella tradizione napoletana esistono due varianti di zeppole di San Giuseppe: fritte e al forno. In entrambi i casi le zeppole hanno forma circolare con un foro centrale dal diametro di 2 cm circa e sono guarnite ricoprendole di crema pasticciera con sopra delle amarene sciroppate. Infine questo dolce viene sottoposto a una spolverata di zucchero a velo.
Alcune pasticcerie provvedono anche alla farcitura interna della zeppola con tale crema, discostandosi dalla tradizione. Ultimamente si trovano zeppole ripiene di crema gianduia e panna.