20/04/2026
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A 40 km da Siracusa ci sono più tombe che in tutta la Valle dei Re.
Non è un'esagerazione. È un confronto secco: Pantalica, necropoli preistorica nella Valle dell'Anapo, conta circa 5.000 tombe scavate nella roccia calcarea. La Valle dei Re, in Egitto, ne ha 63.
Il sito si trova su un altopiano tra Sortino e Ferla, in provincia di Siracusa. Non è un posto difficile da raggiungere. Non è segreto. È semplicemente ignorato — mentre Siracusa, a meno di un'ora di auto, accoglie ogni anno milioni di turisti.
Le tombe sono state scavate tra il XIII e il X secolo a.C., nel pieno dell'età del bronzo. Parliamo di 3.000 anni prima che qualcuno pensasse di costruire una ferrovia, un aeroporto, un social network. Eppure sono ancora lì, intatte nella roccia, esattamente dove qualcuno le ha ricavate.
Lo scavo sistematico fu condotto da Paolo Orsi in quattro campagne tra il 1895 e il 1910. Scoprì tombe a forno, corredi funebri, un'intera civiltà sepolta nella pietra. Il sito fu classificato, studiato, pubblicato. E poi dimenticato dal turismo di massa.
Nel 2005, l'UNESCO ha inserito Pantalica nella lista del Patrimonio Mondiale dell'Umanità — insieme al centro storico di Siracusa. Lo stesso anno, la stessa lista. Due siti a 40 km di distanza: uno visitato da milioni di persone, l'altro quasi sconosciuto.
La sola necropoli Nord, uno dei cinque gruppi in cui è diviso il sito, contiene 1.550 tombe. Solo quella sezione supera per numero l'intera Valle dei Re per oltre venti volte.
Pantalica è patrimonio UNESCO dal 2005, ha 5.000 tombe, sta in Sicilia, e la maggior parte degli italiani non sa nemmeno come si pronuncia.
In breve:
Pantalica, in Sicilia, ha circa 5.000 tombe preistoriche scavate nella roccia — più di 80 volte la Valle dei Re
Si trova a 40 km da Siracusa ed è patrimonio UNESCO dal 2005
Nonostante questo, è quasi sconosciuta al turismo di massa italiano