La Casa di Margit

La Casa di Margit Residence idoneo per brevi soggiorni in formula self catering apartment

Fondazione Canossiana Onlus
02/07/2019

Fondazione Canossiana Onlus

Questa mattina in ufficio abbiamo trovato una bellissima sorpresa: una cartolina di ringraziamento dipinta a mano da parte dell’insegnate e dei bambini della “Canossa English Medium School” di Bathili - Andhra Pradesh, aiutati dalla Fondazione Canossiana attraverso il #Sostegnoadistanza.
Vogliamo condividerla con tutti voi e unirci al loro “Grazie” per il vostro costante supporto!

Per saperne di più sul Sostegno a Distanza: https://bit.ly/2ur5Bm2

Benvenuta Estate
31/05/2019

Benvenuta Estate

Comune di Nova Milanese
24/04/2019

Comune di Nova Milanese

Associazione "Amici di Margit"
28/03/2019

Associazione "Amici di Margit"

Anche il Giornale di Desio parla della premiazione del nostro concorso di poesia con foto e parole bellissime!!
Grazie🙏🏻

Comune di Nova Milanese
27/03/2019

Comune di Nova Milanese

Le Reti del Cuore è un’iniziativa di mecenatismo a tutela dell’arte e della cultura nel territorio brianzolo. Il contest vede la collaborazione di due importanti aziende di pubblico servizio come Retipiù e BrianzAcque.
In palio c’è complessivamente 1 milione di euro, importo che sarà erogato con la formula dell’Art Bonus ai progetti vincitori tra quelli presentati dai Comuni e votati direttamente dai cittadini.

Il Comune di Nova Milanese partecipa con un progetto legato alla ristrutturazione di Villa Vertua Masolo, con l’obiettivo di rivalutare e rimodernare tutta la struttura, per renderla sempre di più spazio accogliente e funzionale per la proposta culturale e artistica. Il costo previsto per la realizzazione delle opere è pari a euro 255.000.

La Villa, costruita intorno agli anni Venti in stile liberty è attualmente sede di mostre e attività culturali; della Collezione Permanente delle Arti del Fuoco, che raccoglie opere di pittura e scultura su porcellana, ceramica, terracotta, vetro e smalti; dal prossimo mese sarà inoltre sede del progetto Replica, l’Archivio italiano del Libro d’artista.

La particolarità di questa iniziativa riguarda proprio il coinvolgimento della cittadinanza: saranno finanziati infatti i progetti che otterranno il maggior numero di voti da parte dei cittadini. Tutti devono sentirsi protagonisti di questa sfida e contribuire al raggiungimento dell’obiettivo: possono votare per il progetto del Comune di Nova Milanese anche le persone residenti in altri Comuni.

La modalità di voto è molto semplice. Basta andare sul sito internet www.leretidelcuore.it, cercare il progetto di Nova Milanese, registrarsi e votare entro il 5 maggio 2019.

Aiutaci a restaurare Villa Vertua Masolo!
Partecipa alla votazione. Basta un click.

Comune di Nova Milanese
27/03/2019

Comune di Nova Milanese

Le Reti del Cuore è un’iniziativa di mecenatismo a tutela dell’arte e della cultura nel territorio brianzolo. Il contest vede la collaborazione di due importanti aziende di pubblico servizio come Retipiù e BrianzAcque.
In palio c’è complessivamente 1 milione di euro, importo che sarà erogato con la formula dell’Art Bonus ai progetti vincitori tra quelli presentati dai Comuni e votati direttamente dai cittadini.

Il Comune di Nova Milanese partecipa con un progetto legato alla ristrutturazione di Villa Vertua Masolo, con l’obiettivo di rivalutare e rimodernare tutta la struttura, per renderla sempre di più spazio accogliente e funzionale per la proposta culturale e artistica. Il costo previsto per la realizzazione delle opere è pari a euro 255.000.

La Villa, costruita intorno agli anni Venti in stile liberty è attualmente sede di mostre e attività culturali; della Collezione Permanente delle Arti del Fuoco, che raccoglie opere di pittura e scultura su porcellana, ceramica, terracotta, vetro e smalti; dal prossimo mese sarà inoltre sede del progetto Replica, l’Archivio italiano del Libro d’artista.

La particolarità di questa iniziativa riguarda proprio il coinvolgimento della cittadinanza: saranno finanziati infatti i progetti che otterranno il maggior numero di voti da parte dei cittadini. Tutti devono sentirsi protagonisti di questa sfida e contribuire al raggiungimento dell’obiettivo: possono votare per il progetto del Comune di Nova Milanese anche le persone residenti in altri Comuni.

La modalità di voto è molto semplice. Basta andare sul sito internet www.leretidelcuore.it, cercare il progetto di Nova Milanese, registrarsi e votare entro il 5 maggio 2019.

Aiutaci a restaurare Villa Vertua Masolo!
Partecipa alla votazione. Basta un click.

27/03/2019
Associazione "Amici di Margit"

Associazione "Amici di Margit"

Oggi vi proponiamo la poesia che ha vinto l'attestato di premio per la scuola secondaria di primo grado:
"Sto aspettando" di Sara Bardahan (Classe III C – “G. Segantini” di via L. Da Vinci)
Letta da Annalisa Minesso del gruppo Sempreverdi.
(il testo sul nostro sito http://lnx.amicidimargit.org/)

26/03/2019
Associazione "Amici di Margit"

Associazione "Amici di Margit"

Ed ecco a voi la poesia che ha vinto l'attestato di premio per la scuola primaria:
L'Attesa, di Melissa Favaro (classe IV A, scuola Gianni Rodari di via Venezia).
Letta da Chiara Bertolini del gruppo Sempreverdi.
(il testo sul nostro sito http://lnx.amicidimargit.org/)

Associazione "Amici di Margit"
24/03/2019

Associazione "Amici di Margit"

Il Cittadino di Monza e Brianza parla del nostro concorso di poesia, dei ragazzi e delle ragazze che hanno partecipato con passione ed entusiasmo!
Se volete leggere le poesie, visitate il nostro sito http://lnx.amicidimargit.org/

Associazione "Amici di Margit"
22/03/2019

Associazione "Amici di Margit"

È stata una serata davvero emozionante ieri!!!
Condividiamo con voi le immagini e la gioia della premiazione del concorso di poesia "Amici di Margit" 2019:
il palco, le insegnanti, i ragazzi e le ragazze che hanno ritirato i loro attestati di merito o premio (e anche un papà!!)
Una bellissima festa all'insegna della poesia!
Visitate il nostro sito http://lnx.amicidimargit.org/ e cliccate sui titoli per leggere le poesie vincitrici.
Continuate a seguirci su questa pagina, in questi giorni pubblicheremo le poesie vincitrici recitate ieri dalle attrici del Gruppo Sempreverdi di Nova Milanese.
E se volete ripercorrere le fasi iniziali della serata, potete vedere i video della diretta.
Grazie ancora a tutti di cuore per questa meravigliosa serata!

Associazione "Amici di Margit"
21/03/2019

Associazione "Amici di Margit"

E' arrivato il gran giorno!!!
21 marzo:
giornata internazionale della Poesia
giorno della premiazione del concorso di poesia "Amici di Margit"
Ci vediamo questa sera alle 18!
Vi aspettiamo numerosi!!!

Associazione "Amici di Margit"
14/03/2019

Associazione "Amici di Margit"

La data si avvicina!
Tra una settimana ci ritroveremo per la premiazione del concorso di poesia "Amici di Margit" 2019.
Vi aspettiamo numerosi nell'Auditorium Comunale alle ore 18 di giovedì 21 marzo.
Non mancate!

Il razzismo non ci piace
12/03/2019
Il razzismo non ci piace

Il razzismo non ci piace

"La gente è senza luce negli occhi. E il vero nero che minaccia l’Italia non è il fascismo, ma è la cupezza d'animo che ha portato al governo M5s e Lega"
Franco Arminio

Bice Bugatti Club
12/03/2019

Bice Bugatti Club

💥 !SAVE THE DATE! 💥
- La luce di Bice -
Sabato sei aprile, in occasione della 60° edizione del Premio Bice Bugatti - Giovanni Segantini, inaugurerà la prima mostra che caratterizzerà il 2019 di Nova Milanese. Bice Bugatti torna in patria, nel luogo di origine del padre.
In villa Brivio sarà ospitato il dipinto di Giovanni Segantini "La Falconiera". Un dipinto che ritrae Bice Bugatti, la compagna di Giovanni Segantini. L’esposizione dell’opera, di proprietà dei Musei civici di Pavia, sarà inoltre arricchita da “La luce di Bice”, ricostruzione storica sulla famiglia Bugatti e delle sue radici novesi, oltre che dell’amore tra Bice e Giovanni.
Libera Accademia di Pittura Vittorio Viviani Bice Bugatti Club

Fondazione Canossiana Onlus
08/03/2019

Fondazione Canossiana Onlus

Oggi, Giornata internazionale della Donna, ricordiamo l’impegno quotidiano delle madri canossiane al fianco delle donne in 32 paesi del mondo. Assieme a voi continueremo a garantire a un numero sempre maggiore di donne educazione, formazione, salute e promozione sociale.
Grazie a Voi, ogni Donna andrà lontano.

Auguri a Tutte le Donne.
Ieri, oggi, domani.

https://bit.ly/2TCiVEX

Associazione "Amici di Margit"
05/03/2019

Associazione "Amici di Margit"

Il concorso di poesia "Amici di Margit" 2019 sta arrivando al traguardo!
Abbiamo ricevuo 383 poesie da tutte le scuole che hanno partecipato. E questo è già un bellissimo risultato!
La giuria sta completando il suo lavoro, non certo facile...
Seguiteci in queste settimane e segnate in agenda giovedì 21 marzo alle ore 18 per la cerimonia di premiazione!
Vi aspettiamo numerosi!!!

Associazione "Amici di Margit"
21/01/2019

Associazione "Amici di Margit"

Entrando nella settimana che ci porta alla "Giornata della Memoria", vi proponiamo la lettura di quanto Margit scriveva nel luglio 1967 sul periodico “Hinterland”.

“L’uomo di Mauthausen abita a Cesano Maderno”
Entrando nel portone segnato con il n. 33 di Corso Libertà a Cesano Maderno, si vede subito una facciata verde: lì c’è l’Agenzia di Assicurazioni del signor Vincenzo Pappalettera, scrittore.
“Io sono un assicuratore che per scherzo ha scritto un libro” afferma sorridendo l’autore di “TU PASSERAI PER IL CAMINO”, premio Bancarella 66, dopo che il discorso si è avviato aperto e cordiale.
“Quel libro l’ho scritto per i miei amici e per le famiglie dei deportati – continua Pappalettera. - Il successo è stato una sorpresa. Volevo spiegare che la spersonalizzazione non deve avvenire”. Lo sguardo all’improvviso diviene fermo, intenso; è come se l’uomo guardasse dentro di sé, se parlasse a se stesso: “Il LAGER è la spersonalizzazione assoluta. Forse c’è dentro di noi un tentativo di spersonalizzazione, a tutti i livelli, ed è sempre attuale. Il bacillo dell’arroganza, l’istinto di sopraffazione possono portare al LAGER, bisogna combatterli, bisogna estirparli”.
Così, senza giri di parole, senza forzature, siamo entrati nel nucleo vivo del discorso, nella radice umana di dolore patito, di orrore per cose che non devono più ripetersi, dalla quale è nata l’opera che trascende cronaca e storia per divenire ferma testimonianza.
Non aveva mai scritto libri, prima, Vincenzo Pappalettera. In qualità di rappresentante degli Assicuratori del Mercato Comune, e nello svolgimento di altre cariche importanti e rappresentative, aveva redatto esclusivamente articoli tecnici, occupandosi di problemi assai diversi da quelli che costituiscono il tessuto umano di “Tu passerai per il camino”. Alla lettura, dunque, doveva giungervi come ad uno sfogo necessario di tutto quel grumo di esperienze allucinanti, di bisogno di giustizia, di bisogno di pietà, che la vita nei campi di sterminio nazisti gli aveva creato dentro.
Nato a Milano, era “sfollato” con la famiglia a Bovisio, in tempo di guerra; qui era entrato a far parte del Comitato di Liberazione. Arrestato con gli altri compagni del Gruppo, la notte dei Morti del ’44, era stato internato nel Campo di Concentramento di Mauthausen, in Austria. La liberazione, da parte delle truppe americane, il 5 Maggio del ’45, l’aveva trovato ancora in vita, con pochi superstiti. Un viaggio fortunoso lo riportò in Italia, nella sconvolta Italia del ’45. E qui Vincenzo Pappalettera riprese il filo di una vita normale, quel filo che la violenza sembrava aver reciso per sempre.
Così il successo non ha spostato la scala dei valori in casa Pappalettera: tutto è rimasto al proprio posto, dietro la facciata verde dell’Agenzia, al proprio posto umano e giusto.
Eppure il successo di “Tu passerai per il camino” è stato vivissimo.
Premiato col ”Bancarella nel ’66, continua a riscuotere vasti consensi di critica e di pubblico. Il volume ha raggiunto la 15° edizione - fatto veramente eccezionale se si pensa alla poca dimestichezza degli italiani con la lettura – ed ha avuto oltre 300 recensioni, apparse su quotidiani e riviste di grande tiratura. In particolare, Silvio Bertoldi, redattore di “Oggi”, in seguito alla lettura del “Camino”, ha voluto visitare Mauthausen ed ha effettuato un importante servizio che è documentazione e commossa rievocazione di fatti e luoghi dolorosi, che non è concesso ignorare o dimenticare.
“Tu passerai per il camino” è un libro sconvolgente. E’ un rivivere non tanto attraverso il filtro della memoria ma piuttosto in chiave di viva presenza, l’assurda tragedia scatenata dalla violenza e dalla follia, tragedia in cui furono coinvolte e distrutte 11 MILIONI di creature. La minaccia spaventosa urlata dai “kapos” negli orecchi dei deportati, “Tu passerai per il camino”, parole che significavano sevizie e morte e l’essere distrutti nel forno crematorio e l’essere dissolti in fumo, su, attraverso il camino, è divenuta il titolo e il nodo drammatico della narrazione.
Infatti distruggere l’uomo come persona, anche a prescindere dalla morte fisica, era il fine ultimo del “sistema” nazista. “Il più fortunato era quello che moriva subito” dice Pappalettera. Dall’arresto a Bovisio, al trasporto a San Vittore e quindi a Bolzano e a Mauthausen; dall’esperienza del campo, con tutte le torture, le atrocità escogitate dagli uomini: dall’esperienza dei “rivier”, ospedali che erano solo il passaggio doloroso dalle baracche dei vivi al mucchio dei cadaveri; dall’esperienza brutale dei “Kommandos di Lavoro”, fino alle prime avvisaglie del cedimento nazista ed alla “forsennata baraonda della liberazione”, con il caotico rientro in patria, la narrazione procede concitata in un linguaggio che ha riscoperto il senso della parola spoglia di ogni ambigua sovrastruttura, nudo mezzo di contatto da uomo a uomo, procede come premuta all’interno dell’esigenza esistenziale di dire cose che devono essere dette, che devono esser sapute, perché sono state fatte, perché gli uomini hanno toccato il fondo dell’abisso, perché uomini come noi sono morti e uomini come noi li hanno fatti morire, Morte, morte, morte, sempre e dovunque: nel Campo, nei Kommandos, persino dopo la liberazione, persino durante il viaggio di ritorno alla vita. Morte. Perché? E’ la domanda che l’autore si pone, ogni momento, silenziosamente; è la domanda che si impone a noi tutti, in quanto uomini. E la soluzione non è la vendetta, direi che non è neppure la giustizia in senso assoluto; la soluzione potrebbe essere solo una ritrovata misura d’amore.
Tale, d’altronde, è anche la soluzione implicitamente proposta dell’Autore, e ben individuata da Pietro Caleffi nella prefazione: “Dio voglia che il racconto sia per chi legge un messaggio d’amore”.
Forse per questo il libro s’incide profondamente nella nostra coscienza, perché non si limita ad essere documento e denuncia, ma è molto di più. E’ narrazione dolorosa di una esperienza individuale e collettiva sofferta nel profondo, è narrazione condotta senza odio, senza livore. “Non era in noi il desiderio di vendetta”, si legge a pagina 53, ed ancora “Chi ha sofferto a Mauthausen non ha voglia di fare del male, desidera soltanto vivere in pace”.
Anche la visione della punizione dei criminali nazisti non è animata da alcun compiacimento che assomigli alla sinistra soddisfazione della vendetta. Al contrario, vi si sente una virile, consapevole contemplazione dell’avverarsi della giustizia, fatale e dolente al tempo stesso, come se non l’Autore parlasse, ma la voce di tutti gli uomini uccisi, di tutti gli uomini staffilati, di tutti gli uomini annientati nella loro essenza di creature libere, di tutti quelli che hanno ormai conquistato una dimensione nella quale l’unica parola che valga la pena di pronunciare è “Shalom”, l’antico saluto israeliano insegnato ai compagni da Raphael l’Ebreo; e “Shalom” significa “pace”.
Raphael l’Ebreo, Miscia lo Zingaro, Olivio Bosiero e Ambrogio, e Don Andrea e tutti gli altri Uomini, nomi. Ricorrono spesso nella pacata conversazione di Pappalettera, come nel libro. Si capisce che il fondo della sua personalità è rimasto fisso alla folgorante esperienza di Mauthausen, anche se è stata superata l’ossessione e se gli incubi notturni dei primi tempi “malattia comune dei reduci”, sono scomparsi.
A Mauthausen, Pappalettera è tornato cinque volte. Tutti i reduci hanno bisogno di ritornare. E’ come un’inconscia necessità di verifica: verificare, constatare che i fili spinati non fulminano più, che gli assassinati nella “Cantera” non gridano più. “N. D., un deportato di Torino, è rimasto a Mauthausen per otto mesi, se no impazziva.
Ogni superstite ha dunque dovuto vivere anche l’enorme fatica di reinserirsi in un’esistenza normale, di ritrovare una strada o di crearsela nuova. Come Vincenzo Pappalettera che dirige l’Agenzia, scrive, legge. “Cosa legge?” gli chiediamo.
“James Joyce, Camus, Pavese.” Sono i nomi che ci aspettavamo da lui. Joyce, Camus, Pavese. Gli piace soprattutto Italo Svevo. E si capisce che gli debba piacere. Anche Italo Svevo, il grande e per tanti anni misconosciuto scrittore triestino, conduceva una vita apparentemente comune: prima impiegato di banca, quindi industriale, e, “dentro”, tutta una realtà altrettanto vera, altrettanto tangibile, anzi molto più vera e più tangibile di quella “di fuori”.
Le esperienze, le sensazioni, le persone, le cose, gli si depositavano dentro e da tale sedimento meditato e sofferto doveva scaturire la stupenda, umanissima e difficile poesia dei suoi romanzi.
Anche Italo Svevo era uno “scrittore di cose”, questi “scrittori di cose” non ricorrono mai all’artificio letterario, hanno una prosa scarna e densa, sostanziata di reale, e, spesso, la pagina che si dilata in un respiro di alta poesia. Una poesia nuda e dolente, tanto lontana dalla retorica quanto è vicina alla vita.
Si capisce come a Pappalettera piaccia Italo Svevo.

Usciamo che fa sera. Vincenzo Pappalettera abbassa la saracinesca: è il solerte titolare d’agenzia che chiude la sua giornata. Tutto è a posto dunque, tutto è nella norma.
Ma nella strada di provincia, assorta nel crepuscolo lilla, passa un vento improvviso, un vento che sa di tutte quelle cose che non sono nella norma, ma che stanno sospese tra il cielo e la terra e che noi possiamo solo intuire un attimo ed ecco, sono fuggite, e sono il perché del dolore, il perché dell’amore, il perché della vita, il perché della morte. Dio e questo cielo così tenero, questo cielo teso tra le case ci copre tutti, quelli che sono morti crocifissi dalla nostra incapacità d’amore, quelli che sono vivi e non sanno di vivere. Dio se almeno noi che siamo vivi sapessimo di essere vivi, se almeno noi che siamo vivi potessimo imparare a non uccidere più.

Indirizzo

Via Garibaldi, 116
Nova Milanese
20834

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