27/08/2021
🏛💊 Pillole palladiane, da prendere ogni venerdì.
Nel 1555 Palladio progetta una villa per i Foscari, una delle famiglie più in vista della Repubblica di Venezia.
La posizione è di particolare rilevanza: si affaccia sul fiume Brenta, il collegamento principale tra Venezia e Padova. Il sito, allo stesso tempo, presenta alcune criticità, fra cui la tendenza ad allagarsi.
Nella progettazione Palladio tiene a mente tutti questi elementi ed elabora una risposta attingendo sia dalla tradizione veneta sia dall’architettura antica. Hanno un carattere spiccatamente veneziano il rapporto della facciata con l’acqua, la tecnica costruttiva e la forma dei camini; è invece presa a prestito dal mondo antico l’idea generale dell’edificio, ispirata al tempietto alle fonti del Clitunno, vicino a Spoleto.
La villa è una dimostrazione efficace della maestria di Palladio nell’ottenere effetti monumentali utilizzando materiali poveri. L’edificio è realizzato quasi completamente in mattoni, rivestiti da un intonaco a marmorino che imita un bugnato. Studi recenti hanno dimostrato che, in origine, le facciate erano bicrome: bianche nelle parti in bugnato e rosse nei fusti delle colonne e nelle fasce orizzontali. Questa scelta cromatica viene adottata qui per la prima volta, ma tornerà nella Loggia del Capitaniato a Vicenza, nel convento della Ca**tà e negli interni di San Giorgio a Venezia.
Un’altra particolarità di villa Foscari è la radicale differenza tra la facciata anteriore e quella posteriore. Sul retro Palladio riorganizza lo spazio corrispondente al pronao disponendo una f***a serie di aperture, con lo scopo di illuminare la grande sala seguendo l’andamento delle volte.
(Foto: © Filippo Romano – CISA A. Palladio)
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