Casale Hortensiae

Casale Hortensiae A due passi dalla civilizzazione, un territorio salvaguardato, per chi non mangia nessuno….
:)

27/05/2026

⭐⭐⭐ Arnold Ehret – Una dieta alcalinizzante è la chiave della guarigione

Arnold Ehret più di cento anni fa guarì migliaia di pazienti ritenuti incurabili per la medicina semplicemente attraverso la dieta con l’obiettivo di rimuovere le scorie acide, le tossine e il muco dall’organismo considerate la vera causa della malattia

E’ di recente pubblicazione il nuovo libro di Stefano Momentè intitolato Arnold Ehret – L’amore alla base di tutto in cui viene spiegato come molte scoperte moderne hanno confermato le teorie avanzate da Ehret sulla nutrizione. Ecco alcuni estratti dal libro.

“Il grado avanzato di Ehret si riscontra in ogni suo scritto. «L’errore più eclatante e distruttivo dell’uomo è quello di acidificare il sangue on cibi costipanti, ostruenti e muco formanti», scrisse, anticipando di trent’anni le teorie di Otto Einrich Warburg e tutto quello che è stato scoperto in seguito. «Il grado di sporcizia interna dell’individuo medio è qualcosa di inimmaginabile», scriveva il professore bavarese alla vigilia del primo conflitto mondiale e dell’epidemia sp****la che avrebbe decimato la popolazione europea.

L’acidosi è uno stato pericoloso del nostro organismo: crea stanchezza, stati infiammatori nei tessuti, sofferenza della mielina del sistema nervoso, aumento dei radicali liberi. Siamo formati da circa 75 miliardi di cellule che lavorano in continuazione e che riversano i rifiuti metabolici prodotti nei fluidi che le circondano. Tali rifiuti sono acidi e necessitano di un ambiente alcalino per essere eliminati, e non devono accumularsi avvelenando la cellula.

Per mantenere il sangue sempre nel suo stato alcalino, l’organismo in stato di acidificazione tenterà di alcalinizzarsi in ogni modo, ad esempio utilizzando gli elementi minerali, come il calcio, presenti sia nelle ossa che nei denti, e che hanno la capacità di neutralizzare gli acidi in eccesso. Le conseguenze possono risultare in un fenomeno di decalcificazione generale.

Una dieta a base di alimenti alcalinizzanti può invertire il processo degenerativo e far scomparire molti sintomi. Non necessariamente i cibi che hanno un gusto acido sono anche acidificanti. La frutta ad esempio contiene acidi deboli (citrico, malico, tartarico) che nella digestione vengono ossidati e trasformati in composti alcalinizzanti.

Riteneva necessario quindi eliminare tutti i cibi che creano o apportano muco: farine raffinate, zucchero bianco e cibi di origine animale. La definizione ehretiana di muco si riferisce alle sostanze vischiose, come catarro, colesterolo, flemma (negli antichi trattati di medicina uno dei quattro umori fondamentali del corpo, considerato causa di debolezza e pigrizia) che entrano nell’organismo con i cibi e attecchiscono nel colon, da dove raggiungono tutti gli altri organi e sistemi del nostro corpo. Depositate sulle pareti intestinali, queste sostanze impediscono l’assorbimento dei nutrienti essenziali. Virare verso un’alimentazione composta esclusivamente da alimenti vegetali come frutta e verdura preferibilmente crude, anche sotto forma di succhi, oltre naturalmente a delle sane abitudini di vita, secondo Ehret mette le persone al sicuro dal rischio di ammalarsi.”

Ecco come l’autore introduce il suo libro:

Arnold Ehret sosteneva che il ritorno ad un modo di alimentarsi più idoneo per l’uomo, permetterebbe l’autoguarigione, coadiuvando il cambio di alimentazione solo con una serie di digiuni leggeri. Il suo metodo consisteva in un progressivo cambiamento delle abitudini alimentari (l’esclusione graduale dei cibi elaborati industrialmente, degli alcolici e di tutti i cibi producenti muco). In digiuni più o meno lunghi, un costante esercizio fisico, in bagni di sole e d’aria.

Chi lo contesta – ed è capitato anche che contestassero me quando ne parlavo –mette in luce soprattutto l’epoca in cui visse il professore e la
mancanza di dati scientifici a supporto. Vero è, come dice Valdo Vaccaro, che ad Ehret mancavano certamente dei riscontri importanti, come le prove di Paul Kouchakoff sulla leucocitosi del sangue, che il ricercatore russo portò alla prima Conferenza Mondiale di Microbiologia di Parigi del 1930. Gli mancava pure il concetto preciso di enzimi nel cibo, sviluppato da Edward Howell. E gli mancavano le ricerche di Afred Bovis e Andrè Simoneton sul potere radiante e sulla vibrazione dei cibi. In verità anche quest’ultimo molto contestato dalla medicina tradizionale. Di tutte queste cose Ehret fu certo anticipatore. Ed è per questo che ho deciso di scriverne

22/05/2026

L’acqua è vitale, certo.
Ma forse abbiamo trasformato anche questo in un eccesso. 🌿

Ci portiamo bottiglie ovunque, spesso di plastica, dimenticando che il nostro corpo si nutre anche attraverso ciò che mangiamo: frutta, verdura, alimenti vivi.

Qui al Casale cerchiamo un rapporto più naturale con l’idratazione e con ciò che ci fa stare bene.
Per questo prepariamo anche la nostra kombucha al rosmarino: semplice, fermentata lentamente, fatta con quello che cresce accanto a noi. ✨

A volte il benessere non è aggiungere di più.
È tornare a qualcosa di più essenziale.

Water is vital, of course.
But perhaps we’ve turned even this into an excess. 🌿

We carry bottles everywhere, often made of plastic, forgetting that our bodies are also nourished through what we eat: fruits, vegetables, living foods.

Here at the Casale, we try to keep a more natural relationship with hydration and wellbeing.
That’s why we make our own rosemary kombucha: simple, slowly fermented, made with what grows around us. ✨

Sometimes wellbeing isn’t about adding more.
It’s about returning to what is essential.





15/05/2026

La bottiglia di plastica?
Qui non entra.
Non è un capriccio — è una scelta che viene da lontano.
Perché l’acqua in plastica non è solo acqua: porta con sé ftalati, perturbatori endocrini, cose che la gente non vede ma il corpo sente.
Al Casale l’acqua è un’altra storia.
Viene da una sorgente, filtrata attraverso strati di sabbia e sassolini di diametro diverso, poi un defangatore, poi il filtro Berkey in acciaio.
Niente cloro. Niente arsenico.
Solo acqua vera.
E d’estate, quando la sorgente si prosciuga, abbiamo le nostre cisterne — migliaia di litri raccolti con cura.
L’acqua non si spreca. L’acqua si rispetta.
La beviamo liscia, con il sciroppo di sambuco fatto in casa, con il limone, con le erbe del casale.
Ogni giorno diversa. Sempre buona.
🌿 L’acqua è vita. Trattala come tale.

The plastic bottle?
Not here.
It’s not a whim — it’s a choice rooted in awareness.
Water stored in plastic isn’t just water: it carries phthalates, endocrine disruptors, things people can’t see but the body feels.
At the Casale, water is a different story.
It comes from a spring, filtered through layers of sand and stones of different sizes, then a clarifier, then the famous Berkey steel filter.
No chlorine. No arsenic.
Just real water.
And in summer, when the spring runs dry, we have our cisterns — thousands of litres collected with care.
Water is not wasted. Water is respected.
We drink it plain, with homemade elderflower syrup, with lemon, with herbs from the garden.
Different every day. Always good.
🌿 Water is life. Treat it that way.

05/05/2026

Nel bosco del Casale c’è una pietra un po’ misteriosa.

Un disegno inciso, lasciato lì chissà da chi e chissà quando.
C’è chi ci vede simboli antichi… e chi ci vede altro. 😄

Io ho la mia idea, ma preferisco non influenzarvi troppo…
Archeologi, studiosi, curiosi: fatevi avanti.

Secondo voi cos’è? 🌿

In the woods of the Casale, there’s a rather mysterious stone.

An engraving, left there by who knows who, and who knows when.
Some see ancient symbols… others see something else. 😄

I have my own idea, but I won’t influence you too much…
Archaeologists, curious minds — what do you think it is? 🌿





02/05/2026

Le immagini hanno evidenziato una differenza chiara: mentre le auto a benzina rilasciano molto più calore, soprattutto nella zona del motore e dello scarico, quelle elettriche tendono a mantenere una temperatura più uniforme e più bassa, poiché non c’è combustione interna.

01/05/2026

✈️ L’uomo che ha vissuto 27 anni bloccato in un aeroporto

Mehran Karimi Nasseri è rimasto intrappolato per oltre un quarto di secolo nell’Aeroporto Charles de Gaulle di Parigi.

Tutto iniziò nel 1988, quando p***e i suoi documenti.
Senza identità legale, nessun Paese poteva accoglierlo.

Così rimase sospeso in un limbo:
impossibilitato a entrare in Francia…
e impossibilitato a partire.

Col tempo, quel terminal diventò casa.
Dormiva sulle panchine, leggeva giornali, scriveva appunti e parlava con chi lavorava lì.

Per molti era solo un passeggero.
Per altri… una presenza fissa.

La sua storia ispirò il film The Terminal di Steven Spielberg, con Tom Hanks.
Ma la realtà fu molto più dura.

Solo nel 2006 lasciò l’aeroporto per motivi di salute.
Morì nel 2022, a 76 anni.

Una vita intera fermata dalla burocrazia.

Perché a volte non serve una prigione per restare bloccati…

basta non avere un documento.

😳
17/04/2026

😳

In una fotografia degli anni '20, scattata all'interno della Cina, si osserva una scena che oggi appare tanto scioccante quanto rivelatrice. Diverse donne occidentali viaggiano sulla schiena di uomini cinesi, trasformati in portatori grazie a una struttura di legno che permetteva loro di essere "montati" come se fossero un mezzo di trasporto.

La donna a destra si chiamava Ethel Vinden, canadese, membro della China Inland Mission, un'organizzazione protestante che portava il Vangelo nelle province più remote del paese. Per loro, era parte della vita quotidiana della missione; per gli uomini, era lavoro, sforzo e rassegnazione in un contesto di evidente disuguaglianza.

Le immagini di questo tipo non mostrano solo la distanza culturale tra Oriente e Occidente, ma anche il peso di un'epoca segnata da gerarchie coloniali travestite da filantropia religiosa. Lì, lungo i polverosi sentieri della Cina rurale, i corpi dei portatori erano il ponte forzato tra la fede straniera e un popolo che raramente aveva la possibilità di scegliere come riceverla.

Oltre un secolo dopo, scene come questa rappresentano un ricordo scomodo, ma necessario: ci ricordano che la storia delle missioni religiose e dell'incontro tra culture è stata attraversata sia da ideali spirituali che da pratiche di dominazione che oggi risultano impossibili da giustificare.

Indirizzo

Via Vocabolo Resano 6
Orte
01028

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