04/10/2026
A Lolìa abbiamo il corbezzolo e le giuggole.
L'Italia ha una biodiversità frutticola straordinaria, ma quasi tutti i giardini hanno solo meli, peri e agrumi. Queste 10 piante da frutto dimenticate sono resistenti, adattate al nostro clima e quasi nessuno le pianta più.
10 frutti italiani dimenticati per il giardino:
Corbezzolo: l'albero tricolore. Foglie verdi, fiori bianchi, frutti rossi, tutti insieme in autunno. Sempreverde e mediterraneo.
Giuggiolo: "andare in brodo di giuggiole." Frutti come datteri, zero manutenzione. Una volta in ogni casolare, oggi quasi sparito.
Azzeruolo: mini mele gialle o rosse, confetture eccellenti. Un tempo in ogni frutteto, oggi quasi introvabile.
Sorbo domestico: "col tempo e con la paglia maturano le sorbe." Si raccoglie acerbo, matura sulla paglia. Albero longevo e spettacolare in autunno.
Nespolo comune: non quello giapponese. Frutti dopo la prima gelata, sapore tra dattero e mela cotta.
Gelso nero: una volta in ogni cortile per i bachi da seta. Frutti scuri e dolcissimi che macchiano le mani per giorni.
Corniolo: fiorisce a febbraio prima di tutto il resto. Frutti rossi come olive, perfetti per marmellate e liquori.
Mirto: bacche blu-nere per il liquore sardo. Sempreverde, profumato, nativo della macchia mediterranea.
Prugnolo: il frutto della siepe. Prugnole asprissime, perfette dopo il primo gelo per il prugnolino.
Carruba: baccelli dolci che sapevano di cioccolato per i bambini del sud. Zero irrigazione, resiste a tutto.
Perché piantarli: non servono pesticidi, non serve irrigazione una volta cresciuti. Alimentano merli, capinere, ghiri e insetti. Ogni albero piantato è conservazione attiva.
Il giardino italiano potrebbe essere il frutteto più vario del Mediterraneo.