26/08/2026
In riferimento alle affermazioni diffuse con il profilo “Serena Modoni” è necessario chiarire quanto segue, trattandosi di dichiarazioni chiaramente false e diffamatorie.
In particolare si precisa quanto segue:
la struttura “Mulino d’Acqua” è privata e per accedere alla stessa e usufruire dei servizi posti a disposizione degli utenti deve essere corrisposto un prezzo d’ingresso.
Se lo stesso appare eccessivo o non lo si vuole corrispondere, nulla quaestio, non si può pretendere, però, di avere ugualmente accesso alla struttura;
la struttura è posta a confine con il costone sotto il quale è ubicata la spiaggetta denominata “mulino d’acqua”, di proprietà demaniale. La struttura aziendale non è l’ingresso né l’accesso alla spiaggia sottostante, peraltro palesemente e notoriamente vietato per provvedimento amministrativo. Pertanto chiunque acceda alla struttura per poi, senza autorizzazione e in violazione di disposizioni, accedere comunque alla spiaggia sottostante, lo fa a suo rischio e pericolo, violando, oltre alle diposizioni amministrative, anche il regolamento della struttura. Per tale ragione è richiesta agli ospiti la sottoscrizione di una così denominata “Presa visione ed accettazione del Regolamento della struttura”, nella quale si avvisano gli stessi che è vietato raggiungere la spiaggia sottostante, il cui accesso è precluso, transitando dalla struttura.
Tale declaratoria, resasi necessaria a causa della frequenza con la quale soggetti, per usare un eufemismo sprovveduti, insistono nel fingere di voler utilizzare i servizi offerti, per poi furtivamente raggiungere la spiaggia sottostante nonostante i divieti, è stata sottoscritta anche dalla signora Modoni, che, si presume, sapendo scrivere, certamente sa anche leggere e comprendere il contenuto del documento sottoscritto.
Quanto al cancello che chiudeva e precludeva ogni possibilità di accesso, lo stesso è stato letteralmente scardinato proprio da soggetti ( in particolare due signore immortalate nel compimento dell’atto), che infischiandosene dei divieti, delle preclusioni e dei pericoli, continuano e pretendono di accedere alla spiaggia demaniale, nonostante il divieto ben noto.
Ne consegue che la ricostruzione dei fatti effettuata dalla signora Mudoni non solo è strumentale, ma anche falsa e diffamatoria. In buona sostanza ciò che accade è che individui del tutto indifferenti al divieto, si ostinino a voler raggiungere la spiaggia preclusa alla balneazione utilizzando un accesso naturale posto al confine con la proprietà della struttura, accedendo inizialmente a questa, previo pagamento del biglietto d’ingresso, ma evidentemente con il secondo fine di poter clandestinamente sgattaiolare, in violazione di norme precise e raggiungere la spiaggia, nonostante divieti e pericoli.
Si chiarisce, inoltre, che la spiaggia è raggiungibile dal mare e anche tale accesso è vietato stanti i provvedimenti e le disposizioni vigenti, emessi nell’interesse dell’incolumità pubblica.
Si precisa, infine, che, al fine di tutelare l’immagine, l’onorabilità e la reputazione dei soggetti interessati, nonché della struttura, si provvederà ad adire le competenti sedi per ogni opportuna iniziativa a tutela dei propri diritti, qualora ne ricorrano i presupposti.
A tal fine, del post pubblicato dal profilo “Serena Modoni”, nonché dei relativi commenti e delle ulteriori dichiarazioni ad esso collegate, è stata effettuata e conservata apposita documentazione mediante screenshot, a futura memoria e quale riscontro del contenuto effettivamente pubblicato e delle dichiarazioni rese dagli utenti.
Ogni responsabilità per le dichiarazioni diffuse e per gli eventuali ulteriori contenuti lesivi resterà pertanto a carico dei rispettivi autori.