Fondazione Antiusura Ss. Mamiliano e Rosalia ETS

Fondazione Antiusura Ss. Mamiliano e Rosalia ETS L’impegno primario della Fondazione Ss.Mamiliano e Rosalia è prevenire il sovraindebitamento

TELE ONE parla di noi!Il problema del sovraindebitamento e la campagna informativa della Fondazione Ss. Mamiliano e Rosa...
14/06/2024

TELE ONE parla di noi!

Il problema del sovraindebitamento e la campagna informativa della Fondazione Ss. Mamiliano e Rosalia di Palermo

È sempre più alto il numero delle persone che si trovano ad affrontare il problema del sovraindebitamento. Il rischio è cadere preda degli usurai. La Fondazi...

17/11/2023

ELETTO IL NUOVO CONSIGLIO DIRETTIVO DELLA CONSULTA NAZIONALE ANTIUSURA

Venerdì 10 novembre a Palermo si è riunita l’assemblea dei Presidenti delle 34 Fondazioni antiusura che fanno capo alla Consulta Nazionale S. Giovanni Paolo II.

Sono stati riconfermati il Presidente uscente Dr. Luciano Gualzetti (della Fondazione di Milano) e i Consiglieri Don Basilio Gavazzeni (della Fondazione di Matera), Dott. Giustino Trincia (della Fondazione di Roma) e dott. Daniele Acampora della Fondazione di Castellammare di Stabia). E stato altresì eletto il quinto consigliere nella persona di Don Marco Lai (della Fondazione di Cagliari).

Infine è stato eletto Segretario della Consulta il Dr. Francesco Furnari, Vice Presidente della nostra Fondazione.

08/11/2023
21/07/2022

Giovedì 16ª Sett. T O. II. 21 Lug 2022.
Meditazione 1ª lettura. Ger 2, 1-13.
"Il mio popolo mi ha abbandonato!".

"Il mio popolo ha commesso due iniquità:
essi hanno abbandonato me,
sorgente di acqua viva,
per scavarsi cisterne, cisterne screpolate,
che non tengono l'acqua" (Geremia 2,13).

Cari Fratelli e Sorelle, questo accompagnamento spirituale è nato 2 anni addietro in piena pandemia e isolamento da virus Covid per tenere tutti, impediti di partecipare di persona alle celebrazioni eucaristiche, collegati al cammino sacramentale della Chiesa. Adesso che l’emergenza è venuta meno ed ognuno può alimentarsi direttamente alla Fonte della Salvezza, ritengo che è venuto il momento di concludere questo compito.
Buon cammino nella fede.
p Gv Basile.

20/07/2022

Mercoledì 16ª Sett. T O. II. 20 Lug 2022.
1ª lettura. Ger 1,1-10.

1 Parole di Geremia figlio di Chelkia, uno dei sacerdoti che dimoravano in Anatòt, nel territorio di Beniamino. 2 A lui fu rivolta la parola del Signore al tempo di Giosia figlio di Amon, re di Giuda, l'anno decimoterzo del suo regno, 3 e quindi anche al tempo di Ioiakìm figlio di Giosia, re di Giuda, fino alla fine dell'anno undecimo di Sedecìa figlio di Giosìa, re di Giuda, cioè fino alla deportazione di Gerusalemme avvenuta nel quinto mese.
4 Mi fu rivolta la parola del Signore:
5 «Prima di formarti nel grembo materno, ti conoscevo,
prima che tu uscissi alla luce, ti avevo consacrato;
ti ho stabilito profeta delle nazioni».
6 Risposi: «Ahimé, Signore Dio, ecco io non so parlare,
perché sono giovane».
7 Ma il Signore mi disse: «Non dire: Sono giovane,
ma va' da coloro a cui ti manderò
e annunzia ciò che io ti ordinerò.
8 Non temerli,
perché io sono con te per proteggerti».
Oracolo del Signore.
9 Il Signore stese la mano, mi toccò la bocca
e il Signore mi disse:
«Ecco, ti metto le mie parole sulla bocca.
10 Ecco, oggi ti costituisco
sopra i popoli e sopra i regni
per sradicare e demolire,
per distruggere e abbattere,
per edificare e piantare».

Meditazione di don Giovanni Basile, presbitero della chiesa di Palermo.

"Prima di formarti nel grembo materno, ti conoscevo!".
Il brano di oggi, il racconto della vocazione di Geremia, mette in evidenza la vocazione del profeta ma anche la vita dell'uomo secondo il progetto di Dio e della sua realizzazione. La pericope della vocazione di Geremia, mentre ci fa comprendere la vocazione e la personalità del profeta, pone il problema della "nostra" vocazione. Siamo tutti coinvolti nella vocazione di Geremia. Dio offre a tutti, in qualunque situazione, la possibilità di essere, in maniera diversa, "suoi testimoni"; perché per ciascuno di noi può dire: "Prima di formarti nel grembo materno, ti conoscevo". Questa parola vince le sue, e le nostre, debolezze e fragilità. Il Signore a Geremia, ed a noi, chiede obbedienza, disponibilità e confidenza piena, e promette assistenza contro le avversità e le violenze del suo ministero. Il profeta pone al centro del suo racconto l'esperienza del divino nella sua vita, e all’interno dell'attività profetica c’è sempre la parola divina, che, nello stesso tempo, è potente ed anche impotente, di fronte alla libertà umana. Signore, che gioia sentirmi chiamato per nome da Te! Che io non resti sordo al tuo appello.

19/07/2022

Martedì 16ª Sett. T O. II. 19 Lug 2022.

Dal libro del profeta Michea
Mi 7,14-20.

Pasci il tuo popolo con la tua v***a, il gregge della tua eredità, che sta solitario nella foresta tra fertili campagne; pascolino in Basan e in Gàlaad come nei tempi antichi. Come quando sei uscito dalla terra d’Egitto, mostraci cose prodigiose. Quale dio è come te, che toglie l’iniquità e perdona il peccato al resto della sua eredità? Egli non serba per sempre la sua ira, ma si compiace di manifestare il suo amore. Egli tornerà ad avere pietà di noi, calpesterà le nostre colpe. Tu getterai in fondo al mare tutti i nostri peccati. Conserverai a Giacobbe la tua fedeltà, ad Abramo il tuo amore, come hai giurato ai nostri padri fin dai tempi antichi.

Meditazione di don Giovanni Basile, presbitero della chiesa di Palermo.

"Getterà in fondo al mare i nostri peccati!".
Il profeta Michea, dopo sei capitoli di rimproveri da parte di Dio, riporta quest’ultima parte che riferisce parole di consolazione e rinnova la promessa. Il popolo che ha tradito, ma ora sembra pentito, può finalmente ti**re un sospiro di sollievo, sembra un lieto fine. Dio si è ricordato che il suo popolo e lo stesso uomo sono nati da un suo atto d’amore. Si è ricordato della promessa che ci ha fatto da sempre: quella di cancellare i nostri peccati sacrificando una parte di sé. Non c’è una qualsiasi altra divinità che ragiona così, che da' un’altra opportunità, e poi ancora, e ancora. Come quando un papà è arrabbiato per il comportamento dei figli e sembrano vani gli sforzi educativi e si ingigantisce il pensiero del fallimento come genitore. Poi è sufficiente una parola gentile o un bacetto e tutta l’arrabbiatura svanisce. La speranza rifiorisce. Le misericordie del Signore non sono finite. Occorre coltivare umiltà e pazienza poiché Dio mostra la sua grandezza e la sua potenza soprattutto nel perdonare i peccati. Ma occorre che io dica: Signore, aiutami a vigilare sul mio cuore, volgiti a me ed abbi pietà!

18/07/2022

Lunedì 16ª Sett. T O. II. 18 Lug 2022.
1ª lettura. Mi 6,1-8.

1 Ascoltate dunque ciò che dice il Signore:
«Su, illustra la tua causa ai monti
e i colli ascoltino la tua voce!».
2 Ascoltate, o monti, il processo del Signore,
o perenni fondamenta della terra,
perché il Signore è in causa con il suo popolo,
accusa Israele.
3 «Popolo mio, che cosa ti ho fatto?
In che cosa ti ho stancato? Rispondimi.
4 Forse perché ti ho fatto uscire dalla terra d'Egitto,
ti ho riscattato dalla condizione servile
e ho mandato davanti a te
Mosè, Aronne e Maria?
5 Popolo mio, ricorda le trame
di Balak, re di Moab,
e quello che gli rispose
Balaam, figlio di Beor.
Ricòrdati di quello che è avvenuto
da Sittìm a Gàlgala,
per riconoscere
le vittorie del Signore».
6 «Con che cosa mi presenterò al Signore,
mi prostrerò al Dio altissimo?
Mi presenterò a lui con olocausti,
con vitelli di un anno?
7 Gradirà il Signore
migliaia di montoni
e torrenti di olio a miriadi?
Gli offrirò forse il mio primogenito
per la mia colpa,
il frutto delle mie viscere
per il mio peccato?».
8 Uomo, ti è stato insegnato ciò che è buono
e ciò che richiede il Signore da te:
praticare la giustizia,
amare la bontà,
camminare umilmente con il tuo Dio.

Meditazione di don Giovanni Basile, presbitero della chiesa di Palermo.

"Ti è stato insegnato ciò che è buono!".
In questo brano Dio chiama in causa il suo popolo che è venuto meno ai suoi impegni: ha tradito l’alleanza. A quel tempo in cui ancora non esisteva la figura del giudice come la intendiamo noi, le dispute si risolvevano tra le due parti che si ritenevano offese, secondo delle regole e consuetudini antiche. Le due parti scendevano in piazza, dove tutto il paese si faceva testimone (e non giudice del litigio). Qui Dio agisce nello stesso modo, richiama il suo popolo, alla presenza di tutto il creato, e chiede conto del suo comportamento. È un modo di agire che non giudica, ma fa riflettere sulle azioni, sul perché si è agito in un determinato modo. Come un padre può fare con il figlio ribelle per cercare di farlo ragionare per muoverlo al pentimento. Così per il popolo di Dio la vera conversione, ammonisce il profeta, non consiste solo in atti di culto, ma nel "praticare la giustizia, amare la pietà, camminare umilmente con il tuo Dio". Il Dio che annuncia Michea è il Dio con noi, il Dio di Betlemme e del Calvario; il Dio che si umanizza per amore dell’uomo. Michea richiama l’Alleanza come amore verso Dio e non come un mercanteggiare. Signore, camminerò con Te con amore.

17/07/2022

16ª domenica Ordinaria. C. 17 Lug 2022.

Dal Vangelo secondo Luca
Lc 10,38-42

In quel tempo, mentre erano in cammino, Gesù entrò in un villaggio e una donna, di nome Marta, lo ospitò.
Ella aveva una sorella, di nome Maria, la quale, seduta ai piedi del Signore, ascoltava la sua parola. Marta invece era distolta per i molti servizi.
Allora si fece avanti e disse: «Signore, non t’importa nulla che mia sorella mi abbia lasciata sola a servire? Dille dunque che mi aiuti». Ma il Signore le rispose: «Marta, Marta, tu ti affanni e ti agiti per molte cose, ma di una cosa sola c’è bisogno. Maria ha scelto la parte migliore, che non le sarà tolta».

Meditazione di don Giovanni Basile, presbitero della chiesa di Palermo.

"Maria ha scelto la parte migliore!".
Il vangelo di questa domenica, provoca noi cristiani, ci sollecita ad una attenta riflessione sulle motivazioni che sorreggono la nostra prassi quotidiana. Nel nostro tempo il valore di una persona si misura dalle capacità di cui è dotata e soprattutto dall'efficienza, forse meglio dal rendimento. Ecco infatti che vecchi e bambini non contano più, sul piano politico, economico e morale. Su questa scia è maturata una nuova eresia moderna quella che chiamiamo efficientismo, bisogna produrre. Ma il Signore Gesù ci mette in guardia da un attivismo che a lungo andare può allontanare da Dio e dal prossimo, con conseguenze disastrose sia sul piano personale che comunitario. Marta fa tanto, ma è prigioniera di questo suo fare. Il problema non è darsi da fare in un servizio o in un altro, ma comprendere il senso di ciò che si fa. Ci sono cose, essenziali, che danno vita, mentre altre, secondarie, se diventano più importanti tolgono vita. Marta e Maria, sono l'occasione per riflettere sul primato dell'ascolto dal quale deve avere origine il nostro fare. In fondo, si potrebbe dire che per vedere meglio il mondo bisogna saper guardare il cielo. L’ascolto è la sola cosa necessaria.

16/07/2022

Sabato 15ª Sett. T O. II. 16 Lug 2022.

Dal libro del profeta Michea
Mi 2,1-5

Guai a coloro che meditano l’iniquità e tramano il male sui loro giacigli; alla luce dell’alba lo compiono, perché in mano loro è il potere. Sono avidi di campi e li usurpano, di case e se le prendono. Così opprimono l’uomo e la sua casa, il proprietario e la sua eredità. Perciò così dice il Signore: «Ecco, io medito contro questa genìa una sciagura da cui non potranno sottrarre il collo e non andranno più a testa alta, perché sarà un tempo di calamità. In quel tempo si intonerà su di voi una canzone, si leverà un lamento e si dirà: “Siamo del tutto rovinati; ad altri egli passa l’eredità del mio popolo, non si avvicinerà più a me, per restituirmi i campi che sta spartendo!”. Perciò non ci sarà nessuno che tiri a sorte per te, quando si farà la distribuzione durante l’assemblea del Signore».

Meditazione di don Giovanni Basile, presbitero della chiesa di Palermo.

"Guai a coloro che meditano l’iniquità!".
La prima lettura di oggi è tratta dal profeta Michea, contemporaneo di Isaia. Il tempo che egli vive è un tempo di decadenza. Israele è diviso: al nord si seguono pratiche pagane, mentre Giuda, con Gerusalemme, è amministrato da gente corrotta e idolatra che non conosce più il proprio popolo e ha dimenticato il suo Dio. Persone senza scrupoli, come dice il testo, che, essendo al potere, si permettono di tutto: ogni sorta di ingiustizie e soprusi. Così è il cuore dell’uomo, tentato sempre dalle stesse cose, nello stesso modo, oggi come ieri. Il potere genera in noi l’illusione di essere Dio, di poterci sostituire a lui, e tutto perde di senso, di dignità. Terribile la sua profezia che porta un chiaro messaggio da Dio: “Sto per stancarmi di questa condotta, sto meditando di agire contro di voi, mio popolo Israele, vi toglierò il regno e lo darò in mano ad altri che se ne prenderanno cura”. Facciamoci un esame di coscienza. Nel mio piccolo, agisco sempre libero da interesse personale? Ogni volta che mi viene affidato qualcosa e non lo rispetto sono come i governanti di Israele. Signore, voglio testimoniare con i fatti che Tu sei con me!

15/07/2022

Venerdì 15ª Sett. T O. II. 15 Lug 2022.

Dal libro del profeta Isaia
Is 38,1-6.21-22.7-8

In quei giorni Ezechìa si ammalò mortalmente. Il profeta Isaìa, figlio di Amoz, si recò da lui e gli disse: «Così dice il Signore: “Da’ disposizioni per la tua casa, perché tu morirai e non vivrai”». Ezechìa allora voltò la faccia verso la parete e pregò il Signore dicendo: «Signore, ricòrdati che ho camminato davanti a te con fedeltà e con cuore integro e ho compiuto ciò che è buono ai tuoi occhi». Ed Ezechìa fece un gran pianto. Allora la parola del Signore fu rivolta a Isaìa dicendo: «Va’ e riferisci a Ezechìa: “Così dice il Signore, Dio di Davide, tuo padre: Ho udito la tua preghiera e ho visto le tue lacrime; ecco, io aggiungerò ai tuoi giorni quindici anni. Libererò te e questa città dalla mano del re d’Assiria; proteggerò questa città”». Isaìa disse: «Si vada a prendere un impiastro di fichi e si applichi sulla ferita, così guarirà». Ezechìa disse: «Qual è il segno che salirò al tempio del Signore?». «Da parte del Signore questo ti sia come segno che il Signore manterrà questa promessa che ti ha fatto. Ecco, io faccio tornare indietro di dieci gradi l’ombra sulla meridiana, che è già scesa con il sole sull’orologio di Acaz». E il sole retrocesse di dieci gradi sulla scala che aveva disceso.

Meditazione di don Giovanni Basile, presbitero della chiesa di Palermo.

"Ho udito la tua preghiera!".
Oggi Isaia ci pone di fronte alla dimensione del tempo considerata dal punto di vista di Dio. Dio è eterno. Egli è prima del tempo e il tempo è una sua creatura. Eppure il Signore agisce nel tempo ed è Signore del tempo, anzitutto perché lo regola e lo distingue fra tempo della festa e tempo da dedicare alle cose da fare. Il Signore agisce nel tempo anche quando determina la durata della vita di una persona. Ezechia, da tutti giudicato esemplare nell’osservare la Legge, si ammala gravemente e sarebbe morto, ma prega, si rivolge a Dio senza avanzare richieste precise ma solo ricordando la propria condotta integra. Ezechia riceve una proroga rispetto alla sua morte, perché Dio è signore del tempo della nostra vita. Il Signore inoltre ci libera dal limite del tempo e ci rende partecipi della sua vita nell’eternità. Riguardo alla durata del nostro tempo c’è una buona notizia: il Signore domina il tempo e ci aiuta a viverlo senza subirlo. Egli ci libera dal limite del tempo e ci rende accessibile l’eternità. Signore, tutto è dono tuo, fa' di me ciò che vuoi.

14/07/2022

Giovedì 15ª Sett. T O. II. 14 Lug 2022.
1ª lettura. Is 26,7-19.

7 Il sentiero del giusto è diritto,
il cammino del giusto tu rendi piano.
8 Sì, nella via dei tuoi giudizi,
Signore, noi speriamo in te;
al tuo nome e al tuo ricordo
si volge tutto il nostro desiderio.
9 La mia anima anela a te di notte,
al mattino il mio spirito ti cerca,
perché quando pronunzi i tuoi giudizi sulla terra,
giustizia imparano gli abitanti del mondo.
10 Si usi pure clemenza all'empio,
non imparerà la giustizia;
sulla terra egli distorce le cose diritte
e non guarda alla maestà del Signore.
11 Signore, sta alzata la tua mano,
ma essi non la vedono.
Vedano, arrossendo, il tuo amore geloso per il popolo;
anzi, il fuoco preparato per i tuoi nemici li divori.
12 Signore, ci concederai la pace,
poiché tu dai successo a tutte le nostre imprese.
13 Signore nostro Dio, altri padroni,
diversi da te, ci hanno dominato,
ma noi te soltanto, il tuo nome invocheremo.
14 I morti non vivranno più,
le ombre non risorgeranno;
poiché tu li hai puniti e distrutti,
hai fatto svanire ogni loro ricordo.
15 Hai fatto crescere la nazione, Signore,
hai fatto crescere la nazione, ti sei glorificato,
hai dilatato tutti i confini del paese.
16 Signore, nella tribolazione ti abbiamo cercato;
a te abbiamo gridato nella prova, che è la tua correzione.
17 Come una donna incinta che sta per partorire
si contorce e grida nei dolori,
così siamo stati noi di fronte a te, Signore.
18 Abbiamo concepito, abbiamo sentito i dolori
quasi dovessimo partorire: era solo vento;
non abbiamo portato salvezza al paese
e non sono nati abitanti nel mondo.
19 Ma di nuovo vivranno i tuoi morti,
risorgeranno i loro cadaveri.
Si sveglieranno ed esulteranno
quelli che giacciono nella polvere,
perché la tua rugiada è rugiada luminosa,
la terra darà alla luce le ombre.

Meditazione di don Giovanni Basile, presbitero della chiesa di Palermo.

"Esultate voi che giacete nella polvere!".
Il brano biblico che leggiamo è del secondo Isaia. Il testo conosce il ritorno dei primi esiliati da Babilonia che si pongono subito il problema del ricostruire le mura e il tempio: due realtà fondamentali e indispensabili per la pace e la sicurezza della città, poiché tengono lontane le bande dei briganti e le scorrerie dei nemici. Infatti, in più parti del testo sacro le mura, vengono cantate con gioia. Con stupore riescono, con gare comuni di solidarietà e generosità, nonostante la povertà e la debolezza di un popolo che torna misero e senza risorse. La speranza di poter tornare allora si profila per quelli ancora deportati in Babilonia. Ecco, allora, che il testo di oggi è un canto di lode a Dio per la sua vittoria sui nemici di Israele. Narra di un Dio che si manifesta nei suoi interventi in favore dei fedeli; è il riconoscimento dell'agire divino nella storia. Israele nelle sciagure ha saputo vedere non una punizione che lo allontanava da Dio ma un evento che glielo ha fatto ritrovare. Per questo ora spera che la vita della nazione tornerà a rifiorire per la volontà di Dio. "Signore, mi fido di te, perché so che Tu sei il mio Salvatore".

Indirizzo

Via Benfratelli, 27
Palermo
90134

Orario di apertura

Lunedì 09:30 - 13:00
Martedì 09:30 - 13:00
Mercoledì 09:30 - 13:00
Giovedì 09:30 - 13:00
Venerdì 09:30 - 13:00

Telefono

+39091324482

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