20/07/2022
Mercoledì 16ª Sett. T O. II. 20 Lug 2022.
1ª lettura. Ger 1,1-10.
1 Parole di Geremia figlio di Chelkia, uno dei sacerdoti che dimoravano in Anatòt, nel territorio di Beniamino. 2 A lui fu rivolta la parola del Signore al tempo di Giosia figlio di Amon, re di Giuda, l'anno decimoterzo del suo regno, 3 e quindi anche al tempo di Ioiakìm figlio di Giosia, re di Giuda, fino alla fine dell'anno undecimo di Sedecìa figlio di Giosìa, re di Giuda, cioè fino alla deportazione di Gerusalemme avvenuta nel quinto mese.
4 Mi fu rivolta la parola del Signore:
5 «Prima di formarti nel grembo materno, ti conoscevo,
prima che tu uscissi alla luce, ti avevo consacrato;
ti ho stabilito profeta delle nazioni».
6 Risposi: «Ahimé, Signore Dio, ecco io non so parlare,
perché sono giovane».
7 Ma il Signore mi disse: «Non dire: Sono giovane,
ma va' da coloro a cui ti manderò
e annunzia ciò che io ti ordinerò.
8 Non temerli,
perché io sono con te per proteggerti».
Oracolo del Signore.
9 Il Signore stese la mano, mi toccò la bocca
e il Signore mi disse:
«Ecco, ti metto le mie parole sulla bocca.
10 Ecco, oggi ti costituisco
sopra i popoli e sopra i regni
per sradicare e demolire,
per distruggere e abbattere,
per edificare e piantare».
Meditazione di don Giovanni Basile, presbitero della chiesa di Palermo.
"Prima di formarti nel grembo materno, ti conoscevo!".
Il brano di oggi, il racconto della vocazione di Geremia, mette in evidenza la vocazione del profeta ma anche la vita dell'uomo secondo il progetto di Dio e della sua realizzazione. La pericope della vocazione di Geremia, mentre ci fa comprendere la vocazione e la personalità del profeta, pone il problema della "nostra" vocazione. Siamo tutti coinvolti nella vocazione di Geremia. Dio offre a tutti, in qualunque situazione, la possibilità di essere, in maniera diversa, "suoi testimoni"; perché per ciascuno di noi può dire: "Prima di formarti nel grembo materno, ti conoscevo". Questa parola vince le sue, e le nostre, debolezze e fragilità. Il Signore a Geremia, ed a noi, chiede obbedienza, disponibilità e confidenza piena, e promette assistenza contro le avversità e le violenze del suo ministero. Il profeta pone al centro del suo racconto l'esperienza del divino nella sua vita, e all’interno dell'attività profetica c’è sempre la parola divina, che, nello stesso tempo, è potente ed anche impotente, di fronte alla libertà umana. Signore, che gioia sentirmi chiamato per nome da Te! Che io non resti sordo al tuo appello.