Il nucleo centrale era stato il convento e la grande chiesa dei Padri della Mercede. Di quel tempo rimane oggi pressoché immutato, il chiostro con gli arditi verticalismi del portico e la porta del vecchio convento. Sormontata quest’ultima, dall’effige che i padri della Mercede scelsero come simbolo della loro missione: il Pellicano che imbocca il suo piccolo. Nella prima metà del ‘700, l’accresci
uto prestigio dei Monaci portò loro in dote l’attiguo palazzo dei principi Cattolica Briuccia. La distanza fra i due edifici, fu colmata mediante tre ponti in pietra lunghi una ventina di metri e sorretti ognuno, da eleganti colonne di grigio marmo “Billiemi”. I ponticelli sono ancora oggi famosi a Palermo, come i “Passetti” di palazzo Briuccia. Al posto della chiesa, l’architetto Ernesto Basile eresse, inglobando pure parte della piazza antistante, le strutture di rappresentanza della “Cassa Centrale di Risparmio Vittorio Emanuele”. Il palazzo fu inaugurato nel 1912 Quanto a noi, la “nuova” sede monumentale è giunta ai nostri giorni pressoché intatta; un gioiello dell’Art Noveau europeo. Contenuto fornito dalla struttura. L’accuratezza delle informazioni è responsabilità esclusiva della struttura.