08/12/2024
Nel vangelo il cristianesimo comincia in una casa,
non al tempio,
comincia con una donna,
non con un sacerdote.
E la prima parola dell’angelo,
la prima della nuova storia,
è ‘rallegrati’!
Non un qualsiasi saluto,
ave o salve,
è invece un imperativo:
kaire,
gioisci,
sii felice.
L’angelo non dice:
prega,
inginocchiati,
fai questo o quello.
Ma semplicemente:
apriti alla gioia,
come una porta si apre al sole:
Dio si avvicina
e stringe in un abbraccio,
viene e porta una promessa di felicità:
godi di questo Dio.
Il perché di tanta gioia?
Lo dice l'angelo:
"sei piena di grazia".
Immacolata la proclama il popolo cristiano,
ed è la stessa cosa.
“Sii felice Maria,
Dio si è chinato su di te,
si è innamorato di te,
si è dato a te.
Tu gli hai rubato il cuore
e lui ti ha riempita di luce.
Ora hai un nome nuovo:
"amata per sempre”.
Teneramente,
liberamente,
senza rimpianti amata.
Si capisce che Maria sia senza parole.
Quel suo nome è anche il nostro nome:
buoni e meno buoni,
tutti amati per sempre.
Piccoli o grandi,
tutti riempiti di cielo.
Buona festa di Maria Immacolata.
(G. Carlo Passerini)