Case in Sicilia

Case in Sicilia Le Case di Lilli, bellezza e tranquillità , sono dotate di ogni comfort. The style is typical Mediterranean Country homes: rustic and elegant at the same time.

Nel terreno si può vivere la natura nella privacy.Sono anche un luogo di vacanza ideale per famiglie o gruppi di amici che possono scegliere di condividere gli spazi esterni . Lilli houses, “Nicolò house” and “Raffaello house”, are completely surrounded by over an acre of beautifully wooded land, immersed in a green country-side rich of quietness and peace entirely at the disposal of the occupants

. The houses will surprise you for their beauty, for the care of every detail in functionality and aesthetics and tranquillity and peace that surround them. Both houses are full of comforts and completely equipped: dishwasher, washing machine, television, air conditioning, fully facilities and any other accessory you could possibly want to live comfortably at home or in the garden. The land surrounding the two houses lined with beautiful trees, false pepper, palm trees, vines and lemon tress, offers a unique opportunity to live immersed in nature. Each house is also equipped with its own outdoor space (a porch and a barbecue) where you can have a rest or just have lunch or dinner in absolute tranquillity and privacy. The proximity of the two houses still makes an ideal vacation spot for families or friends (up to 12 people) who may choose to share the outside space available to them. You can also ask Lilli even if you want to bring your pet with you.

15/10/2023

- Tutto quello che ho di te-

Mi hai lasciato tante cose tu. Mi hai riempito la vita di senso. Di ragione. Di vita.

Me l’hai riempita di amore e di persone.
Le hai scelte con cura, tu. Le hai scelte tu per me. Le hai scelte tu per te stessa.
E poi me le hai donate.
Come un pacco regalo immenso, inaspettato.

Oggi è il compleanno “dell’amica di Beatrice”, come dico sempre ai tuoi fratelli per raccontare di lei, di Veronica.
Ma dire amica è riduttivo. Spiegare cosa sia stata lei per te e cosa sia stata lei per me, per la mia famiglia, per le mie notti piene di ansia e di paura, sarebbe impossibile.
Dovrei usare altre pagine e pagine e riempirle di parole, di concetti, di aggettivi.
Ma non basterebbero.

A volte servono delle immagini e degli abbracci per capire meglio.
Auguri, Veronica!

🥰p.s. Ciao a tutti! Molti di voi hanno iniziato a seguirci grazie a questo post che è diventato virale. Per coloro che non conoscono la nostra storia, vogliamo condividere brevemente chi siamo.

Beatrice, la mia amata figlia, è nata prematura alla 26+0 settimana di gravidanza a Vienna e ha trascorso due anni in terapia intensiva. E' morta a due anni il 4 marzo 2018.
A raccontare la storia di Beatrice e il nostro cammino sono io, Lucrezia, sua madre. Nella foto di questo post vedete mia figlia Beatrice e la sua amica infermiera Veronica che ci ha donato tanto amore. Sto scrivendo un libro sulla nostra esperienza, quindi continuate a seguirci per ricevere aggiornamenti sulla nostra storia e per diffondere amore e speranza!

15/10/2023

Incubi e ricordi
Non ti sogno quasi mai, Beatrice. Non mi appari quasi mai di notte a dirmi qualcosa, ad abbracciarmi o a giocare con me. Mi appari sempre per ricordarmi che non ci sei più.
Sogno sempre la stessa scena, a volte variano le circostanze, le persone, le date, ma il risultato è sempre lo stesso.

Tu, immobile in quel letto troppo grande per te, in mezzo a quella stanza piena di altri bambini che stanno male, apparecchi che suonano, allarmi, dottori, ansia e panico.
Tu che di tutto questo non senti più nulla, che sei gia’ andata lontano e hai lasciato solo il corpo qui. Quel corpo che non ti serve più.
Sogno sempre quello schermo che doveva segnare le pulsazioni del tuo cuore e l’ossigeno nel tuo sangue e ora segna zero di ossigeno e qualche battito ancora. Erano 47 quel 4 marzo 2018. 47 e basta. Zero ossigeno. Stanotte ne avevi 85 e avevo quasi una sensazione di gioia e speranza. Ne avevi recuperati più del doppio. Ma continuava ad esserci quello zero di ossigeno e il tuo corpo immobile.

Non ero sola stavolta, c’era tuo papà con me e i tuoi fratelli dispersi non so dove. Li ho cercati nel sogno e li ho trovati quasi subito. Prima Alexander e poi Eleonora, immersa tra la folla. Li ho stretti forte e poi mi sono ricordata di non dare mai nulla per scontato.
Ogni secondo insieme è una benedizione e dobbiamo goderla fino in fondo.

Grazie Beatrice di ricordarmelo sempre!

15/10/2023

Vi siete mai chiesti il significato del Cristo Velato? Quest’incredibile scultura, una delle più famose al mondo, ha una storia ancora più incredibile dietro.

Guardate il velo che lo ricopre. Dà i brividi vero? È così morbido e realistico che non sembra possibile che sia fatto di marmo. Sembra addirittura che il lenzuolo si muova, come sospinto da un lieve soffio di vento. O da un respiro. Per secoli si credette che la sua incredibile trasparenza fosse opera dei poteri di Raimondo De Sangro, il quale avrebbe adagiato sulla statua un vero e proprio velo che si sarebbe marmorizzato attraverso un processo alchemico.

Adesso osservate il corpo di Cristo. È disteso su un materasso marmoreo, le ginocchia contratte, scavate dalla fatica e dal dolore, la testa sollevata sui cuscini, gli occhi socchiusi. Se guardate con attenzione, vedrete delle lacrime che tremolano sulle sue palpebre. Io ogni volta che la osservo provo un senso di commozione. E ho visto persone piangere e inginocchiarsi davanti a questa statua. Perché in questa scultura c’è tutta la sofferenza dell’uomo umiliato, percosso e trafitto.

Se però lo osservate con più attenzione, noterete un dettaglio che a molti sfugge. Sulla tempia di Cristo vedrete una vena che sembra ancora pulsare. E guardate i suoi arti. Sembrano ancora contratti, come se potessero muoversi da un momento all’altro. Perché? Perché quest’incredibile scultura non raffigura, come molti credono, un uomo morente, che ha appena esalato il suo ultimo respiro, ma un uomo che è sul punto di risvegliarsi e di emetterne uno nuovo: quello della rinascita dopo la morte!

Il Cristo Velato racchiude un messaggio di speranza e di riscatto, è il simbolo della rinascita alla quale l’anima, dopo aver attraversato la sofferenza (simboleggiata dalla Croce), può aspirare. Ed ecco anche perché il Cristo è velato. Il velo nasconde i misteri dell’esistenza agli occhi dei viventi. Cos'è la morte, sembra dirvi lo scultore, se non un leggerissimo velo, quasi impalpabile, che non attende altro che essere svelato?

02/08/2023

È morto l’ultimo dell’ex di Rimini, era l’ultimo sopravvissuto all’incoscienza e alle attività che nell’area di nidificazione di questa specie così fragile hanno devastato la locale. Morto di stenti e la colpa è nostra, ancora una volta.

Il fratino è deceduto dopo aver cercato un riparo tra la di persone accorse per prendere parte a un evento in spiaggia. Il organizzato lo scorso weekend in zona è stato responsabile della sua fine. Dopo una notte fatta di fortissimi rumori, piedi che saltavano sulla sabbia, di lui si sono p***e le tracce.

I volontari di varie associazioni come a Rimini e Riccione lo hanno cercato per giorni, purtroppo non è servita a nulla. Il suo recinto era stato ridotto al minimo per far posto all’evento poi la scomparsa del pullo. Le ultime impronte lasciate dal fratino sono un duro colpo al cuore. Si interrompono improvvisamente lasciando un senso di impotenza e rabbia, tanta rabbia.

La morte dell’ultimo fratino deve far riflettere e capire che i grandi eventi organizzati sulle spiagge sono il male per la natura e le sue specie. Le spiagge non dovrebbero essere affatto il luogo in cui tenere e spettacoli giganteschi, ma, malgrado i devastanti danni provocati da questi, continuano a ospitare questi appuntamenti.

È ora di dire e passare dalle parole ai fatti. Se si vuole realmente proteggere l’ecosistema, i suoi litorali, le sue spiagge e tutti i , i grandi devono tenersi altrove.

02/08/2023

La vicenda Kharlan Smirnov mi riporta alla mente la storia di un'altra sportiva di un paese invaso che compì, e pagò duramente, un forte gesto politico.
Succede alle Olimpiadi del 1968, quelle di Smith e Carlos, eppure la storia della grandissima Vera Caslavska è quasi dimentica.

Temo sia colpa del maschilismo, ricordiamo tutti i pugni chiusi di Tommie Smith e John Carlos.
Ma pochissimi ricordano le imprese atletiche e il clamoroso gesto politico di Vera Caslavska, a quelle stesse Olimpiadi.

Anzi, chi l’ha mai sentita? Chi è Vera Caslavska?
Vera Caslavska è una delle più grandi ginnaste di tutti i tempi: sette ori e quattro argenti la rendono la quattordicesima atleta più medagliata ai Giochi olimpici e la ginnasta con più vittorie a livello individuale. Senza contare quattro titoli mondiali e undici titoli europei.

Per 4 anni, tra il 1964 e 1968, Vera Caslavska è imbattibile (e imbattuta) al concorso individuale.
Si tratta di una ginnasta innovativa, potente, ma non piccolina come le ginnaste di oggi. Vera è alta 1 metro e 60 e pesa 58 kg, numeri impensabili per una ginnasta di adesso.

Vera è anche una ragazza bellissima, nella seconda metà degli anni Sessanta diventa un personaggio di copertina sulle riviste patinate e la sua fama avvicina quella di una diva del cinema. In quel 1968 viene nominata la seconda donna più celebre al mondo, dopo Jackie Kennedy.

Prima delle Olimpiadi, a causa dell’invasione della Cecoslovacchia da parte delle truppe del Patto di Varsavia, Vera Caslavska si schiera a favore delle riforme liberali tentate da Alexander Dubcek e firma il manifesto anticomunista “Duemila Parole”.

Quando i russi, ad agosto, soffocano la “Primavera di Praga” e riprendono il controllo del suo paese, le cose per lei e tutti i dissidenti cambiano rapidamente in peggio.

Il campionissimo Emile Zatopek, la locomotiva umana, uno dei più grandi fondisti della storia dello sport, nonostante si sia ritirato da tempo viene relegato in una miniera di uranio.
Vera è malvista dal nuovo-antico regime sovietico e la sua partecipazione alle Olimpiadi di ottobre è in fortissimo dubbio.

E così, mentre le temibili atlete russe sono già in Messico ad acclimatarsi, lei è ancora in Cecoslovacchia. Temendo l’arresto e qualche forma di esilio, si è nascosta nel cottage di un amico, nella campagna della Moravia dove è nata, allenandosi con il sollevamento di sacchi di patate e con ogni altro mezzo possibile.

“Mi appendevo agli alberi, facevo esercizi a corpo libero sul prato davanti a casa, mi procuravo calli sulle mani spalando carbone”.
Vera Caslavska è così forte e famosa che risulta complicato non farla partire per le Olimpiadi, sarebbe troppo clamoroso perfino per il nuovo regime che deve far digerire alla popolazione la fine delle speranze liberali e il ritorno all’influenza sovietica.

Quando arriva l’autorizzazione a partecipare alle Olimpiadi, Vera parte per il Messico senza essersi allenata in palestra o aver seguito programmi specifici per abituarsi al clima d’altura, con il rischio altissimo di trovarsi fuori condizione.

Eppure infila uno dietro l’altro una serie di successi clamorosi: oro nel concorso individuale, oro nel volteggio, oro nelle parallele.
Alla trave, invece, un contestato giudizio la fa arrivare seconda dietro la russa Kuchinskaya.

Ancora più incredibile è quanto accade nella gara del corpo libero. Alla fine delle esibizioni Vera sembra nettamente la vincitrice, poi la giuria, su pressione del membro russo, prende una decisione quasi senza precedenti e va inspiegabilmente ad aumentare il voto delle qualificazioni della russa Larik, che si ritrova avanzata di posizione e diventa anche lei oro, a pari merito con la Caslavska.

È in questo momento che Vera compie il gesto che segna la sua storia e anche quella dello sport: quando deve ascoltare l’inno russo china la testa, si gira e rifiuta di guardare la bandiera che rappresenta gli invasori del suo paese

Lo fa già durante la premiazione della Kuchinskaya, vincitrice della trave, quando Vera occupa il secondo posto sul podio.
Ma è nella premiazione della Larik, con cui divide il gradino più alto e l’oro, che l’immagine arriva nelle case di tutti gli spettatori, nitida, potentissima: la bandiera cecoslovacca che sale insieme con quella russa, le due atlete spalla a spalla e Vera Caslavska che china la testa e gira con dolorosa grazia il suo viso, senza degnare del suo sguardo l'altra atleta e la bandiera russa.

È la rappresentazione plastica di un dissenso.

È una scena muta che vale più di migliaia di proclami.
Come Smith e Carlos hanno alzato i pugni per rappresentare al mondo la segregazione di cui i neri sono vittime in America, così Vera Caslavska gira il viso e non onora la bandiera del paese che schiaccia il suo popolo.

Il giorno dopo, in Messico, Vera sposa il connazionale e mezzofondista Josef Odlozil in una cerimonia glamour seguita da una grande folla, cui accorrono molti messicani divenuti fan di un’atleta al culmine della sua gloria.

Vera non sa che la sua carriera, il giorno prima, è finita.

Appena torna in patria viene messa sotto indagine dal governo insieme ad altri atleti del suo team per “influenze scorrette”. Le chiedono di ritrattare tutto e togliere la firma al manifesto liberale cui aveva aderito, ma lei non lo fa, così la Cecoslovacchia la bandisce da tutte le competizioni e le nega l’impiego da allenatrice.

Nel regime filorusso della sua nazione diventa “persona non gradita” eppure, paradossalmente, non può andare via: ha divieti a volare, espatriare, lavorare.
La Caslavska si guadagna da vivere facendo pulizie, fino a quando un giorno va al Ministero dello Sport in tuta da ginnastica e dichiara che non uscirà da lì senza un lavoro.

Ottiene un ruolo, ma solo di consulente.
“Hanno voluto cancellarmi e ci sono riusciti” racconterà.

La Caslavska continua però a subire le p***ecuzioni governative.
Per tutto questo Vera Caslavska, la bellissima campionessa che dominava lo sport e le copertine dei rotocalchi, cade in depressione e sceglie di scomparire in una casa di cura, diradando al minimo ogni apparizione pubblica.

“Dopo aver raggiunto la cima dell’Olimpo, non sono scesa per il percorso più facile. La mia strada è stata di pietre, discese a precipizio e pozzi profondissimi”.

Quando le chiedono perché non abbia mai rinnegato la sua contestazione risponde: “Se avessi rinnegato quel manifesto e quella speranza, la gente che credeva nella libertà avrebbe perduto fiducia e coraggio. Volevo che conservassero almeno la speranza’.

Solo negli anni Novanta e Duemila, dopo la caduta del Muro di Berlino e la fine del regime sovietico, Vera Caslavska è riabilitata e ha gli onori che merita, diventando presidente del Comitato Olimpico cecoslovacco prima e ceco dopo, membro del Comitato Olimpico Internazionale e consigliera del presidente della Repubblica Havel.

Vera è morta nel 2016, per un tumore al pancreas contro cui lottava da tempo.
Negli ultimi anni si è schierata contro la xenofobia e a favore della protezione dei profughi.

La sua storia è diventata un docu-film intitolato “Vera68”. Il suo paese l’ha nominata seconda atleta più importante del secolo scorso, dopo Emile Zatopek, ed è entrata a pieno titolo nella “Hall of fame” della ginnastica mondiale.

Nonostante tutto il nome di Vera Caslavska è rimasto sconosciuto a molti.

Riccardo Gazzaniga

"Abbiamo toccato le stelle - Storie di campioni che hanno cambiato il mondo"(Rizzoli). https://tinyurl.com/mr2zvnn9

22/09/2022
18/02/2018

Le Case di Lilli, bellezza e tranquillità , sono dotate di ogni comfort.
Nel terreno si può vivere la natura nella privacy.Sono anche un luogo di vacanza ideale per famiglie o gruppi di amici che possono scegliere di condividere gli spazi esterni .

Casa nocolò
20/02/2016

Casa nocolò

Lilli houses, “Nicolò house” and “Raffaello house”, are completely surrounded by over an acre of beautifully wooded land, immersed in a green country-side rich of quietness and peace entirely at the disposal of the occupants. The houses will surprise you for their beauty, for the care of every detail in functionality and aesthetics and tranquillity and peace that surround them.
The style is typical Mediterranean Country homes: rustic and elegant at the same time.
Both houses are full of comforts and completely equipped: dishwasher, washing machine, television, air conditioning, fully facilities and any other accessory you could possibly want to live comfortably at home or in the garden.
The land surrounding the two houses lined with beautiful trees, false pepper, palm trees, vines and lemon tress, offers a unique opportunity to live immersed in nature.
Each house is also equipped with its own outdoor space (a porch and a barbecue) where you can have a rest or just have lunch or dinner in absolute tranquillity and privacy.
The proximity of the two houses still makes an ideal vacation spot for families or friends (up to 12 people) who may choose to share the outside space available to them. You can also ask Lilli even if you want to bring your pet with you.

Piscina
20/02/2016

Piscina

Piscina e vaschetta
20/02/2016

Piscina e vaschetta

Piscina
20/02/2016

Piscina

Swimming pool
Dimensions: Width 6m - Length 10m
Depth: Minimum 0.5m - Maximum 1.5m

H
20/02/2016

H

Indirizzo

Contrada Piano Del Re
Partinico
90047

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