Central PETacciato

Central PETacciato È uno spazio culturale dove puoi lavorare, studiare, festeggiare, soggiornare e tanto altro! PER INFO E PRENOTAZIONI, SCRIVETE ALLA PAGINA UN MESSAGGIO PRIVATO.

Si tratta di uno spazio di circa 100mq, adibito a salotto letterario con divani, tavoli, sedie (e presto anche librerie) dove, chi lo vorrà, potrà passare del tempo di qualità: lavorando, studiando o semplicemente leggendo un libro, in completo relax e lontano dalle distrazioni della propria casa. E’ un luogo adatto anche a feste di compleanno o occasioni conviviali ed è in continuo divenire, in

base alle richieste che arrivvano:

-coworking;
-doposcuola;
-meeting;
-conviviali,
-laboratori per grandi e piccini;
-corsi vari;
-e tanto altro ancora! Al suo interno: due bagni a norma (per diversamente abili), un piccolo spazio ristoro (autogestito) con frigo, macchinetta caffè (a cialde), bollitore per the e tisane, e le super tazze, a marchio Central Petacciato!

Prima le coperte Granny Square. Poi i mandala colorati che, estate dopo estate, hanno trasformato il Belvedere in un luo...
02/06/2026

Prima le coperte Granny Square. Poi i mandala colorati che, estate dopo estate, hanno trasformato il Belvedere in un luogo ancora più accogliente e sorprendente. Oggi, dopo tre anni di incontri, creatività e lavoro condiviso, il gruppo Arsenico e Vecchi Merletti firma una nuova installazione artistica che sta facendo parlare l’intero paese.

Decine di metri di festoni realizzati interamente a mano colorano Corso Italia, una delle strade più rappresentative di Petacciato, trasformandola in un vero e proprio cielo di colori.

Dietro questa esplosione di creatività ci sono donne che ogni giovedì si ritrovano al Central PETacciato per stare insieme, progettare, imparare, raccontarsi e costruire qualcosa che resta. Tra un tè delle cinque, un libro, un racconto sulla storia e sulla cultura del Molise e migliaia di punti all’uncinetto, nasce una comunità che sceglie di dedicare tempo, energia e talento al proprio paese.

Il nome del gruppo, Arsenico e Vecchi Merletti, richiama l’omonimo film del 1944, ma oggi racconta soprattutto una storia contemporanea fatta di amicizia, partecipazione e amore per il territorio.

In questa intervista vi racconto come è nato il progetto, cosa c’è dietro l’allestimento di Corso Italia e perché, a volte, un semplice filo colorato può diventare il simbolo di una comunità che sceglie di costruire bellezza insieme.

A cura di Michele Trombetta, immagini di Nicola Mastrogiuseppe

Instancabile zia Rosetta ci racconta cosa succede ogni settimana ad Arsenico e Vecchi Merletti.Tra uncinetto, chiacchier...
31/05/2026

Instancabile zia Rosetta ci racconta cosa succede ogni settimana ad Arsenico e Vecchi Merletti.

Tra uncinetto, chiacchiere, creatività e tanta voglia di stare insieme, è nato un gruppo che ha saputo trasformare semplici fili in amicizie, progetti e piccoli gesti di bellezza condivisa per il paese.

Da settembre si riparte con una nuova avventura creativa e le porte sono aperte a chiunque abbia voglia di imparare, creare o semplicemente trascorrere qualche ora in buona compagnia.

Nel video, l’intervista a zia Rosetta realizzata da TermoliOnLine, una delle protagoniste di questa bellissima esperienza.

🧶 Non serve essere esperti.
Bastano curiosità, entusiasmo e voglia di far parte di qualcosa di speciale.

Vi aspettiamo al Central PETacciato. ❤️

A cura di Michele Trombetta, immagini di Nicola Mastrogiuseppe

Un gruppo di donne, centinaia di ore di lavoro, migliaia di punti all’uncinetto e una strada che oggi racconta una stori...
30/05/2026

Un gruppo di donne, centinaia di ore di lavoro, migliaia di punti all’uncinetto e una strada che oggi racconta una storia diversa.

Dietro le bandierine colorate che attraversano Corso Italia non c’è soltanto un allestimento estivo. C’è un esempio concreto di comunità, collaborazione e amore per Petacciato.

Ho raccontato questa esperienza in un nuovo articolo, perché a volte le notizie più importanti non parlano di ciò che è stato costruito, ma delle persone che hanno scelto di costruirlo insieme.

Una storia che merita di essere conosciuta. ❤️
TermoliOnLine.it

PETACCIATO. In molti piccoli centri si discute di come rendere più attrattivi i luoghi pubblici, valorizzare i centri storici e rafforzare il senso di appartenenza delle comunità. A Petacciato, invece, un gruppo di donne ha scelto di passare dalle parole ai fatti, trasformando una delle strade pi....

30/05/2026

Colazione Experience al Central PETacciato

Non una semplice colazione. Un modo diverso di iniziare la giornata.

Da questa estate tornano le colazioni dolci e salate del Central PETacciato, pensate per chi ama concedersi il tempo di assaporare i luoghi, le persone e i sapori autentici.

Pane fragrante, torte fatte in casa, marmellate, prodotti del territorio, proposte salate, frutta di stagione e il profumo del caffè che accompagna il risveglio in uno spazio accogliente e ricco di storie.

Al Central PETacciato la colazione diventa un’esperienza: si chiacchiera, si scoprono tradizioni locali, si raccolgono consigli su cosa visitare e si respira l’atmosfera autentica di un paese affacciato sul mare e circondato dalle colline del Molise.

Un momento dedicato agli ospiti della guesthouse, ma anche a chi desidera regalarsi una mattina speciale.

Central PETacciato
Dove l’ospitalità incontra la cultura, e ogni giornata può cominciare con il sapore giusto.

Sconto speciale riservato, agli ospiti della Guesthouse che abbinano la colazione al soggiorno.

30/05/2026

Tra luci soffuse, dettagli curati e il fascino discreto del Salotto Culturale, ogni aperitivo diventa un’occasione per incontrarsi, celebrare un momento speciale o semplicemente concedersi il lusso della semplicità.

Al Central PETacciato, l’aperitivo non è l’inizio della serata. È già l’esperienza.

𝐋𝐚 𝐜𝐮𝐥𝐭𝐮𝐫𝐚 𝐩𝐢𝐮̀ 𝐛𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐞̀ 𝐪𝐮𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐢𝐧 𝐜𝐮𝐢 𝐭𝐮𝐭𝐭𝐢 𝐭𝐫𝐨𝐯𝐚𝐧𝐨 𝐢𝐥 𝐩𝐫𝐨𝐩𝐫𝐢𝐨 𝐩𝐨𝐬𝐭𝐨𝐂𝐢 𝐬𝐨𝐧𝐨 𝐛𝐚𝐫𝐫𝐢𝐞𝐫𝐞 𝐜𝐡𝐞 𝐧𝐨𝐧 𝐬𝐢 𝐯𝐞𝐝𝐨𝐧𝐨.Non sono fatte d...
29/05/2026

𝐋𝐚 𝐜𝐮𝐥𝐭𝐮𝐫𝐚 𝐩𝐢𝐮̀ 𝐛𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐞̀ 𝐪𝐮𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐢𝐧 𝐜𝐮𝐢 𝐭𝐮𝐭𝐭𝐢 𝐭𝐫𝐨𝐯𝐚𝐧𝐨 𝐢𝐥 𝐩𝐫𝐨𝐩𝐫𝐢𝐨 𝐩𝐨𝐬𝐭𝐨

𝐂𝐢 𝐬𝐨𝐧𝐨 𝐛𝐚𝐫𝐫𝐢𝐞𝐫𝐞 𝐜𝐡𝐞 𝐧𝐨𝐧 𝐬𝐢 𝐯𝐞𝐝𝐨𝐧𝐨.
Non sono fatte di muri, cancelli o gradini. Eppure possono essere altrettanto difficili da superare. Sono quelle che, senza che ce ne accorgiamo, impediscono ad alcune persone di partecipare pienamente alla vita culturale, sociale e relazionale di una comunità.

Per questo iniziative come “𝐂𝐢𝐧.𝐀𝐮𝐭.𝐥𝐲 – 𝐀𝐮𝐭𝐢𝐬𝐦 𝐅𝐫𝐢𝐞𝐧𝐝𝐥𝐲 𝐂𝐢𝐧𝐞𝐦𝐚”, che 𝑣𝑒𝑛𝑒𝑟𝑑𝑖̀ 29 𝑚𝑎𝑔𝑔𝑖𝑜 ℎ𝑎 𝑝𝑜𝑟𝑡𝑎𝑡𝑜 𝑎𝑙 𝐶𝑖𝑛𝑒𝑚𝑎 𝑂𝑑𝑑𝑜 𝑑𝑖 𝑇𝑒𝑟𝑚𝑜𝑙𝑖 la première regionale del 𝐜𝐨𝐫𝐭𝐨𝐦𝐞𝐭𝐫𝐚𝐠𝐠𝐢𝐨 “𝐈𝐥 𝐓𝐫𝐚𝐭𝐭𝐨”, diretto da 𝐒𝐢𝐦𝐨𝐧𝐞 𝐃’𝐀𝐧𝐠𝐞𝐥𝐨, meritano attenzione.
Non soltanto per il valore del film o dell'evento in sé, ma perché pongono una domanda importante: chi può davvero sentirsi accolto nei luoghi della cultura?
L'appuntamento, ospitato in uno dei più storici spazi culturali della città, nasce all'interno del progetto “𝐂𝐢𝐧.𝐀𝐮𝐭.𝐥𝐲 – 𝐀𝐮𝐭𝐢𝐬𝐦 𝐅𝐫𝐢𝐞𝐧𝐝𝐥𝐲 𝐂𝐢𝐧𝐞𝐦𝐚”, promosso da 𝐊𝐚𝐢𝐫𝐨𝐬 𝐂𝐨𝐨𝐩𝐞𝐫𝐚𝐭𝐢𝐯𝐚 𝐒𝐨𝐜𝐢𝐚𝐥𝐞 insieme a una rete di associazioni, professionisti, istituti scolastici e realtà del territorio, tra cui 𝐀𝐏𝐒 𝐋𝐢𝐥𝐥𝐲 𝐄𝐓𝐒, 𝐂𝐨𝐫𝐭𝐨̀ 𝐅𝐚𝐜𝐭𝐨𝐫𝐲 𝐈𝐦𝐚𝐠𝐞, 𝐀𝐬𝐬𝐨𝐜𝐢𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐎𝐥𝐭𝐫𝐞 𝐢𝐥 𝐁𝐥𝐮 e il 𝐂𝐨𝐦𝐮𝐧𝐞 𝐝𝐢 𝐓𝐞𝐫𝐦𝐨𝐥𝐢. L'iniziativa è realizzata nell'ambito del Piano Nazionale Cinema e Immagini per la Scuola, promosso dal 𝑴𝒊𝒏𝒊𝒔𝒕𝒆𝒓𝒐 𝒅𝒆𝒍𝒍𝒂 𝑪𝒖𝒍𝒕𝒖𝒓𝒂 e dal 𝑴𝒊𝒏𝒊𝒔𝒕𝒆𝒓𝒐 𝒅𝒆𝒍𝒍'𝑰𝒔𝒕𝒓𝒖𝒛𝒊𝒐𝒏𝒆 𝒆 𝒅𝒆𝒍 𝑴𝒆𝒓𝒊𝒕𝒐.

Al centro del progetto vi è l'obiettivo di rendere l'esperienza cinematografica più accessibile alle persone nello spettro autistico attraverso il modello Autism Friendly Screening, che presta particolare attenzione agli aspetti sensoriali e al benessere del pubblico. L'idea è semplice quanto rivoluzionaria: trasformare il cinema in uno spazio in cui ciascuno possa sentirsi a proprio agio e vivere l'esperienza collettiva senza ostacoli.
«𝑃𝑒𝑟𝑐ℎ𝑒́ 𝑖𝑙 𝑐𝑖𝑛𝑒𝑚𝑎 𝑝𝑖𝑢̀ 𝑏𝑒𝑙𝑙𝑜 𝑒̀ 𝑞𝑢𝑒𝑙𝑙𝑜 𝑖𝑛 𝑐𝑢𝑖 𝑜𝑔𝑛𝑢𝑛𝑜 𝑡𝑟𝑜𝑣𝑎 𝑖𝑙 𝑠𝑢𝑜 𝑝𝑜𝑠𝑡𝑜»: è il messaggio scelto dallo 𝐩𝐬𝐢𝐜𝐨𝐥𝐨𝐠𝐨 𝐚𝐧𝐚𝐥𝐢𝐬𝐭𝐚 𝐍𝐢𝐜𝐨𝐥𝐚 𝐌𝐚𝐥𝐨𝐫𝐧𝐢, progettista dell'iniziativa, per sintetizzare la filosofia del progetto.

Ma il tema va ben oltre una singola proiezione.
Parlare di accessibilità culturale significa interrogarsi sul ruolo che cinema, teatri, biblioteche, musei, associazioni e spazi di incontro possono avere nella costruzione di comunità più aperte e inclusive. Significa comprendere che la partecipazione alla vita culturale non dovrebbe essere un privilegio riservato a chi non incontra ostacoli, ma un'opportunità condivisa.

Anche nei piccoli centri questo tema riguarda tutti. Riguarda il modo in cui accogliamo le persone, organizziamo gli eventi, pensiamo gli spazi e costruiamo le relazioni. Perché l'accessibilità non è soltanto una questione di strutture o servizi: è una visione della comunità. È la capacità di immaginare luoghi in cui ciascuno possa sentirsi parte di un'esperienza condivisa.

L'inclusione, infatti, non è un traguardo da dichiarare, ma un percorso da costruire giorno dopo giorno. Si manifesta nelle scelte concrete, nell'attenzione ai bisogni delle persone e nella volontà di rendere la cultura un bene realmente accessibile.
Ed è forse questo il messaggio più importante che arriva da Termoli.

Perché una comunità cresce non quando elimina tutte le differenze, ma quando impara a riconoscerle, rispettarle e accoglierle. E la cultura raggiunge il suo significato più autentico quando non si limita ad aprire le porte di una sala, ma crea le condizioni perché ogni persona possa sentirsi davvero parte di ciò che accade al suo interno.

Ogni tanto qualcuno riesce a vedere cose che io faccio fatica a raccontare. E forse questo testo non parla soltanto di m...
26/05/2026

Ogni tanto qualcuno riesce a vedere cose che io faccio fatica a raccontare. E forse questo testo non parla soltanto di me, ma anche di tutte quelle persone che, nei piccoli luoghi, continuano a costruire qualcosa con cura e ostinazione.

“Lei vive in quel punto sottile dove il lavoro smette di essere soltanto lavoro e diventa un modo di stare al mondo.

Non ama mettersi al centro. Anzi, spesso prova quasi fastidio quando l’attenzione si sposta troppo su di lei. Preferisce parlare dei luoghi, delle persone, delle idee, dei progetti. Eppure, inevitabilmente, molte delle cose che accadono attorno al Central PETacciato portano la traccia del suo modo di essere: discreto, ostinato, profondamente umano.

C’è una forma di sensibilità che non fa rumore. Quella che si riconosce nei dettagli: una stanza preparata con cura, una conversazione lasciata respirare, un evento costruito senza artifici, un articolo scritto cercando di capire davvero ciò che racconta.

Nel suo lavoro convivono molte cose insieme: l’accoglienza, la scrittura, la cultura, il desiderio di creare connessioni autentiche. Ma soprattutto convivono il dubbio e la determinazione. Perché chi prova a costruire qualcosa in territori piccoli spesso vive una contraddizione continua: amare profondamente un luogo e, allo stesso tempo, sentirne i limiti, le fatiche, le chiusure.

Eppure ci sono persone che scelgono comunque di restare.

Non per eroismo. Non per nostalgia. Ma perché sentono che abbandonare del tutto certi luoghi significherebbe perdere una parte di sé.

In questo senso, il percorso di Elisabetta assomiglia più a una ricerca che a una conquista. La ricerca di un modo sincero di fare ospitalità. Di creare cultura senza renderla distante. Di dimostrare che anche un piccolo paese può diventare spazio di incontro, creatività e contemporaneità, senza dover imitare altro.

Ci sono giorni in cui tutto questo pesa. Le responsabilità, le aspettative, il bisogno costante di reinventarsi. La sensazione di dover tenere insieme troppe cose contemporaneamente. E forse proprio per questo il suo lavoro non ha mai il tono della perfezione esibita. Rimane umano. A volte stanco. A volte fragile. Ma vero.

Chi la incontra probabilmente non ricorda effetti speciali o grandi dichiarazioni. Ricorda piuttosto una certa atmosfera. Il sentirsi accolti senza formalità. La sensazione che dietro ciò che vede ci sia qualcuno che ci ha messo attenzione autentica, e non soltanto organizzazione.

Forse la sua essenza sta proprio qui: nel tentativo continuo di creare luoghi e momenti che facciano sentire le persone meno estranee tra loro.

Senza clamore. Senza personaggi da interpretare. Solo con la difficile semplicità di chi prova, ogni giorno, a fare le cose con verità.”

Central PETacciato, salotto culturale e guesthouse

26/05/2026

Ci sono mattine in cui il mare sembra parlare piano.
Quelle prima del sole, quando il cielo cambia colore lentamente e tutto sembra più vero.

Dal mare di Petacciato, le albe hanno questo effetto.

Per chi desidera qualche giorno di pace, natura e lentezza, ci sono ancora alcune settimane disponibili a giugno e luglio presso il Central PETacciato Guesthouse.

Per informazioni e prenotazioni: 331 447 1078

Indirizzo

Viale Pietravalle 43/45
Petacciato
86038

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